Alfeo (mitologia)

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Alfeo tenta di possedere Aretusa
la Storia di Alfeo e Aretusa sulla fontana rococò del Gros-Horloge di Rouen.

Alfeo è nella mitologia greca uno dei numerosi figli del dio Oceano, personificazione del più grande fiume del Peloponneso, che scorre nei pressi della città di Olimpia in Grecia.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

La ninfa Aretusa, di cui Alfeo era innamorato, per sottrarsi al suo corteggiamento, fuggì in Sicilia e, nei pressi di Siracusa, grazie ad Artemide, si trasformò in fonte. Il dio, innamorato, al fine di ritornare da lei, pregò Zeus di cambiare il corso del fiume di cui era padrone. Zeus impietosito da Alfeo gli permise di deviare il suo corso passando sotto le acque del mar Ionio per sfociare appunto nei pressi di Siracusa, nell'isola di Ortigia dove avrebbe incontrato di nuovo la ninfa Aretusa.

La deviazione del fiume Alfeo ricorre anche nella quinta delle dodici fatiche di Eracle, consistente nella ripulitura delle stalle di Augìa, che sarebbe stata superata deviando le acque dell'Alfeo che lungo il loro nuovo percorso avrebbero incontrato e dilavato le stalle e trasportato con sé tutto il letame accumulato.

Si narra anche di una leggenda secondo la quale una coppa gettata nel fiume Alfeo sarebbe poi riemersa nella fonte Aretusa.

Interpretazione e realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

Tale leggenda si riferisce alla caratteristica principale del fiume Alfeo di scorrere quasi interamente sottoterra.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
  • Anna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia classica, Roma, Newton, 2005, ISBN 88-8289-539-4.

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