Galena

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Galena
MineraliGAMPS6.jpg
Classificazione Strunz II/C.15-40
Formula chimica PbS
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino monometrico
Sistema cristallino cubico
Classe di simmetria esottaedrica
Parametri di cella a = 5.936
Gruppo puntuale 4/m 3 2/m
Gruppo spaziale F m3m
Proprietà fisiche
Densità 7,4 g/cm³
Durezza (Mohs) 2,5
Sfaldatura molto buona secondo {100}, imperfetta secondo {111}
Frattura  
Colore grigio piombo chiaro o scuro, , con sfumatura bluastra su frattura fresca
Lucentezza metallica, molto forte sui piani di sfaldatura
Opacità opaca
Striscio grigio-nera, bluastra, brillante
Diffusione abbondante
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La galena è un minerale, un solfuro di piombo appartenente al gruppo omonimo. Il nome deriva dal greco γαλήνη = mare calmo. Descritto per la prima volta da Plinio il Vecchio come minerale di piombo.

Spesso la galena contiene percentuali sensibili di argento, per questa ragione è noto anche come piombo argentifero.

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

Cubi, ottaedri e loro combinazioni, raramente in lamine e geminati. Concresce, a volte, con sfalerite, oppure come pseudomorfa di piromorfite. La superficie dei cristalli è spesso ruvida, a volte ricoperta da quarzo, calcite e calcopirite. La galena non è un metallo nobile.

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Si trova soprattutto in giacimenti filoniani di origine idrotermale, accompagnata da diversi tipi di ganga (ad esempio calcite, quarzo, fluorite e barite).

Quando affiora in superficie la galena si può trovare spesso alterata, per azione degli agenti atmosferici, e trasformata parzialmente in carbonati di piombo, ossidi e solfati.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

Si presenta in cristalli cubici di colore grigio piombo, aggregati granulari, grossolani o compatti, scheletrici o in stalattiti.

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica sorgente]

Malleabile, fonde molto facilmente sul carbone di legna, producendo vapori solforosi e piccole sferule malleabili. Solubile in HNO3 con separazione di zolfo e formazione di PbSO4. Nella pulitura, eventuali rivestimenti di calcite possono essere rimossi con acido acetico.

Località di ritrovamento[modifica | modifica sorgente]

Nel giacimento di Stříbro, presso Příbram, in Repubblica Ceca in grandi cristalli cubici fino a 12 cm e nell'isola di Man, in Gran Bretagna, cristalli fino a 25 cm. Si trova anche a Trepča, nel Kosovo; a Coeur d'Alene, nell'Idaho; ad Aspen, in Colorado e a Bleiberg, in Austria, solo per citare i principali.

In Italia si trova in piccoli cristalli nelle fenditure del porfido di Cuasso al Monte e a Boarezzo, in provincia di Varese; cristalli anche voluminosi nella miniera di Val Calolden, in provincia di Lecco; sulle pendici del Monte Civillina a Recoaro, in provincia di Vicenza; a Gorno, in provincia di Bergamo; in bei cristalli nella miniera di fluorite di Corvara ed in quella di Terlano, in provincia di Bolzano; nelle miniera di Grigna e nella miniera Argentiera di Auronzo di Cadore, e in tante altre località come Montevecchio nel medio campidano, Monteponi nell'Iglesiente e "Sos Enattos" di Lula (Nuoro)[senza fonte]

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

È il principale minerale utile per l'estrazione di piombo.

Nel passato la galena è stata estratta più per il suo contenuto di argento (soprattutto in epoca medievale quando l'argento era largamente usato per battere moneta) che per la produzione di piombo. Nel secolo scorso, prima del crollo del prezzo dell'argento, questo prezioso metallo ha assunto connotazioni economiche interessanti come sottoprodotto assai remunerativo delle miniere di galena.

Era utilizzata per costruire un primitivo tipo di diodo raddrizzatore, usato nelle ormai obsolete radio a galena.

Veniva utilizzata anche come componente per le vernici, ma già da tempo questo uso è stato abbandonato per l'alta tossicità del piombo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie,Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990)
  • Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio - Adams, Mackenzie e Guilford - Zanichelli (1988)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)

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