Aretusa

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Alfeo tenta di rapire Aretusa
la Storia di Alfeo e Aretusa sulla fontana rococò del Gros-Horloge di Rouen.

Aretusa (in greco Ἀρέθουσα, -ης; in latino Arethusa, -ae) è un personaggio della mitologia greca, figlia di Nereo e di Doride.

Il dio Alfeo, figlio del dio Oceano, si innamorò di lei spiandola mentre faceva il bagno nuda.

Aretusa però fuggì dalle sue attenzioni, scampando sull'isola di Ortigia, a Siracusa, dove la dea Artemide la tramutò in una fonte.

Zeus, commosso dal dolore di Alfeo, lo mutò in fiume a sua volta, permettendogli così, dal Peloponneso, in Grecia, di percorrere tutto il Mar Ionio per unirsi all'amata fonte.

Ancora oggi il mito rivive nell'isola di Ortigia grazie alla cosiddetta Fonte Aretusa, uno specchio di acqua che sfocia nel Porto Grande di Siracusa.

Aretusa nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

La ninfa è citata in una gran quantità di opere; fra queste si ricordano:

Nonché diverse poesie dell'Arcadia (da Marino a Jacopo Sannazzaro a diversi altri).

Nel 1966, Aretusa venne raffigurata sulla vecchia banconota da 500 lire italiane.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Antica[modifica | modifica wikitesto]

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.

Aretusa nell'autorità popolare[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina di Arethusa e Alpheus in Theoi.com.

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