Grotta Chauvet

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Coordinate: 44°21′00″N 4°29′24″E / 44.35°N 4.49°E44.35; 4.49

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Grotta decorata di Pont d'Arc, nota come Grotta Chauvet-Pont d’Arc, Ardèche
(EN) Decorated cave of Pont d’Arc, known as Grotte Chauvet-Pont d’Arc, Ardèche
Tipo Culturali
Criterio (i) (iii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2014
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Gruppo di cavalli, disegnato nella grotta Chauvet

La grotta Chauvet è uno dei più noti e importanti siti preistorici europei, ricco di testimonianze, simboliche ed estetiche, del Paleolitico superiore (Aurignaziano).

Localizzazione geografica della grotta Chauvet[modifica | modifica wikitesto]

La grotta Chauvet si trova in Francia, presso Vallon-Pont-d'Arc, nell'Ardèche (regione Rhône-Alpes). La sua scoperta risale al 18 dicembre 1994 a opera dello speleologo e fotografo Jean-Marie Chauvet accompagnato da due amici, Éliette Brunel e Christian Hillaire. Chauvet ha sistematicamente esplorato la zona alla ricerca di grotte archeologiche, in quanto riteneva, a ragione, che l'area potesse dare un importante ritrovamento. E infatti, dopo aver scoperto ed esplorato più di venti grotte con pitture, grafiti e reperti, ha trovato la magnifica grotta Chauvet.

La grotta Chauvet: cosa ospita?[modifica | modifica wikitesto]

La grotta corre per oltre 500 metri all'interno della montagna, e fu scavata nei secoli dal fiume Ardèche. Di grandissima bellezza, ha lunghe pareti traslucide di cristalli e cupole iridescenti. Viene resa famosa dalla scoperta, nel 1994, di numerose pitture parietali risalenti all'uomo di Cro-Magnon, del Paleolitico superiore. Il nostro antenato abitava all'epoca questa zona che offriva un paesaggio simile alla tundra, ed era desolata e fredda.

La grotta presenta pitture e incisioni di diversi animali quali bisonti, mammut rossi, gufi, rinoceronti, leoni, orsi, cervi, cavalli, iene, renne ed enormi felini scuri. Soli o ritratti in branco, nei colori resi disponibili dagli elementi naturali, gli animali ritratti assommano ad oltre 500 opere databili a circa 32 mila anni fa. Possiamo ipotizzare che questo luogo fosse un importante centro di culto dell'epoca.

Le figure hanno un dinamismo potente e la mancanza di definizione (molte sono abbozzate, ma non terminate) contribuisce a dare all'insieme un carattere magico e quasi ipnotico. Gli animali paiono uscire dalla roccia stessa o rientrarvi a seconda della prospettiva e dei giochi di luce. Questo tipo di organizzazione estetica è comune a tutta l'arte visiva del Paleolitico. Nella grotta troviamo anche ossa di vari animali (non ossa umane), teschi di ursus spelaeus e una roccia che per risalto e forma può sembrare quasi un altare primitivo, su cui tra l'altro è appoggiato un teschio, quasi fosse stato offerto od utilizzato per qualche rito.

Pitture e incisioni: un'ipotesi sul significato[modifica | modifica wikitesto]

Le pitture, di grande forza espressiva sono molto vicine ai nostri canoni estetici attuali, ma sul loro significato profondo possiamo solo fare ipotesi. Un'ipotesi è che le pitture siano opera di individui iniziati ai culti dell'epoca, basati sull'idea che le grotte fossero luoghi di incontro con esseri mostruosi, possenti e magici. L'incontro con queste creature era legato a riti iniziatici basati su prove di coraggio contro l'ignoto, il nascosto e contro il dolore delle mutilazioni, che qualificavano la persona come adulta, abile alla caccia e a generare figli.

Entrambe le attività legavano inscindibilmente un senso di pericolo mortale e di prepotente desiderio di vita. Questa impostazione permane tutt'oggi in molte tracce di culti tribali dall'Australia all'Africa e la si ritrova nelle testimonianze dei riti dell'Antico Egitto e persino dell'Antica Grecia.

In tutti questi luoghi, le testimonianze parlano di esseri mascherati che impersonavano il leone che attacca i genitali del ragazzo e vi lascia un segno. Il segno del coraggio e del passaggio alla vita adulta. Lo stesso segno (la ferita della circoncisione) lo porrà lui alla sua donna al primo atto sessuale (deflorazione), e agli animali che ucciderà nella caccia, attività fondamentali che solo dopo l'iniziazione gli verranno concesse assicurando a lui e al suo clan sopravvivenza e rinascita nei figli che verranno.

La Sala del Fondo: il fulcro del viaggio.[modifica | modifica wikitesto]

Se si accetta questa teoria, la sala più interna della grotta Chauvet (la Sala del Fondo), avrebbe potuto rappresentare il fulcro del viaggio iniziatico. Qui infatti scende un pendente che si innalza a 1,20 m dal suolo, e da questo uno strano essere ibrido e antropomorfo guarda la parete dinnanzi. Ha corna frontali che gli danno il vago aspetto di un bisonte e occhi tondi come se fossero di un insetto. Alcuni lo hanno chiamato lo Stregone della grotta.

Il pendente ha una chiarissima forma fallica e si pone davanti ad una cavità dall'evidente forma vaginale. Le forme del pendente, incompiute e difficili da analizzare, paiono tracciare le linee opulente di un corpo femminile, molto simili alle statuette a tutto tondo reperite in numerosi luoghi in Europa. Il simbolismo femminile di generazione e rinascita è prepotente e influenzerà tutte le epoche a venire, sino ad arrivare a noi.

Questa suggestiva fusione di forme maschili e femminili, animalesche e umane, aiutata dalle caratteristiche proprie della "sala" stessa deve averle dato una valenza particolare. Una terza figura unisce la donna all'essere ibrido ed è una chiara figura leonina, che ancora rimanda al cerchio morte-vita-rigenerazione che emerge chiaramente in tutte le testimonianza di questo nostro passato ancestrale. La figura del leone diverrà una figura mitica ed allegorica sin nei bestiari medioevali, restando associata ai suoi significati originari. Il leone viene ad impersonare la figura di un Dio arbitro di morte e portatore di vita, ma soprattutto di una rinascita totale che è fuori dalle possibilità dell'uomo.

Questa ipotesi suggestiva si basa sull'analisi comparata di forme religiose arcaiche sopravvissute sino ad oggi o documentate (a partire da Frazer, ne Il ramo d'oro e poi in molti altri studi) più che su fatti archeologici, ritrovamenti o prove. La realtà è che non sappiamo nulla di una cultura che - definita appunto "pre (i) storica" - non ha lasciato molto di sé. Ipotesi per ipotesi altrettanto suggestiva potrebbe essere la teoria secondo cui un individuo asociale, magari emarginato o pazzo, sia penetrato nella grotta e suggestionato dal luogo abbia incominciato a dipingere. O magari si trattasse di un recluso, che spezzava le ore di monotonia, appunto, disegnando. Come si vede, non ne sappiamo abbastanza, e dobbiamo tenerci lontani dal confondere le ipotesi (spesso ispirate da contaminazioni vagamente new age) dai fatti.

Quello che emerge dai "fatti" è solo che vi sono molte pitture eseguite da uno stesso individuo (riconoscibile perché c'è traccia di un suo lieve difetto fisico: il quinto dito della mano destra presenta la falangina lievemente piegata verso l'interno), che molte pitture hanno al di sotto tracce di immagini precedenti anche di 5000 anni, che non vi sono resti umani, che la grotta una volta era meno profonda e disagevole (si è poi sigillata a causa di una frana), che vi venivano adoperate torcie in legno, che era frequentata dagli orsi NON si sa se contemporaneamente alla frequentazione umana, che le pitture paiono così fresche perché ricoperte di calcite, che chi l'ha frequentata 30000 anni fa non ha visto molte concrezioni e stalattiti che vediamo oggi in quanto non ancora formate (fonte: Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog).

Cenni sul Paleolitico, la sua struttura sociale e i suoi simbolismi.[modifica | modifica wikitesto]

Il Paleolitico superiore fu un'epoca ricca di evoluzioni nella tecnologia della lavorazione della pietra, dei materiali scolpibili (steatite, avorio) e nella produzione di nuove armi e tecniche di raccolta.

È caratterizzata da un'arte volta alla scultura e all'incisione di figure femminili, solitamente in pietra o avorio, di gioielli e soprattutto di ornamenti, simbolo di appartenenza ad un credo e ad un gruppo sociale. Questi sono usualmente fatti di conchiglie, denti animali e steatite. I reperti di questo periodo sono altamente figurativi e spesso complessi, grazie ad una struttura sociale che, supponiamo, era in grado di comunicare, tramandare e trasporre visivamente concetti simbolici articolati che caratterizzeranno l'opera umana in tutti i periodi a venire.

I materiali usati in queste lontane forme d'arte sono moltissimi e scelti con cura, come con cura erano lavorati. Ulteriori reperti ci dicono chiaramente che la musica faceva già parte dell'espressività di quei popoli.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 il regista Werner Herzog ha girato al suo interno il documentario in 3D Cave of Forgotten Dreams.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Come arrivare alla Grotta Chauvet, e cosa vedere nella zona. vai
  • L'Ardèche, territorio e cultura. vai
  • La grotta e i graffiti: la loro indefinitezza ipnotica e il loro dinamismo. vai
  • Simbolismi e significati dal passato presso i culti tribali di oggi. vai
  • Cenni sulla figura del leone come simbolo e allegoria. vai
  • Paleolitico e forme d'arte. vai
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