Cameriere pontificio

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Il cameriere pontificio è, nella Chiesa cattolica, un membro della "Famiglia pontificia",[1] incaricato del servizio personale diretto del papa. Vi furono anche dei cosiddetti "camerieri" (ted.: Erbkämmerer) nelle corti dei principi-vescovi del Sacro Romano Impero.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel medioevo il termine designa quelli che oggi sono noti come camerlenghi. Il seguito esso designava i cosiddetti cubiculari, cioè i responsabili della camera da letto (cubiculum) del papa. Questa funzione costituiva un vero e proprio ufficio nel Palazzo del Laterano, sul modello bizantino. Presto semplici domestici del papa acquisirono via via maggior importanza nel corso dei secoli.

Rimase una caratteristica: i camerieri sono addetti alla persona del papa. Essi assumono la loro funzione dopo l'elezione del nuovo pontefice e la lasciano alla sua morte. Possono esservi eccezioni: così Gasbert de Valle, nominato cameriere il 18 settembre 1319 da papa Giovanni XXII, conservò la sua funzione finché morì (1º gennaio 1347), servendo come cameriere papa Benedetto XII e papa Clemente VI.

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Nell'epoca moderna i camerieri pontifici vengono divisi in più categorie. Vengono subito distinte le funzioni di cameriere segreto e quella di cameriere d'onore: i camerieri segreti hanno l'incarico dell'anticamera detta segreta del papa, ove attendono le persone ricevute in udienza privata; i camerieri d'onore sono invece incaricati dell'anticamera d'onore, che conduce alla sala del trono, ove il papa riceve in udienza pubblica.

Camerieri segreti partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Avendo preminenza su tutti gli altri camerieri, quelli segreti partecipanti, tutti appartenenti al clero, effettuano il servizio di coppiere al papa, servendogli da bere durante i pranzi di gala. Essi fungono egualmente da nunzio apostolico speciale, incaricati di portare ai sovrani ed alle loro famiglie oggetti benedetti dal papa, come i rametti d'ulivo la Domenica delle Palme o degli agnus Dei (medaglie contenenti cera benedetta). Essi calzano anche la berretta cardinalizia ai cardinali di nuova nomina.

Sotto papa Sisto V erano in numero di otto, per diventare venti sotto papa Clemente X e poi ridiscendere ad undici sotto papa Pio VII e stabilizzarsi poi a cinque.

Camerieri segreti soprannumerari[modifica | modifica sorgente]

Ecclesiastici anche loro, i camerieri segreti soprannumerari erano detti di mantellone, dal nome della sopraveste caratteristica dei prelati di rango inferiore. Il loro titolo non aveva alcuna corrispondenza con funzioni effettive, ciò non di meno si trattava di un'onorificienza molto ambita poiché costituiva spesso la prima tappa verso il cardinalato.

Erano nove sotto papa Alessandro III e divennero sessanta sotto papa Gregorio XV.

Camerieri d'onore[modifica | modifica sorgente]

Il titolo di cameriere d'onore è più recente. Si distinguono i monsignori, in abito violetto (paonazzi), incaricati dell'anticamera d'onore, dai camerieri extra Urbem, facenti funzione di cameriere durante gli spostamenti della corte papale.

Erano 32 sotto papa Benedetto XIV e 92 nel 1757.

Camerieri laici[modifica | modifica sorgente]

I camerieri segreti possono essere «di cappa e spada», cioè nobili laici. In numero di cinque, assolvono precise funzioni:

Sono assistiti da camerieri detti de numero e da camerieri laici soprannumerari.

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Paolo VI riorganizzò nel 1968, con il motu proprio Pontificalis Domus i servizi connessi alla persona del papa, per privilegiare i servizi effettivi a scapito di «quelli che non sono che nominali, decorativi ed esteriori». Egli soppresse i camerieri d'onore in abito violetto, quelli extra Urbem come anche quelli segreti «di cappa e spada» partecipanti. Creò poi i «gentiluomini di Sua Santità», corpo che accoglie i laici. I camerieri soprannumerari presero il nome di «prelati d'onore».

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ S'intende per Famiglia pontificia l'insieme del clero e dei laici della Curia romana addetti al servizio personale del papa. Naturalmente essa non ha nulla a che vedere con la parentela del papa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Felici, La Camera apostolica, Roma, 1940 ;
  • Ph. Frezza di San Felice, Dei cameri segreti et d'onore del sommo pontifice. Memorie storiche, Roma, 1884 ;
  • (FR) O. Guyotjeannin, F. Jankowiak, Philippe Levillain (dir.), Dictionnaire historique de la papauté, Paris, Fayard, 2003
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