Uomo di Cro-Magnon

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L'uomo di Cro-Magnon è una antica forma, ascrivibile a popolazioni umane moderne (Homo sapiens), largamente diffusa nel paleolitico superiore in Europa, Asia, Nordafrica, Nord America. È rappresentato da quattro scheletri provenienti dal riparo sottoroccia di Cro-Magnon, presso Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil in Dordogna e da sette scheletri raccolti nelle Grotte dei Balzi Rossi (Liguria), definiti a suo tempo come cromagnonoidi.

Disegno di profilo di un cranio di Cro-Magnon maschio.
Disegno di un cranio di Cro-Magnon femmina.
Ruspa Cro-Magnon - Collezione "Lartet Louis" - Museo di Tolosa.

Antropologia fisica[modifica | modifica sorgente]

I resti più antichi, scoperti dal geologo francese Louis Lartet, sono datati intorno al 30.000 a.C., di poco posteriori all'Uomo di Combe-Capelle di cui a volte è considerato una variante. Antropologicamente si osserva una certa stabilità delle caratteristiche cromagnonoidi che sono essenzialmente di tipo europoide:

  • alta statura (media 1,80 m per gli uomini, con punte oltre 1,90 m) con gambe lunghe e braccia corte;
  • faccia larga e bassa con cranio lungo dalla fronte all'occipite (dolicocefalia e cameprosopia), spesso denotata come disarmonica;
  • orbite basse e rettangolari;
  • naso prominente e spesso aquilino;
  • grande capacità cranica (1.650 cm3).

È stato proposto che fosse essenzialmente Rh negativo (come i Baschi odierni), ma questa ipotesi non è provata.

Genetica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi migrazioni preistoriche.

Dalle moderne indagini genetiche sembra potersi affermare che i cromagnonoidi entrarono in Europa dall'Asia centrale verso il 30.000 a.C., portando il particolare marcatore genetico M173, derivato da M45, che pare fosse diffuso in popolazioni asiatiche del paleolitico da cui sarebbero derivate anche alcune popolazioni siberiane e amerinde (marcatore M242 e discendenti)

La sequenza del DNA mitocondriale eseguita nel 2003 da un team italo-spagnolo diretto da David Caramelli, su due fossili di Cro-Magnon identificati come Pelosi 1 e 2, risalenti rispettivamente a 23 e 24.000 anni fa, ha identificato il DNA mitocondriale come aplogruppo N.[1] Questo aplogruppo si ritrova nelle moderne popolazioni del Medio Oriente, Nord Africa e Asia centrale, mentre gli aplogruppi derivati si trovano anche in popolazioni eurasiatiche, polinesiane e tra i nativi americani.[2]

Vita dei Cro-Magnon[modifica | modifica sorgente]

Pitture rupestri delle grotte di Lascaux (Francia) datate approssimativamente 16.000 anni fa (Paleolitico superiore).

I Cro-Magnon avevano una dieta di carne, grano, carote, cipolle, rape ed altri alimenti; nel complesso, una dieta molto bilanciata.

Ricostruzione facciale forense di un Cro-Magnon

Tra gli artefatti Cro-Magnon giunti fino a noi vi sono capanne, pitture murali, incisioni; sembra inoltre che fossero in grado di intrecciare vesti. Le capanne erano costruite in roccia, argilla, ossa, rami e pelo di animali.

I Cro-Magnon utilizzavano manganese e ossido di ferro per le loro pitture rupestri, e potrebbero aver creato, circa 15.000 anni fa, il primo calendario.[3]

I Cro-Magnon devono essere entrati in contatto con gli uomini di Neanderthal e sono spesso indicati come la causa dell'estinzione di questi ultimi; in realtà, sembra che umani moderni dal punto di vista morfologico abbiano convissuto con i Neanderthal per circa 60.000 anni nel Levante,[4] e per più di 10.000 anni in Francia.[5][6][7]

Uomo di Oberkassel[modifica | modifica sorgente]

Nella località di Oberkassel, presso Bonn in Germania, sono stati ritrovati nel 1914 due scheletri in una doppia sepoltura, datati al 10.000 a.C. - 15.000 a.C. e riferibili al Maddaleniano. Si tratta di uno scheletro maschile e di uno femminile assai diversi tra loro. Caratteristico appare specialmente il cranio maschile molto capace (1.600 cc) leggermente dolicocefalo, con faccia fortemente cameprosopa e orbite molto basse, in qualche modo accentuando la disarmonia di Cro-Magnon.

Il cranio della donna è più alto e più stretto e non è evidentemente cromagnonoide, ma ricorda invece il tipo di Brünn. La statura è di 166 cm nell'uomo e 147 cm nella donna.

Diffusione geografica e varietà locali[modifica | modifica sorgente]

Fossili di uomini di Cro-Magnon, trovati a Ventimiglia

Il massimo della diffusione si ha intorno al 20.000 a.C.

Tra le varianti di Cro-Magnon si possono menzionare:

Poiché la depigmentazione compare (o compariva) con una certa frequenza in tutte le popolazioni menzionate eccetto, per quanto è noto, i Dakota, è stato anche suggerito che questa fosse una caratteristica piuttosto diffusa tra i Cro-Magnon.

Invece non è chiaro come i Cro-Magnon abbiano contribuito alla genetica delle popolazioni odierne in Asia, ma è stato rilevato che in Asia i portatori delle culture siberiane Afanasevo e Tagar erano essenzialmente cromagnonoidi.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel Parco della Preistoria di Rivolta d'Adda sono presenti ricostruzioni di uomini di Cro-Magnon, intenti a dipingere la parete di una grotta.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel film di fantascienza L'uomo che venne dalla Terra di Jerome Bixby s'ipotizza la possibilità che un uomo di Cro-Magnon sia sopravvissuto per 14.000 anni sino ai giorni nostri valutando il punto di vista antropologico, teologico, psicologico, biologico, storico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Caramelli, D; Lalueza-Fox, C; Vernesi, C; Lari, M; Casoli, A; Mallegni, F; Chiarelli, B; Dupanloup, I; Bertranpetit, J; Barbujani, G; Bertorelle, G, Evidence for a genetic discontinuity between Neandertals and 24,000-year-old anatomically modern Europeans (Free full text) in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 100, nº 11, maggio 2003, pp. 6593–7, DOI:10.1073/pnas.1130343100, ISSN 0027-8424, PMC 164492, PMID 12743370.
  2. ^ Atlas of the Human Journey - The Genographic Project
  3. ^ (EN) Oldest lunar calendar identified
  4. ^ Ofer Bar-Yosef & Bernard Vandermeersch, Scientific American, April 1993, 94-100
  5. ^ Mellars, P, A new radiocarbon revolution and the dispersal of modern humans in Eurasia in Nature, vol. 439, nº 7079, Feb 2006, pp. 931–5, DOI:10.1038/nature04521, ISSN 0028-0836, PMID 16495989.
  6. ^ Gravina, B; Mellars, P; Ramsey, Cb, Radiocarbon dating of interstratified Neanderthal and early modern human occupations at the Chatelperronian type-site in Nature, vol. 438, nº 7064, Nov 2005, pp. 51–6, DOI:10.1038/nature04006, ISSN 0028-0836, PMID 16136079.
  7. ^ Zilhão, J; D'Errico, F; Bordes, Jg; Lenoble, A; Texier, Jp; Rigaud, Jp, Analysis of Aurignacian interstratification at the Chatelperronian-type site and implications for the behavioral modernity of Neandertals (Free full text) in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 103, nº 33, Aug 2006, pp. 12643–8, DOI:10.1073/pnas.0605128103, ISSN 0027-8424, PMC 1567932, PMID 16894152.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R.Parenti, "Lezioni di Antropologia Fisica", Libreria Scientifica Pellegrini, 1973

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]