Uomo di Cro-Magnon

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L'uomo di Cro-Magnon è una antica forma, ascrivibile a popolazioni umane moderne (Homo sapiens), largamente diffusa nel paleolitico superiore in Europa, Asia, Nordafrica, Nord America. È rappresentato da quattro scheletri provenienti dal riparo sottoroccia di Cro-Magnon, rinvenuti nel 1868 presso Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil in Dordogna e da sette scheletri raccolti nelle Grotte dei Balzi Rossi (Liguria), definiti a suo tempo come cromagnonoidi.

Disegno di profilo di un cranio di Cro-Magnon maschio.
Disegno di un cranio di Cro-Magnon femmina.
Ruspa Cro-Magnon - Collezione "Lartet Louis" - Museo di Tolosa.

Antropologia fisica[modifica | modifica wikitesto]

I resti più antichi, scoperti dal geologo francese Louis Lartet, sono datati intorno al 30.000 a.C., di poco posteriori all'Uomo di Combe-Capelle di cui a volte è considerato una variante. Antropologicamente si osserva una certa stabilità delle caratteristiche cromagnonoidi che sono essenzialmente di tipo europoide:

  • alta statura (media 1,80 m per gli uomini, con punte oltre 1,90 m) con gambe lunghe e braccia corte;
  • faccia larga e bassa con cranio lungo dalla fronte all'occipite (dolicocefalia e cameprosopia), spesso denotata come disarmonica;
  • orbite basse e rettangolari;
  • naso prominente e spesso aquilino;
  • grande capacità cranica (1.650 cm3).

È stato proposto che fosse essenzialmente Rh negativo (come i Baschi odierni), ma questa ipotesi non è provata.

Genetica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi migrazioni preistoriche.

Dalle moderne indagini genetiche sembra potersi affermare che i cromagnonoidi entrarono in Europa dall'Asia centrale verso il 30.000 a.C., portando il particolare marcatore genetico M173, derivato da M45, che pare fosse diffuso in popolazioni asiatiche del paleolitico da cui sarebbero derivate anche alcune popolazioni siberiane e amerinde (marcatore M242 e discendenti). Il marcatore M173 è presente ancora oggi in alcune popolazioni amerinde del nord America, su questo fatto si basa l'ipotesi solutreana alternativa di popolamento delle Americhe attraverso l'Atlantico.[senza fonte]

Un altro marcatore genetico caratteristico del Paleolitico europeo è l'aplogruppo IJ che invece sembra essere entrato in Europa, proveniente dal Medio Oriente, circa 40000 anni fa seguendo le coste marittime e il corso dei fiumi. Da questo si è evoluto il marcatore M170 che è l'unico autoctono dell'Europa. A questi marcatori potrebbe ascriversi la razza dell'uomo di Combe-Capelle contemporanea del Cro-Magnon.

Possibilmente, circa 18000 anni fa durante l'Ultimo massimo glaciale, dopo la separazione tra le popolazioni paleolitiche dell'Europa occidentale da quelle del'Europa orientale, si sono evoluti separatamente i principali aplogruppi del cromosoma Y caratteristici europei. Dall'aplogruppo R1 si sono evoluti gli aplogruppi R1b ad occidente e R1a in Europa orientale. Dall'aplogruppo I si sono evoluti gli aplogruppo I2 nei balcani, ed I1 in Europa occidentale.[senza fonte]

La sequenza del DNA mitocondriale eseguita nel 2003 da un team italo-spagnolo diretto da David Caramelli, su due fossili di Cro-Magnon identificati come Pelosi 1 e 2, risalenti rispettivamente a 23 e 24.000 anni fa, ha identificato il DNA mitocondriale come aplogruppo N.[1] Questo aplogruppo si ritrova nelle moderne popolazioni del Medio Oriente, Nord Africa e Asia centrale, mentre gli aplogruppi derivati si trovano anche in popolazioni eurasiatiche, polinesiane e tra i nativi americani.[2]

Il DNA mitocondriale delle popolazioni siberiane da cui sono provenuti i Cro-Magnon apparteneva all'aplogruppo U5. La Venere di Mal'ta testimonia che le donne Cro-Magnon dovevano essere in origine alte snelle e atletiche, cioè con un fisico adatto alla vita nomade. Una volta entrati in Europa gli uomini Cro-Magnon preferirono accoppiarsi con le donne di provenienza levantina, dai capelli ricci tarchiate e steatopige, come testimonia la Venere di Willendorf. Per cui il mt-DNA di tipo U5 prevalente nel Paleolitco quasi si estinse, e invece divennero prevalenti in Europa gli aplogruppi mitocondriali T, K, H, V, J, X2b e N1a, e in nord America l'aplogruppo X2a. Questa ibridazione dei Cro-Magnon coi paleomediterranei, portò all'indebolimento delle razze cromagnonidi, con la perdita del 10% della robustezza fisica e della capacità cranica dei Cro-Magnon originari.[senza fonte] Secondo Bryan Sykes professore di genetica umana presso l'università di Oxford, nel suo libro pubblicato nel 2001 "The Seven Daughters of Eve"[3], l'uomo di Cro-Magnon si sarebbe accoppiato con sette tipi di donne successivamente, che in base al loro DNA mitocondriale vengono nominate: Ursula (aplogruppo U) trovata in Siberia , Xenia (aplogruppo X), Tara ( T) e Helena (H) trovate in Europa nel paleolitico, e poi Katrine (K) e Velda(V) evolutesi nel mesolito e infine Jasmine (J) venuta dal levante nel neolitico, per dare origine ai principali aplogruppi mitocondriali diffusi nelle popolazioni europee moderne.

Vita dei Cro-Magnon[modifica | modifica wikitesto]

Pitture rupestri delle grotte di Lascaux (Francia) datate approssimativamente 16.000 anni fa (Paleolitico superiore).

I Cro-Magnon avevano una dieta di carne, grano, carote, cipolle, rape ed altri alimenti; nel complesso, una dieta molto bilanciata.

Ricostruzione facciale forense di un Cro-Magnon

Tra gli artefatti Cro-Magnon giunti fino a noi vi sono capanne, pitture murali, incisioni; sembra inoltre che fossero in grado di intrecciare vesti. Le capanne erano costruite in roccia, argilla, ossa, rami e pelo di animali.

I Cro-Magnon utilizzavano manganese e ossido di ferro per le loro pitture rupestri, e potrebbero aver creato, circa 15.000 anni fa, il primo calendario.[4]

I Cro-Magnon devono essere entrati in contatto con gli uomini di Neanderthal e sono spesso indicati come la causa dell'estinzione di questi ultimi; in realtà, sembra che umani moderni dal punto di vista morfologico abbiano convissuto con i Neanderthal per circa 60.000 anni nel Levante,[5] e per più di 10.000 anni in Francia.[6][7][8]

Il Cro-Magnon era straordinariamente adattato alla vita nella steppa-tundra che copriva gran parte dell'Europa centrale durante l'ultima era glaciale. La sua struttura fisica era quella tipica di un lanciatore di giavellotto, con lunghe braccia e spalle muscolose, infatti la sua principale arma di caccia era la zagaglia lanciata col propulsore. A differenza il Neanderthal affrontava le prede con la lancia in uno scontro corpo a corpo, per cui doveva necessariamente avere uno scheletro robusto e tarchiato. Gli ultimi neanderthal durante la glaciazione non poterono sopravvivere nella tundra aperta, dato che praticavavo la caccia per appostamento tra i cespugli, il che fa dedurre che abbiano trovato rifugio nelle ultime zone boscose dell'Europa meridionale e non abbiano mai incontrato i cro-magnon.

Tra i reperti dellindustria litica associata all'epoca del Cro-Magnon mancano le teste di freccia, si deduce che il Cro-Magnon non fabbricava arco e frecce probabilmente per la mancanza di buon legno flessibile. Certamente esistevano popolazioni di uomini moderni distinte e contemporanee ai Cro-Magnon in Europa, che vivevano nelle zone boscose dei Balcani penisola Iberica e Italia, che usavano cacciare con l'arco, un rappresentante delle quali potrebbe essere il minuto Homo di Grimaldi. Associato a queste popolazioni europee preistoriche dell'arco, è il marcatore genetico I del cromosoma Y presente in Europa da almeno 24000 anni. Per cui a queste popolazioni preistoriche dell'arco (da cui discendono una parte dei moderni sardi, i danesi e i croati) si deve dare la colpa dell'estinzione prima dei neanderthal e poi durante il mesolitico dei cro-magnon.[senza fonte]

Culture preistoriche associate ai cro-magnon[modifica | modifica wikitesto]

Prima della comparsa dell'uomo moderno in Europa esisteva la cultura Musteriana, la caratteristica industria litica prodotta sia dagli uomini di neanderthal sia dai primi uomini moderni, almeno fino a 30000 anni fa. Da 40000 anni fa si sovrappone il Casteperroniano con un industria litica più diversificata ed evoluta, che potrebbe interpretarsi con la prima comparsa in Europa di una razza umana moderna. L'Aurignaziano è la prima cultura preistorica in cui compare l'arte figurativa, ed è chiaramente originaria in Siria per poi estendersi progressivamente prima ai balcani poi nell'occidente del Mediterraneo e infine penetrare nella Europa centrale, per cui chiaramente è stata portata da popolazioni distinte dai cro-magnon, infatti i reperti antropologici associati nelle cave in Moravia e Romania mostrano una razza umana moderna ma di struttura ancora arcaica[9]. La fase successiva vede il progressivo raffreddamento del clima in Europa, mentre fanno ingresso attraverso la steppa ucraina provenienti dall'Asia centrale i cro-magnon. Con l'estendersi dei ghiacciai in Germania e sulle Alpi si ebbe la separazione tra la zona dell'Europa occidentale dall'Europa orientale. Mentre in Europa orientale l'industria litica si semplifica all'essenziale durante il Gravettiano tra 30000 e 10000 anni fa, e testimonia la vita nomade dei caccioti cro-magnon da cui discenderanno le popolazioni indoeuropee moderne. In Europa occidentale, e principalmente in Francia e nella penisola Iberica, si sviluppano le massime industrie del Paleolitico superiore: inizia da 21000 anni fa la cultura Solutreana a cui segue la Magdaleniana tra 18000 fino a 10000 anni fa, che ci ha lasciato le meravigliose pitture rupestri naturalistiche delle grotte.

Uomo di Oberkassel[modifica | modifica wikitesto]

Nella località di Oberkassel, presso Bonn in Germania, sono stati ritrovati nel 1914 due scheletri in una doppia sepoltura, datati al 10.000 a.C. - 15.000 a.C. e riferibili al Maddaleniano. Si tratta di uno scheletro maschile e di uno femminile assai diversi tra loro. Caratteristico appare specialmente il cranio maschile molto capace (1.600 cc) leggermente dolicocefalo, con faccia fortemente cameprosopa e orbite molto basse, in qualche modo accentuando la disarmonia di Cro-Magnon.

Il cranio della donna è più alto e più stretto e non è evidentemente cromagnonoide, ma ricorda invece il tipo di Brünn. La statura è di 166 cm nell'uomo e 147 cm nella donna.

Diffusione geografica e varietà locali[modifica | modifica wikitesto]

Fossili di uomini di Cro-Magnon, trovati a Ventimiglia

Il massimo della diffusione si ha intorno al 20.000 a.C.

Tra le varianti di Cro-Magnon si possono menzionare:

Poiché la depigmentazione compare (o compariva) con una certa frequenza in tutte le popolazioni menzionate eccetto, per quanto è noto, i Dakota, è stato anche suggerito che questa fosse una caratteristica piuttosto diffusa tra i Cro-Magnon.

Invece non è chiaro come i Cro-Magnon abbiano contribuito alla genetica delle popolazioni odierne in Asia, ma è stato rilevato che in Asia i portatori delle culture siberiane Afanasevo e Tagar erano essenzialmente cromagnonoidi.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel Parco della Preistoria di Rivolta d'Adda sono presenti ricostruzioni di uomini di Cro-Magnon, intenti a dipingere la parete di una grotta.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel film di fantascienza L'uomo che venne dalla Terra di Jerome Bixby s'ipotizza la possibilità che un uomo di Cro-Magnon sia sopravvissuto per 14.000 anni sino ai giorni nostri valutando il punto di vista antropologico, teologico, psicologico, biologico, storico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Caramelli, D; Lalueza-Fox, C; Vernesi, C; Lari, M; Casoli, A; Mallegni, F; Chiarelli, B; Dupanloup, I; Bertranpetit, J; Barbujani, G; Bertorelle, G, Evidence for a genetic discontinuity between Neandertals and 24,000-year-old anatomically modern Europeans (Free full text) in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 100, nº 11, maggio 2003, pp. 6593–7, DOI:10.1073/pnas.1130343100, ISSN 0027-8424, PMC 164492, PMID 12743370.
  2. ^ Atlas of the Human Journey - The Genographic Project
  3. ^ Bryan Sykes, The Seven Daughters of Eve, 2001.
  4. ^ (EN) Oldest lunar calendar identified
  5. ^ Ofer Bar-Yosef & Bernard Vandermeersch, Scientific American, April 1993, 94-100
  6. ^ Mellars, P, A new radiocarbon revolution and the dispersal of modern humans in Eurasia in Nature, vol. 439, nº 7079, Feb 2006, pp. 931–5, DOI:10.1038/nature04521, ISSN 0028-0836, PMID 16495989.
  7. ^ Gravina, B; Mellars, P; Ramsey, Cb, Radiocarbon dating of interstratified Neanderthal and early modern human occupations at the Chatelperronian type-site in Nature, vol. 438, nº 7064, Nov 2005, pp. 51–6, DOI:10.1038/nature04006, ISSN 0028-0836, PMID 16136079.
  8. ^ Zilhão, J; D'Errico, F; Bordes, Jg; Lenoble, A; Texier, Jp; Rigaud, Jp, Analysis of Aurignacian interstratification at the Chatelperronian-type site and implications for the behavioral modernity of Neandertals (Free full text) in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 103, nº 33, Aug 2006, pp. 12643–8, DOI:10.1073/pnas.0605128103, ISSN 0027-8424, PMC 1567932, PMID 16894152.
  9. ^ Espert Recreate the Face of First European.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R.Parenti, "Lezioni di Antropologia Fisica", Libreria Scientifica Pellegrini, 1973

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]