Barite

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Barite
Barite Sardaigne.jpg
Classificazione Strunz VI/A.09-20
Formula chimica BaSO4
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino  
Sistema cristallino ortorombico
Classe di simmetria  
Parametri di cella  
Gruppo puntuale 2/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale Pbnm
Proprietà fisiche
Densità 4,5 g/cm³
Durezza (Mohs) 3 - 3,5
Sfaldatura perfetta o netta
Frattura  
Colore incolore, bianca azzurra, verde, da bruno-giallastra a bruno-rossastra a bruna
Lucentezza vitrea
Opacità da trasparente a traslucida
Striscio  
Diffusione  
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La barite (conosciuta anche come Baritina, nome in disuso[1]) è un minerale di bario appartenente al gruppo della celestina; solfato di bario avente densità relativa 4,5 e durezza 3 nella scala di Mohs. È un solido cristallizzante nel sistema rombico, si presenta generalmente incolore o bianco allo stato puro, può essere anche colorato in giallo o azzurro. Costituisce la ganga di vari metalli.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Si presenta in cristalli con abiti molto diversi, spesso ricchi di facce, tabulari e faccette di un prisma, oppure in cristalli prismatici da tozzi a lunghi.[2]

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in vene e cavità di sostituzione nei calcari e nelle dolomie, associata a minerali metalliferi, calcite e quarzo.

Luoghi di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Cristalli ben formati provengono da Alston Moore (Frizington, Cumbria, Inghilterra), Baia Sprie (Romania), Elk Creek (Dakota del Sud, USA).[2]

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

I cristalli della barite sono prevalentemente tabulari, limpidi o variamente colorati, ma può anche presentarsi in aggregati crestati (che ricordano un profilo montagnoso), in rosette o aggregati granulari.[2] Si riconosce facilmente per l'elevato peso specifico, la mancanza di effervescenza al contatto con gli acidi e per la sfaldatura in forme di parallelepipedo.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

I suoi usi principali sono destinati alla preparazione di altri composti di bario e come pigmento bianco (ad es. litopone).

In forma granulare viene mischiata al cemento allo scopo di migliorarne le proprietà schermanti nei confronti delle radiazioni (Calcestruzzo Baritico). In forma polverulenta con dimensioni di 70 micron viene utilizzata insieme alla bentonite per formare i fanghi delle perforazioni petrolifere.

Note storiche[modifica | modifica wikitesto]

Alla barite già baritina o solfato di bario si riferisce probabilmente Blaise Pascal quando parla di Spongia Solis nei "Pensieri": cap V Miseria e Grandezza dell'Uomo, par 2 Le facoltà ingannatrici, lett c) l'immaginazione, n. 246. In questo caso sembra possa esser correlata come voce a Pietra di Bologna.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

La radiobarite è una varietà di barite contenente radio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sul nome baritina ormai in disuso
  2. ^ a b c Ole Johnsen, Guida ai minerali del mondo, Zanichelli editore, 2006.

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