Olimpia

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Olympia
Olympia durante gli scavi del 1875
Olympia durante gli scavi del 1875
Civiltà Civiltà greca
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Altitudine 63 m s.l.m.
sito web

Coordinate: 37°38′17.52″N 21°37′48″E / 37.6382°N 21.63°E37.6382; 21.63

Olimpia (gr. Ολυμπία, pron. Olympìa) è l'antica città della Grecia, sede dell'amministrazione e dello svolgimento dei giochi "olimpici" ma anche luogo di culto di grande importanza, come testimoniano i resti di antichi templi, teatri, monumenti e statue, venuti alla luce dopo gli scavi effettuati nella zona dove la città originariamente sorgeva.

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sito archeologico di Olimpia
(EN) Sito archeologico di Olimpia
Olympie Temple Zeus.JPG
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1989
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Ricostruzione dell'Altis (Heinrich Gärtner, XIX secolo)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Olimpia era incastonata in una valle situata lungo il corso del fiume Alfeo, nell'Elide (Peloponneso nord-occidentale), presso la località di Pisa. La città possedeva molti edifici, alcuni dei quali venivano usati come dimora dagli atleti che partecipavano ai giochi, detti appunto olimpici, che si svolgevano ogni quattro anni in onore di Zeus.

In questo luogo venne compilato per la prima volta nel 776 a.C. un elenco di vincitori: è possibile da ciò desumere che si trattasse dell'esito delle prime Olimpiadi storicamente accertate.

Olimpia comprendeva un recinto sacro, l'Altis, della lunghezza di 200 m e della larghezza di 177 m, situato in posizione sopraelevata rispetto alle altre costruzioni e al cui interno sorgevano i più importanti monumenti di culto e gli edifici adibiti all'amministrazione dei giochi.

Sul lato sinistro dell'Altis, ovvero verso la parte orientale, erano situati lo stadio e l'ippodromo, mentre sul lato destro, cioè verso occidente, vi erano la palestra e il ginnasio al cui interno gli atleti che volevano partecipare ai giochi dovevano allenarsi almeno un mese prima dell'inizio delle gare.

Il più famoso tempio di Olimpia era quello eretto in onore di Zeus: internamente vi si trovava la gigantesca statua del dio realizzata in oro e avorio da Fidia (o Phidia) nel 430 a.C. e inserita fra le sette meraviglie del mondo.

L'Heraion era invece il tempio dedicato alla dea greca Era (Giunone per la mitologia romana, la regina degli dèi), uno dei più antichi edifici dorici di cui oggi si possono ancora ammirare i resti e al cui interno venivano custodite le corone di alloro riservate ai vincitori dei giochi.

Una delle vie principali di Olimpia era fiancheggiata da dodici thesauroi, i templi votivi al cui interno venivano custoditi i tesori delle città che partecipavano ai giochi; vi era inoltre un edificio circolare, il Philippeion, fatto erigere dopo il 338 a.C. da Filippo II re di Macedonia.

La riscoperta di Olimpia[modifica | modifica wikitesto]

Fu nel 1776 l'archeologo inglese Richard Chandler, con la sua spedizione Society of dilettanti, colui che per primo portò alla luce le rovine dell'antica Olympia.[1]

I primi scavi effettuati nella città di Olimpia vennero eseguiti da un gruppo di archeologi francesi nel 1829, seguiti poi da un gruppo di tedeschi tra il 1875 ed il 1881, i quali evidenziarono l'esistenza delle piante di molti edifici. Durante gli scavi successivi vennero poi riportate alla luce - oltre alla famosa statua di Ermes col piccolo Dioniso, opera dello scultore Prassitele - diverse altre statue, altari, oggetti votivi in bronzo e in marmo.

Eratostene, che fu in grado di calcolare la circonferenza del nostro pianeta, creò il "sistema delle Olimpiadi" come sistema di cronologia fissa per i greci. Le Olimpiadi erano una festa sportivo-religiosa dove vedeva uniti tutti i greci e faceva cessare tutte le guerre in Grecia durante il suo svolgimento. Eratostene fissa la prima data delle Olimpiadi nel 776 a.C.

Ancora oggi l'inizio delle Olimpiadi moderne si svolge simbolicamente a Olimpia, con la cerimonia di accensione del fuoco sacro da parte di alcune "sacerdotesse". Il fuoco viene trasmesso con fiaccole, che saranno portate da atleti in staffetta fino alla sede scelta per lo svolgimento dei giochi. Durante i Giochi della XXVIII Olimpiade, l'antico stadio fu usato per le gare di getto del peso.

Pianta del sito[modifica | modifica wikitesto]

1: Propilei a Nord-Est – 2: Pritaneo – 3: Tempietto (Philippeion) – 4: Heraion – 5: Pelopion – 6: Ninfeo di Erode Attico – 7: Metroon – 8: Terrazza dei Tesori – 9: Portico nascosto – 10: Stadio – 11: Stoà di Eco – 12: Edificio di Tolomeo II e Arsinoe II – 13: Stoà di Estia – 14: Edificio ellenistico – 15: Tempio di Zeus – 16: Altare di Zeus – 17: Ex-voto di Acaia – 18: Ex-voto di Mikythos – 19: Nike di Peonio di Mende – 20: Ginnasio – 21: Palestra – 22: Theokoleon – 23: Heroon – 24: Officina di Fidia e basilica paleocristiana – 25: Terme del Cladeo – 26: Bagni greci – 27 e 28: Ostelli – 29: Leonidaion – 30: Bagni a Sud – 31: Bouleuterion – 32: Stoà a Sud – 33: Villa di Nerone
Treasuries. I: Sicyon – II: Siracusa – III: Epidamnus ? – IV: Byzantium ? – V: Sybaris ? – VI: Cirene ? – VII: Non identificato – VIII: Altar ? – IX: Selinunte – X: Metapontum – XI: Megara – XII: Gela

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Olympia History, olympia-greece.org. URL consultato il 18 marzo 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]