Contes

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Disambiguazione – Se stai cercando il comune francese del dipartimento del Passo di Calais, vedi Contes (Nord-Passo di Calais).
Contes
comune
Contes – Veduta
Contes – Veduta
Contes, veduta d'insieme dalla strada di Castelnuovo
Localizzazione
StatoBandiera della Francia Francia
Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneContes
Amministrazione
SindacoFrancis Tujague (PCF) dal 05/1996
Territorio
Coordinate43°49′N 7°19′E / 43.816667°N 7.316667°E43.816667; 7.316667 (Contes)
Altitudine290 m s.l.m.
Superficie19,49 km²
Abitanti7 544 (1-1-2021)
Densità387,07 ab./km²
Comuni confinantiCoaraze, Berre-les-Alpes, Blausasc, Cantaron, Châteauneuf-Villevieille, Bendejun
Altre informazioni
Cod. postale06390
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06048
Nome abitantiContois (FR); Contesi (IT)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Contes
Contes
Sito istituzionale

Contes (in italiano Conti, ormai desueto) è un comune francese di 7 544 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese s'estende su quasi 2.000 ettari, tra 130 metri d'altitudine della Punta (La Pointe) ed i 480 m di Sclos. Benché possegga un'importante zona d'attività artigianale ed industriale, la natura è prevalente, due terzi di spazi naturali e di colture (pino, mimosa ed olivo), dominata a sud dal Monte Macaron, alto 800 m ed a nord dal Monte Férion, alto 1.400 m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regnum Italiae formatosi con Carlo Magno.

Goffredo Torcati, Giudice di Ventimiglia (1323-1324 e 1327), originario di Nizza, fu cosignore di Conti[1]. Egli sposò Aicarda, figlia di Pietro di Castelnuovo, e la sua parte di signoria potrebbe essergli venuta da tale matrimonio[2].

Il comune, fin dal 1388, ha seguito con tutta la contea di Nizza, le vicende storiche prima della Contea di Savoia e del Ducato di Savoia, e poi dopo il Congresso di Vienna, dal 1815 al 1860, le sorti del Regno di Sardegna-Piemonte, per essere poi annesso nel 1860 alla Francia.

Il borgo fu servito, all'inizio del XX secolo, da una delle linee della tranvia di Nizza e del litorale nizzardo.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

«Stemma]] d'azzurro, al melograno fruttato di cinque pezzi d'oro, terrazzato di verde.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La sorgente della Maira di Riodano (Maïre de Riodan) situata a 2.500 metri d'altitudine, è acquistata dagli abitanti, ma le difficoltà per comprare i terreni necessari al passaggio del canale d'alimentazione saranno lunghe da regolare.
È finalmente nel 1572 che l'acqua arriva nel villaggio, e nel 1587 tale fontana ha potuto essere costruita, ed è stata classificata monumento storico nel 1906. È ornata da uno stemma scolpito, rappresentante un tronco con foglie d'olivo, e potrebbe trattarsi del primo blasone del comune[5][6].
Essa è la sola fucina ad avere ancora la sua forgia originaria, e resta una testimonianza preziosa delle tecniche del Medioevo. Tale tecnica compare infatti già nel XII secolo ed il mulino ha funzionato fino al 1965.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Circa 7.000 abitanti sono distribuiti sul territorio comunale fra il borgo principale e le sue tre frazioni: Sclos, Vernea (La Vernéa), e Punta (La Pointe).

Il paese è circondato dai comuni di Châteauneuf-Villevieille ed al di là, il Col de Châteauneuf ad ovest, Cantaron e Blausasc a sud, Berre-les-Alpes ad est ed infine Bendejun, poi Coaraze e ll Col Saint-Roch) a nord.

Il Comune, palazzo municipale

Con l'apertura della "strada penetrante" del Paillon (Paglione), facente parte del Circuito viario nizzardo (Contournement routier de Nice), il comune di Contes (Conti) è oggi a 15-20 minuti dal centro urbano di Nizza e vede arrivare sempre più abitanti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Olivicoltura[modifica | modifica wikitesto]

La coltura dell'ulivo europeo, comune all'insieme dell'arco costiero mediterraneo, è un'attività tradizionale del comune, che fa parte del territorio definito con la denominazione d'origine controllata «Oliva di Nizza» (Olive de Nice).

L'industria della calce e del cemento[modifica | modifica wikitesto]

Il cementifico Lafarge a Contes

L'estrazione di pietra e la fabbricazione del cemento sono le principali attività industriali di Contes. Un'officina della cementeria "Lafarge" vi si è installata e prospera da numerosi anni.

Tale attività cementizia di tipo industriale è antica. Essendo il suolo del comune ricco in marne argillo-calcarea, i Contesi avevano il costume di fabbricare la loro calce, utilizzata nella costruzione delle case e degli ovili. Dei forni di campagna (chiamati localmente fournas, da leggersi "furnàs", esattamente equivalente all'italiano fornaci) si trovavano nei diversi quartieri.

Il vero sfruttamento industriale delle "pietre da calce" di Contes (Conti) scattò nella seconda metà del XIX secolo. Nel 1867, una "Società delle Calci e dei Cementi" installò un'officina di trattamento delle terre su un grande terreno del quartiere di Pincalvin.

Tale unità di produzione si sviluppò sotto nomi successivi: Officina delle Cave di Calce Idrauliche delle Mouchettes, poi Società Anonima delle Calci e dei Cementi di Contes-les-Pins[8]. La sua espansione s'accompagnò allo sviluppo dei mezzi di trasporto, specificamente all'apertura d'una linea di tranvia Nizza-Contes (Conti) all'inizio del XX secolo[9].

Nel 1884, l'officina impiegava più di 200 operai, che comprendeva due forni da calce verticali di 8 metri di altezza. L'energia era fornita da una macchina a vapore, rimpiazzata nel 1900 dall'energia elettrica. Nel 1904, l'officina fu acquistata dall'Impresa delle Calci e Cementi dei fratelli Pavin de Lafarge, che nel 1906 era dotata di 15 forni, e ne contava 25 nel 1908: 19 per la calce e 6 per il cemento Portland.

Questi ultimi erano passati a 14 alla vigilia della Prima Guerra mondiale[10], e nel 1914, la fabbrica impiegava 300 salariati circa[11].

La zona d'attività economica, allora una zona industriale balbettante, è creata da M. Lisandro Ceragioli, falegname ben conosciuto della frazione "Punta di Conti" (Pointe de Contes), ch'era sotto-trattante della fabbrica della calce e del cemento. Egli vi costruisce parecchi capannoni industriali, i quali affittati di volta in volta ad industriali in divenire, fa degli emuli e dagli anni '60 il suo esempio viene seguito.

Suo figlio Benoit Ceragioli fin dal 1972 crea una falegnameria industriale che diventerà la più grande del dipartimento, e quale Presidente della Zona industriale, egli trasmetterà la fiaccola a Jacques Perrin, industriale del vetro.

Nel 2006, un'esposizione ha commemorato un secolo di storia comune tra il municipio di Conti e la Società Lafarge[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Venturini, Evolution, t. II, p. LII.
  2. ^ Ibid, t.I, p. 167.
  3. ^ (FR) Église Sainte-Marie-Madeleine, su pop.culture.gouv.fr.
  4. ^ Site de l'association des Amis du musée de Contes: L'orgue
  5. ^ Contes - Monuments, su ville-contes.fr. URL consultato il 3 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2006).
  6. ^ Panneau d'information à côté de la fontaine
  7. ^ Site de l'association des Amis du musée de Contes: Le moulin à fer et le moulin à huile
  8. ^ Georges Delserre Tabaraud, Histoire des Contois, Collection Les Régionales, Éditions Serre, 1968, p. 94-96:«De la caucina à l'usine Lafarge».
  9. ^ site officiel du tramway de Nice pour la communauté urbaine Nice Côte d'Azur, Historique Archiviato il 5 marzo 2010 in Internet Archive., §L'âge d'or du «tram».
  10. ^ Georges Delserre Tabaraud, Histoire des Contois, op. cit.
  11. ^ Site officiel de la ville de Contes, Histoire de Contes Archiviato il 3 agosto 2010 in Internet Archive., § Le rattachement à la France
  12. ^ Site du musée de la ville de Contes, Collections du musée, § Exposition «Contes et Lafarge: 100 ans d'histoire commune»

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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