Sfalerite
| Sfalerite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | II/C.01-10 |
| Formula chimica | (Zn,Fe)S |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo cristallino | monometrico |
| Sistema cristallino | cubico |
| Classe di simmetria | |
| Parametri di cella | |
| Gruppo puntuale | 4 3m |
| Gruppo spaziale | F43m |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | da 3,9 a 4,2 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | da 3,5 a 4 |
| Sfaldatura | eccellente secondo {110} |
| Frattura | |
| Colore | da bruno chiaro a bruno scuro, anche giallo, rosso, verde, giallo-verde, bianco e nero |
| Lucentezza | adamantina sui piani di sfaldatura, vitrea, resinosa |
| Opacità | trasparente, da translucida a opaca |
| Striscio | bianca con minerale chiaro, bruno-chiara quando scuro |
| Diffusione | abbondante |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale | |
La sfalerite o blenda è il minerale dal quale si estrae industrialmente lo zinco, come sottoprodotto anche cadmio, gallio e indio[1].
Indice |
[modifica] Etimologia e storia
Il nome deriva dal greco sfaleros=ingannatore, fatto sta che anticamente il minerale era ritenuto ingannatore per i minatori. L'elevato peso specifico ed il fatto di trovare questo minerale associato con altri minerali metalliferi, tra cui galena, faceva ritenere il minerale utile per estrarre metalli utili ma nessuno riusciva ad ottenerli. Tuttavia lo zinco venne ottenuto dai cinesi e, mediante gli arabi, il metodo di estrazione dello zinco arrivò in Europa solamente nel medioevo. Così, dato che lo zinco è volatile e quindi evaporava con riscaldamento del minerale, il problema venne risolto con l'inserimento di storte di distillamento per il raffreddamento e la successiva solidificazione del metallo.[1]
[modifica] Abito cristallino
Spesso non ben cristallizzata. I rari cristalli sono tetraedrici (un tetraedro diretto ed uno inverso) facilmente sfaldabili o raramente tria cis esaedrici, spesso geminati[1]. Alcuni tra i migliori cristalli tetraedrici si trovano ancora oggi al cantiere Francacci (Elba).
[modifica] Origine e giacitura
Nei giacimenti metalliferi[1].Genesi idrotermale, magmatica, pegmatica, pneumatolitica, sedimentaria.
[modifica] Forma in cui si presenta in natura
Cristalli, aggregati terrosi, granulari o massivi, a volte associata a Wurtzite o Galena. Il colore del minerale è vario che va dal bruno al nero ebano (varietà marmatite) o il giallo-colofonia. Altri colori sono il bianco (varietà cleiofane), il verdiccio, il rosso, a volte con toni brillanti. Il colore variabile dipende dalle impurezze drogando il minerale come avviene nei semiconduttori, drogaggio provocato dalla presenza di cadmio.[1]
[modifica] Località di ritrovamento
Splendidi cristalli si trovano nei giacimenti di Trepča (Kosovo), Příbram. Baska stiavnica (Repubblica Ceca), Kapnik (Ungheria), Alston Moor, Derbyshire e nel Durham (Inghilterra), Joplin (Missouri) e Picos de Europa presso Santander (Spagna). Cristalli piccoli si trovano anche in Svizzera e nel marmo di Carrara. Altri giacimenti di sfalerite sono i seguenti: Capnic e Baia Sprie in Romania, Neudorf nell'Harz e Schauinsland nella Foresta Nera in Germania.[1]
I giacimenti più significativi al mondo si trovano comunque negli Stati Uniti, in Canada, in Australia; in Kosovo, in Austria e in Italia.
I giacimenti italiani più significativi sono quelli della Sardegna, in particolare Montevecchio nel Medio Campidano, Monteponi nell'Iglesiente e "Sos Enattos" di Lula (Nuoro); un grande giacimento è quello Raibl (Alpi orientali); un altro importante giacimento è quello di Gorno in provincia di Bergamo.
[modifica] Proprietà chimiche
Solubile in acido nitrico ed acido cloridrico[1]
[modifica] note
- ^ a b c d e f g Carlo Maria Gramaccioli, Blenda in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume I°, Milano, Alberto Peruzzo Editore [1988], pag. 71-74.
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