Italo-algerini

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Italo-algerini
Luogo d'origine Italia Italia
Popolazione 699 (iscritti AIRE)
ca 2.000 oriundi
Lingua italiano, francese, arabo
Religione cattolicesimo, islam
Distribuzione
Algeria Algeria ca 2.000
Foto del 1921 di Algeri (dove si concentravano gli Italo-algerini, che avevano nell'edilizia una delle loro attività principali) con edifici simili a quelli di una tipica città meridionale italiana.

Italo-algerini sono gli italiani emigrati in Algeria negli ultimi secoli ed i loro discendenti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima presenza italiana in Algeria risale ai tempi delle repubbliche marinare italiane, quando alcuni mercanti italiani si stabilirono sulla costa centrale magrebina.

Quando la Francia conquistò l'Algeria nel 1830 vi contò nel suo primo censimento (fatto nel 1833) oltre 1.100 italiani, concentrati ad Algeri e Bona.

Nei decenni successivi la comunità italiana crebbe fino a quasi 50.000 persone alla fine dell'Ottocento, ma fu assimilata in forma quasi forzata nei decenni successivi dai francesi, che temevano le aspirazioni del colonialismo italiano nella vicina Tunisia e possibilmente anche nell'Algeria.[1]

Praticamente gli italo-algerini finirono inglobati nei pieds-noirs francesi e ne seguirono le sorti durante il Novecento, specialmente negli anni della guerra d'Algeria.

Ancora negli anni sessanta, subito dopo l'indipendenza dell'Algeria dalla Francia, la comunità italiana aveva una consistenza di circa 9.000 persone (quasi tutte residenti nella capitale).

Marcel Fiorini, pittore ed artista italo-algerino.

Attualmente vi sono 2.000 italo-algerini in Algeria (includendo gli Algerini con doppia cittadinanza), dei quali solamente poche centinaia sono discendenti dai vecchi coloni. L'AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) registra solo 608 Italiani ufficialmente residenti nel 2007, divenuti 699 nel 2012.[2]

Comunità italiana[modifica | modifica sorgente]

I primi Italiani si radicarono ad Algeri e nell'oriente dell'Algeria, specialmente a Bona e Costantina. Una piccola minoranza andò ad Orano, dove da molti secoli era consistente la comunità spagnola. Questi primi italiani (calcolati in circa un migliaio) erano commercianti ed artigiani, con una piccola presenza di contadini.

Con l'arrivo dei francesi il flusso migratorio dall'Italia crebbe considerevolmente: nel 1855 gli italiani erano cresciuti a 9.000, in maggioranza siciliani e meridionali.

Nei decenni successivi vi fu una notevole emigrazione dall'Italia meridionale, al punto che nel 1886 erano 44.000 gli italiani in Algeria.

Un quarto degli italo-algerini si dedicava all'agricoltura, ma dove la comunità ebbe maggiormente successo fu nell'attività edilizia.

Nel 1889 fu concessa la cittadinanza francese agli stranieri residenti, in gran parte coloni provenienti dalla Spagna o dall'Italia, così da unificare tutti i coloni europei (pieds-noirs) nel consenso politico per un'"Algérie française".

Questa assimilazione degli italo-algerini era dovuta alla preoccupazione francese di aumentare la propria presenza numerica nell'Algeria mussulmana appena conquistata.[3]

Ad esempio Bona fu uno dei maggiori centri algerini di insediamento degli italiani. Tra il 1850 ed il 1880, vi si insediò una comunità di pescatori di corallo provenienti dalla Toscana, dal golfo di Napoli e da altre località costiere italiana. Fino al 1861 questo fatto non preoccupò i francesi, ma da quell'anno (in cui si ebbe la creazione del Regno d'Italia) iniziarono una politica volta a limitare la presenza italiana nella loro colonia.

Nel censimento del 1906 12.000 italiani in Algeria si registrarono come francesi naturalizzati, dimostrando un atteggiamento completamente diverso da quello degli italiani in Tunisia (che erano molto attaccati all'Italia, anche nel legame irredentista).[4]

Infatti il fascismo mussoliniano fece pochi proseliti in Algeria e dopo la seconda guerra mondiale quasi tutti gli italo-algerini si identificarono nel movimento dei pieds-noirs francesi seguendone le sorti.

Attualmente i pochi membri della comunità italiana rimasta hanno una scuola (intitolata "Roma") ed un circolo ad Algeri, ma sono praticamente quasi scomparsi.

Statue di Paul Belmondo alla Scuola di Belle Arti di Algeri.

Alcune iniziative di volontariato associativo - promosse anche da ditte italiane operanti in Algeria - sono state portate avanti negli ultimi anni (quale l'Associazione Abruzzesi in Algeria, dal 1979 l'Associazione Italiani all'Estero/delegazione di Algeri, il Comitato Tricolore Italiani nel Mondo e dal 2004 l'Associazione Azzurri nel mondo).[5]

Lingua e religione[modifica | modifica sorgente]

Tutti gli italo-algerini parlano un po' d'italiano, parlando in arabo e in francese come seconda lingua, e sono cattolici. Gli italo-algerini delle nuove generazioni sono equiparati agli algerini, e la maggior parte di loro parla solo arabo e francese (con solo qualche parola di italiano). Nella religione, la maggior parte delle giovani generazioni è cattolica, mentre solo pochi giovani si sono convertiti all'Islam.

Italo-algerini famosi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gli italiani in Algeria (googlebook in inglese)
  2. ^ Statistiche ufficiali italiane
  3. ^ Priestley, Herbert. France Overseas: Study of Modern Imperialism. p. 124
  4. ^ Legami ridotti con l'Italia (in inglese)
  5. ^ Riunione Azzurri
  6. ^ Francia: Armi in Angola, si apre processo per traffico illecito
  7. ^ Guerra civile in Angola: 42 sotto processo a Parigi per traffico d'armi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Favero, Luigi e Tassello, Graziano. Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976). Cser. Roma, 1978.
  • Foerster, Robert Franz. The Italian Emigration of Our Times. Ayer Publishing. New York, 1969. ISBN 0405005229
  • Marchi, Pietro. Spugne e coralli. Treves editoriale. Firenze, 1870. wikisource
  • Priestley, Herbert. France Overseas: Study of Modern Imperialism. Routledge. Kentucky, 1967. ISBN 0714610240

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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