Ospedale San Martino

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Ospedale San Martino
Ospedale San Martino
Motto Insieme verso la salute
Stato Italia Italia
Località Genova
Indirizzo Largo Rosanna Benzi, 10
Fondazione 1422
Numero impiegati 4.000+
Sito web http://www.hsanmartino.it

L'IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria "San Martino" - IST - Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro[1], meglio noto come Ospedale San Martino di Genova, è uno dei più importanti centri ospedalieri a livello internazionale.

Si trova nel quartiere omonimo della città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il grande ospedale civile, destinato a sostituire quello di Pammatone, fu costruito a partire dal 1907 su progetto dell’ing. Giuseppe Celle; i primi padiglioni furono completati nel 1911. Dopo un rallentamento dei lavori durante la prima guerra mondiale, l’ospedale fu inaugurato nel dicembre 1923 alla presenza del giovanissimo principe ereditario Umberto II di Savoia. Nei decenni successivi furono eseguiti ulteriori ampliamenti. Tra i più importanti la costruzione, nel 1964, del pronto soccorso, dotato di un proprio ingresso indipendente e di uno spazio per l’atterraggio di elicotteri che si avvaleva per l'accesso della nuova viabilità realizzata contestualmente alla costruzione di corso Europa.

Nel 1979 fu inaugurato il Monoblocco, il grande edificio di 14 piani, con 900 posti letto, che sovrasta l’area ospedaliera e caratterizza il panorama del quartiere. Si estende su 3000 m2, è alto 50 m e lungo 180 m.

L’ultimo padiglione costruito è quello delle patologie complesse, inaugurato nel 2000, dove sono ospitati i reparti malattie infettive, oncologia medica e pneumotisiologia.

Comprendendo anche le cliniche universitarie, nell'area del polo ospedaliero sono oggi presenti ed utilizzati circa 40 edifici.

Il museo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1931 nel palazzo dell’Amministrazione (anch’esso completato nel 1923), posto all’ingresso principale del complesso ospedaliero, fu realizzato un museo, aperto al pubblico, nel quale è esposto il patrimonio artistico consistente in oggetti provenienti dal demolito ospedale di Pammatone e dalla chiesa di Santa Caterina di Portoria, oltre che da donazioni private. Nel 1989, per scelta dell'Amministrazione della XIII U.S.L. il museo è stato soppresso e le opere d'arte che lo componevano trasferite nei musei civici, in particolare in Palazzo Bianco, dove tuttora si trovano. Tra gli oggetti che erano esposti nel Museo di San Martino, una collezione di vasi e maioliche ad uso farmaceutico datate tra il XVI e il XVIII secolo e numerose opere d’arte tra le quali un dipinto di Taddeo di Bartolo (fine del XIV secolo), un polittico con scene della vita di Gesù della scuola di Luca Cambiaso, e un bassorilievo di Tommaso Orsolino raffigurante la Natività.[2][3].

La chiesa[modifica | modifica sorgente]

Sempre nel 1931 fu completata la costruzione della chiesa dell’ospedale, dedicata a San Francesco, della quale nel 1928 era stata posta la prima pietra, alla presenza del cardinale Carlo Dalmazio Minoretti. La chiesa, costruita su progetto di Ettore Musso in uno stile ispirato al romanico, contiene al suo interno diverse opere d’arte provenienti da chiese e strutture ospedaliere soppresse, tra le quali dipinti di Valerio Castello (Maria protettrice di Genova), Alessandro Magnasco (Transito di San Giuseppe) e Bernardo Castello (Ultima Cena), oltre ad un Crocifisso ligneo di scuola del Maragliano.[2][3].

La villa Boccanegra[modifica | modifica sorgente]

All’interno dell’area ospedaliera si trova la villa appartenuta al Doge Simon Boccanegra, il cui nucleo più antico risale al XIII secolo. L’edificio, detto Paxetto (Palazzetto), in stile gotico con finestre quadrifore, all’epoca della costruzione dell’ospedale era ridotto ad un rudere e fu ristrutturato da Ugo Nebbia negli anni trenta grazie ad un lascito. In fase di restauro le parti mancanti furono volutamente evidenziate ricostruendole in mattoni (mentre le parti originali sono in pietra). Nuovi lavori di restauro, riguardanti gli interni e l’area retrostante, sono stati eseguiti nel 2005[3].

L’ospedale oggi e gli sviluppi futuri[modifica | modifica sorgente]

Il 1º settembre 2011 l'Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino si è fusa con l’Istituto Scientifico Tumori (IST), ente di diritto pubblico per la ricerca e la cura dei tumori che già era situato all'interno del complesso ospedaliero, nel nuovo IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria "San Martino" - IST - Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro[1].

L’ospedale San Martino, con una superficie complessiva di 340000 m² comprensiva del parco[4] ed oltre 4000 dipendenti è uno dei complessi ospedalieri più vasti e importanti d'Europa. L'Azienda Ospedaliera Universitaria "San Martino" è centro di eccellenza di importanza nazionale e di alta specializzazione per: cardiologia, cardiochirurgia, Dipartimento d'emergenza e accettazione di 2º livello, ematologia, neurochirurgia, neurologia, 118, trapianti.[senza fonte]

L'ospedale è anche convenzionato con l'Università di Genova e contribuisce con alcuni reparti universitari alla formazione degli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia e delle professioni sanitarie. Grazie a questa collaborazione, gli studenti possono svolgere l'intero corso di laurea usufruendo delle strutture messe a disposizione dall'azienda sanitaria.

Il Piano urbanistico comunale del comune di Genova prevede tuttavia un ridimensionamento degli spazi destinati all'ospedale, con la riconversione di alcuni degli edifici a fine residenziale e la possibilità di apertura sulla superficie attualmente occupata dall'ospedale e dal relativo parco di alberghi, attività commerciali ed edifici destinati ad uso ufficio. Secondo quanto riportato dai media locali, i tecnici del comune ritengono necessario ridurre nei prossimi anni di circa un terzo l'area occupata dalla struttura ospedaliera.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Costituzione nuovo ente San Martino - IST. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  2. ^ a b TCI, " Guida d’Italia – Liguria (ed. 2009)”
  3. ^ a b c Storia dell’ospedale San Martino
  4. ^ a b Rivoluzione San Martino, con case, hotel e pure negozi, articolo de Il Secolo XIX, del 27 maggio 2011

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]