Luigi XI di Francia

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Luigi XI di Francia
Luigi XI di Francia
Luigi XI di Francia
Re di Francia
Stemma
In carica 22 luglio 1461 – 30 agosto 1483
Incoronazione 15 agosto 1461
Predecessore Carlo VII
Successore Carlo VIII
Nome completo Luigi di Francia
Nascita Bourges, 3 luglio 1423
Morte Plessis-les-Tours, 30 agosto 1483
Luogo di sepoltura Basilica di Notre-Dame, Cléry-Saint-André
Casa reale Valois
Dinastia Capetingi
Padre Carlo VII di Francia
Madre Maria d'Angiò
Coniugi Margherita di Scozia
Carlotta di Savoia
Figli Giovanna
Anna
Carlo VIII

Luigi XI, detto il Prudente, in francese Louis XI le Prudent (Bourges, 3 luglio 1423Plessis-les-Tours, 30 agosto 1483), fu re di Francia (1461-1483); per il suo cinismo, fu soprannominato l'universelle aragne «il ragno universale».

Figlio (e successore) di Carlo VII, sesto re della casata dei Valois della dinastia capetingia, e di Maria d'Angiò, proseguì l'opera paterna riportando l'unità e la stabilità nel paese dopo le devastazioni della guerra dei cent'anni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua infanzia fu allevato da Caterina de l'Isle-Bouchard. Il 24 giugno 1436, all'età di 13 anni, sposò l'undicenne Margherita di Scozia (1424-1445), figlia di Giacomo I. Da quel momento Luigi cominciò ad avere un peso politico. Si recò a Lione e Vienne per ricevere il giuramento di fedeltà degli abitanti. Nel febbraio-maggio del 1437, visitò la Linguadoca e condusse senza aiuto la riconquista delle roccaforti inglesi nel Velay. Accompagnato da suo padre, fece un'entrata regale a Parigi, appena conquistata dal conestabile Arturo di Richemont.

Nel maggio del 1439, Carlo VII lo nominò luogotenente generale in Linguadoca. Luigi poté scegliere personalmente i suoi consiglieri e capitani. Nel dicembre dello stesso anno fu trasferito a Poitou, questa volta senza alcun potere decisionale. Nel febbraio del 1440, dopo un incontro con Giovanni II d'Alençon, si unì alla cosiddetta Praguerie, ossia alla rivolta dei grandi signori insoddisfatti, comprendente il conte Giovanni d'Orléans, il maresciallo de La Fayette ed ancora Giorgio de la Trémoille. La ribellione del Delfino può essere spiegata nella mancanza di responsabilità in cui lo teneva Carlo VII, che aveva constatato gli effetti disastrosi degli appannaggi sull'unità del regno. La sua opposizione fu presto repressa. Luigi dovette fare atto di sottomissione a Cusset, sotto riserva tuttavia di ottenere il governo del Delfinato e di altre garanzie. Carlo VII gli accordò il Delfinato, ma rigettò il resto.

Nel 1441, Luigi riprese la lotta contro le fazioni inglesi e borgognone. Comandò l'esercito reale nella battaglia di Pontoise (5 giugno — 19 settembre). Nel 1443, condusse una campagna contro Giovanni IV d'Armagnac, grande vassallo ribelle. L'anno seguente ricevette l'incarico di portar fuori dal regno le compagnie di soldati rimasti senza soldo, che vivevano depredando. Egli le guidò in Svizzera. Il 26 agosto 1444, riportò la vittoria di Pratteln, quindi si diresse verso Basilea. Quivi si tenne un concilio. Luigi fu nominato gonfaloniere da Papa Eugenio IV, cioè protettore della Chiesa. Il Delfino negoziò il trattato di Ensisheim, che portò alla pace il 26 settembre 1444; fu ricompensato con la nomina a protettore del Contado Venassino (26 maggio 1445).

Parallelamente, Luigi dedicò le sue entrate più importanti per costituirsi una clientela. Sin dal 1437, in effetti, egli ricevette una rendita reale di 21.000 libbre. Corse il rischio di aggiungervi i sussidi accordati dagli stati che aveva liberato dalle soldataglie. Nonostante ciò, Luigi rimase scontento della sua situazione: era deluso dal fatto di avere ottenuto soltanto il Delfinato in seguito alla Praguerie. Nel 1446, fu accusato di aver ucciso il favorito del re, Pietro II di Brisa. Luigi fu scacciato da corte e si rifugiò nei suoi domini.

Nel 1445, Margherita di Scozia morì. Il 28 dicembre 1446, Maria d'Angiò, madre di Luigi, partorì un secondo figlio, che fu chiamato Carlo. Il 2 febbraio 1451, Luigi, impaziente di avere un erede, sposò Carlotta di Savoia, figlia del duca Ludovico di Savoia, la quale aveva soltanto otto anni. La principessa portò con sé una ricca dote di 200.000 scudi, di cui 12.000 in contanti. Malgrado ciò, Luigi incontrò nel tratto a venire delle difficoltà per incassare tutta la somma. Insieme al matrimonio, Luigi ed il duca di Savoia avevano firmato un'alleanza esclusiva. Nel contempo, il Delfino approfittò di essere nelle grazie del Papa per immischiarsi nelle elezioni vescovili. I rapporti con suo padre erano intrisi di ambiguità e di intrighi.

Furente, Carlo VII arruolò un esercito per marciare contro il Delfinato e la Savoia. Luigi, nonostante ciò, arrivò a negoziare una tregua. Questo non gli impedì di orchestrare una campagna di libelli contro suo padre, accusandolo di condotte dissolute. Per prudenza, il Delfino inviò molti ambasciatori presso il re per giustificarsi. Carlo VII non si lasciò incantare ed inviò un esercito comandato da Antonio di Chabannes per strappargli il Delfinato. Il 30 agosto 1456, Luigi fuggì nella Franca Contea, poi a Lovanio, in territorio borgognone, dove fu ben accolto; in ottobre, Filippo III di Borgogna gli rese omaggio.

Il 15 luglio 1449 venne alla luce suo figlio Gioacchino, che spirò il 29 novembre. Un mese dopo la nascita di sua figlia Giovanna (1454), apprese che la bambina era claudicante (ella fu d'una bruttezza proverbiale, piccola, deforme, gracile) e decise immediatamente di farla sposare con il suo lontano cugino Luigi d'Orléans, futuro re Luigi XII, figlio del poeta Carlo d'Orléans, con lo scopo evidente che tale unione rimanesse sterile e che si estinguesse quel ramo capetingio rivale, ma allorché questi diventò re, ottenne l'annullamento del matrimonio. Nel 1460, Carlo VII cadde malato. Nell'aprile del 1461 nacque una nuova figlia, Anna, che sposerà Pietro II di Borbone.

Re[modifica | modifica wikitesto]

Monarchia Francese
Dinastia Capetingia
Ramo di Valois

Arms of the Kingdom of France (Moderne).svg

Filippo VI (1328-1350)
Figli
Giovanni II (1350-1364)
Carlo V (1364-1380)
Carlo VI (1380-1422)
Carlo VII (1422-1461)
Luigi XI (1461-1483)
Carlo VIII (1483-1498)

Dal 1456 al 1461 Luigi visse alla corte di Filippo il Buono, duca di Borgogna, ricevendo il soprannome di "ragno" per la sua deformità e per la capacità di ordire trame contro i suoi nemici.[1] Il 22 luglio, Carlo VII morì a Mehun-sur-Yèvre. Luigi ostentò indifferenza e fu assente al momento delle esequie reali nella basilica di Saint-Denis. Si fece incoronare a Reims tre settimane dopo il decesso del padre, prima di essere entrato a Parigi; ciò avvenne il 30 agosto 1461. Filippo il Buono fu notato con la sua scorta, compresi degli armati, nella metà del corteo.

Per diverso tempo il nuovo re non risiedette più a Parigi, bensì a Tours (25 settembre), città a lui devota. Divenuto re, il suo principale avversario fu Carlo il Temerario, successore di Filippo di Borgogna. La prima azione di Luigi XI fu di sfruttare la crisi di successione nel regno di Aragona. In effetti, Alfonso il Magnanimo era morto nel 1458. Giovanni II, fratello del defunto, si contendeva il trono con il figlio Carlo di Viana. Quest'ultimo fu ritrovato morto nel settembre del 1461, il che fece scattare una guerra civile tra Giovanni II e le città, in particolare Barcellona. Luigi XI tentò di allearsi con gli stati della Catalogna. Di fronte al loro cortese rifiuto, egli si rivolse Giovanni II, il quale gli cedette le entrate delle contee di Catalogna e di Cerdagna in cambio del suo aiuto. Luigi XI intervenne parimenti nella questione dinastica savoiarda.

La Lega del bene pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Per limitare il potere dell'aristocrazia francese, cercò di favorire la piccola nobiltà e la borghesia. In Francia, nel marzo del 1465, si formò la Lega del bene pubblico. Molto simile alla Praguerie, fu apparentemente capeggiata da Carlo, il duca di Berry, che reclamava più potere. L'innesco fu dovuto ad un incidente con i borgognoni. Nel 1463, Luigi XI aveva deciso di riacquistare le città della Somme che erano state cedute al ducato di Borgogna. Tale cessione scaturiva dal trattato di Arras del 1435, che così risarciva l'assassinio di Giovanni Senza paura a Montereau, nel 1419.

La notizia del riscatto suscitò una viva ostilità alla corte di Borgogna. Francesco II di Bretagna, riluttante al dominio del re, si alleò con i borgognoni. A costoro si unirono Giovanni II di Borbone e Giovanni V d'Armagnac. Il malcontento non si limitò ai grandi vassalli. La pressione fiscale era aumentata notevolmente dopo la questione della Somme (400.000 scudi). Luigi XI aveva preteso dei prestiti dal clero, costretto le istituzioni religiose a fornirgli un inventario dei loro beni, privato l'università ed i corpi degli arcieri e dei balestrieri di Parigi dei loro privilegi. Aveva soppresso inoltre la Prammatica Sanzione di Bourges su richiesta di papa Pio II.

Contro la Lega del bene pubblico, il sovrano condusse personalmente una grande offensiva. Dopo la caduta di Moulins, i borbonesi si sottomisero. Luigi XI fece un voltafaccia a Parigi, minacciò i bretoni ed i borgognoni. Diede battaglia a Montlhéry (16 luglio 1465), in uno scontro confuso e sanguinoso. Si ritirò quindi a Parigi, che fu assediata. Malgrado tutto, il monarca negoziò una pace ove non concedeva nulla per riformare lo stato e concedeva il governo della Normandia a suo fratello. Questi però non arrivò a prendere in mano le redini del possedimento e dovette ritirarsi. Il 10 settembre 1468, in base al trattato di Ancenis, Carlo e Francesco II firmarono la pace e ruppero con i borgognoni.

I rapporti con Carlo I di Borgogna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carlo I di Borgogna.

Carlo il Temerario a sua volta propose al sovrano francese di negoziare ed invitò Luigi nel castello di Péronne. Nel corso dei preliminari, Liegi si ribellò al dominio borgognone. Fu evidente che dei commissari reali erano presenti tra i rivoltosi. Carlo I, inviperito, si rivoltò contro Luigi XI. Minacciato in prima persona, il sovrano dovette firmare un trattato svantaggioso, partecipare alla campagna borgognone contro Liegi e vederla bruciare (30 ottobre 1468). Nel contempo, dovette promettere di donare la Champagne in appannaggio a suo fratello. Appena partito, Luigi XI si rifiutò di ubbidire e concesse a Carlo solo la Guienna, paese da poco pacificato e difficile da governare. Egli fece imprigionare il suo consigliere, il cardinale Giovanni Balue, nel 1469, e denunciò il trattato (1470).

Il Sacro Romano Impero[modifica | modifica wikitesto]

Luigi si alleò con il re Edoardo IV d'Inghilterra e decise di ridurre la potenza dei grandi vassalli. Nel 1472, il Temerario invase di nuovo la Piccardia, ma fu fermato a Beauvais da Giovanna Hachette. Nel 1477, quando il duca borgognone morì, Luigi XI tentò di impadronirsi dei suoi possedimenti, ma si scontrò con Massimiliano d'Asburgo, che aveva sposato la figlia del Temerario, Maria di Borgogna. Tra il 1480 e il 1481 egli estese i suoi possedimenti annettendo l'Angiò, il Maine, la Provenza e altre regioni.

Nel 1482, Luigi riuscì a recuperare la Piccardia e la Borgogna, grazie al trattato di Arras. Trascorse la maggior parte del suo regno a consolidare il potere della monarchia servendosi, quando necessario, di ogni strumento che ritenne utile, comprese la corruzione, la diplomazia, l'intrigo, il tradimento e, occasionalmente, la guerra. Gettò le basi dell'assolutismo in Francia, e contemporaneamente promosse l'industria e il commercio, incrementando la ricchezza del paese. Alla sua morte, il dominio reale coincideva pressappoco con gli odierni confini francesi. Gli succedette il figlio Carlo VIII di Francia.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Ammalatosi gravemente e non avendo risultati positivi dalle numerose cure che gli praticavano i medici di corte, avendo sentito della grande santità e capacità taumaturgiche di un frate calabrese, Francesco di Paola, lo pregò di giungere presso la sua corte. Al rifiuto del Santo, legato saldamente alla sua terra, il re si rivolse a papa Sisto IV, sapendo che all'ordine del Pontefice il Santo non avrebbe potuto disobbedire. Così avvenne, ma la venuta di Francesco di Paola a Tours non portò a lui la guarigione corporale ma quella spirituale. Chiese al santo di guidare spiritualmente anche il figlio Carlo VIII.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Matrimoni e figli legittimi[modifica | modifica wikitesto]

Luigi sposò in prime nozze nel 1436 Margaret Stuart, figlia di Giacomo I di Scozia, da cui non ebbe figli.

Rimasto vedovo, sposò il 14 novembre 1451 Carlotta di Savoia, figlia di Ludovico di Savoia, da cui ebbe:

Figli illegittimi[modifica | modifica wikitesto]

  • Guyette de Valois (+1502) (legittimata), figlia della sua amante Félizé Regnard;
  • Jeanne de Valois (1447+1519) (legittimata), figlia di Félizé Regnard; sposò nel 1466 Luigi di Borbone, conte di Roussillon, ammiraglio di Francia;
  • Marie (1450-1470) (legittimata), figlia della sua amante Marguerite de Sassenage; sposò Aymar de Poitiers;
  • Isabeau, da Marguerite de Sassenage, sposa di Louis de Saint-Priest;
  • 3 altri figli da diverse amanti.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Luigi XI di Francia Padre:
Carlo VII di Francia
Nonno paterno:
Carlo VI di Francia
Bisnonno paterno:
Carlo V di Francia
Trisnonno paterno:
Giovanni II di Francia
Trisnonna paterna:
Bona di Lussemburgo
Bisnonna paterna:
Giovanna di Borbone
Trisnonno paterno:
Pietro I di Borbone
Trisnonna paterna:
Isabella di Valois
Nonna paterna:
Isabella di Baviera
Bisnonno paterno:
Stefano III di Baviera-Ingolstadt
Trisnonno paterno:
Stefano II di Baviera
Trisnonna paterna:
Elisabetta di Sicilia
Bisnonna paterna:
Taddea Visconti
Trisnonno paterno:
Bernabò Visconti
Trisnonna paterna:
Regina della Scala
Madre:
Maria d'Angiò
Nonno materno:
Luigi II d'Angiò
Bisnonno materno:
Luigi I d'Angiò
Trisnonno materno:
Giovanni II di Francia
Trisnonna materna:
Bona di Lussemburgo
Bisnonna materna:
Maria di Blois-Châtillon
Trisnonno materno:
Carlo di Blois-Châtillon
Trisnonna materna:
Giovanna di Penthièvre
Nonna materna:
Iolanda di Aragona
Bisnonno materno:
Giovanni I d'Aragona
Trisnonno materno:
Pietro IV di Aragona
Trisnonna materna:
Eleonora di Sicilia
Bisnonna materna:
Iolanda di Bar
Trisnonno materno:
Roberto I di Bar
Trisnonna materna:
Maria di Valois

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Michele

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le lettere false di Francesco Sforza e la resurrezione del ragno universale. URL consultato il 20 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Francia Successore Arms of the Kingdom of France (Ancien).svg
Carlo VII 22 luglio 1461 - 30 agosto 1483 Carlo VIII
Predecessore Delfino di Francia Successore Arms of the Dauphin of France.svg
Carlo VII 3 luglio 1423 - 22 luglio 1461 Francesco


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