Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Pagoda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati del termine, vedi Pagoda (disambigua).

Con pagoda si intende una torre costituita da diversi piani ciascuno dei quali dotato di un proprio tetto a falde spioventi con gli spigoli inferiori curvati verso l'alto, generalmente di forma quadrangolare o ottagonale.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola deriva probabilmente dal cinese per "torre a otto angoli" (八角塔sempl., bā jiǎo tǎpinyin); secondo alcune fonti buddhiste invece dal sanscrito "dhatu garba", in singalese "dagoba" (stupa) e che in birmano avrebbe assunto la forma attuale. Altre possibili etimologie sono il dravidico pagodi o pagavadi, uno dei nomi della dea Kali derivato dal sanscrito bhagavati ("dea"), e il persiano butkada ("tempio").

Secondo il Dictionnaire historique de la langue française di Alain Rey, il primo uso del termine è in uno scritto portoghese del 1516; successivamente entrò in uso nel francese nel 1545 per indicare tutti i templi delle religioni orientali, e da lì si diffuse in tutte le lingue europee.

Finalità[modifica | modifica wikitesto]

Le due pagode di Guilin, sul fiume Lijiang, nel Guanxi, Cina.

È un edificio principalmente, ma non esclusivamente, destinato a scopi religiosi, comune soprattutto in Cina, Corea, Giappone e Nepal; in Thailandia inoltre il nome è usato anche per riferirsi ad altri luoghi di culto. Si tratta di un'evoluzione dello stupa indiano, il quale però aveva come scopo principale quello di ospitare reliquie sacre; nel corso della storia gli stupa seguirono il Buddhismo nella sua espansione, perdendo in parte il significato originario e adattando la propria architettura ai vari paesi (gli stupa più antichi erano semplici cumuli di terra).

Un'altra delle funzioni della pagoda è probabilmente quello di attirare i fulmini: ciò avviene spesso a causa della loro altezza e per via del pennacchio appuntito presente sulla cima, spesso decorato con motivi religiosi, che agisce da vero e proprio parafulmine. Scaricando l'energia dei fulmini sulla pagoda si mettevano al sicuro le altre aree del tempio vicino, non di rado fatto di legno.

Sebbene la maggioranza delle pagode avesse scopo religioso, la forma dell'edificio, che consentiva di raggiungere grandi altezze, è stata utilizzata anche per altri scopi; ad esempio come torri di avvistamento, come fari, ecc.

Pagoda Giapponese[modifica | modifica wikitesto]

La pagoda giapponese ( ?) è la variante presente in Giappone del caratteristico edificio diffuso nell'Asia orientale, ed è una delle parti essenziali e più caratteristiche dell'architettura religiosa del Paese.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La pagoda del tempio di Beopjusa, in Corea del Sud, unica superstite in legno del Paese, mostra molte delle caratteristiche che saranno poi riprese nella pagoda giapponese, come il numero dei piani (cinque), la forma di essi (quadrata), e il complesso sistema di mensole e travature.

La pagoda giapponese, proprio come tutte le altre pagode dell'Asia, ebbe origine dall'evoluzione della stupa indiana, un monumento commemorativo e funerario di matrice buddhista. Con lo sviluppo e l’evolversi del culto religioso lo stũpa venne in seguito ad identificarsi esclusivamente con la figura specifica dell’Illuminato (il Buddha Śākyamuni) e attraverso la diffusione delBuddhismo in Asia la sua struttura subì delle modifiche, venendo ad assumere differenti denominazioni e adattandosi allo stile e alla tradizione architettonica delle diverse culture incontrate, pur mantenendo il suo significato e la sua simbologia pressoché invariati. La gente del Sud-Est asiatico chiama uno stupa di alte dimensioni Chaitya, che proviene dall'indiano e significa il posto dove si trovano le reliquie, questa parola è stata dunque utilizzata come sinonimo di stupa. Tale parola ha subito diverse modifiche nel corso del tempo, prima venendo pronunciata in modo diverso, e poi venendo letta in modo scorretto, e si ritiene che la parola "pagoda" sia derivata proprio da tale trasformazione. Così "pagoda" è venuta ad esser utilizzata come una parola indicante alte strutture religiose (come torri), piuttosto che la funzione di esse.

Nel sesto secolo il Buddhismo giunse in Giappone, e la sua architettura tipica fu introdotta con esso. Mentre passava attraverso Cina e Corea, tuttavia, l'aspetto della pagoda si era modificato, passando da una struttura a forma di cupola quale era, a un edificio su più piani, ossia quello che intendiamo noi oggi per pagoda. Questo avvenne perché la Cina aveva grandi risorse di legname e una tecnica superiore nella lavorazione del legno, così, come in Giappone, essi costruirono le pagode come precise strutture di legno. La nuova struttura "inventata" dai cinesi si diffuse poi in Corea, dove la pagoda si modificò ulteriormente con l'aggiunta anche di elementi architettonici tipici di questo paese. Da qui la pagoda fu importata in Giappone.

Infine i carpentieri giapponesi combinando le tecniche di lavorazione importate con quelle peculiari già in loro possesso e con l'ottimo legno presente nella loro patria svilupparono una tipologia di pagoda unica, ossia quella tipica dell'architettura giapponese.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La pagoda del tempio di Horyu-ji a Nara è in assoluto la più vecchia pagoda in legno del Giappone, nonché un chiaro esempio della classica pagoda a cinque piani giapponese.

La pagoda giapponese, derivando come già detto da quella cinese per la struttura, si presenta come edificio a forma di torre divisa su più piani e con vari tetti sovrapposti. In Giappone tuttavia il motivo dei tetti si è accentuato ancora di più, portando quell'incomparabile fiore di legno che è la pagoda nipponica. Le coperture dei tetti sono in genere fatte di tegole, ma si hanno anche esempi di templi e portali ricoperti da uno strato compatto e pettinato di erbe.

Il materiale da costruzione, neanche a dirlo, è esclusivamente il legno, abbondantissimo e di ottima qualità in tutto il Paese del Sol Levante, che grazie all'abile lavorazione dei carpentieri e falegnami nipponici ha permesso di dare origine alle strutture in legno più alte e più durature della storia dell'uomo, e che non ha mai ceduto il passo come avvenuto in Cina e in parte inCorea alla pietra o granito, nemmeno nelle epoche più tarde.

A differenza della pagoda cinese inoltre la forma e il numero dei piani (e quindi dei tetti) è meno vario; diffusissima è infatti la pagoda a cinque piani, in cui ogni piano rappresenta uno dei cinque elementi classici cinesi, assai più rare sono invece quelle di due o tre piani, mentre la pagoda del Tempio di Tōnomine è l'unica, ancora superstite, a presentare un numero elevato di piani arrivando a tredici.

Derivata invece dalla pagoda coreana è la geometria dei piani, che sono sempre di forma quadrata, e il complesso sistema di mensole e travature (kumimono). Facciate e tetti sono solitamente decrescenti in ampiezza e altezza, mentre moduli, unità di misura (shaku) e proporzioni matematiche regolano l’insieme.

Infine la proprio come le pagode coreane e cinesi, anche quella giapponese è sormontata da un alto pinnacolo (so-rin) che, essendo un prolungamento della colonna posta al centro della pagoda, conferisce spinta ascensionale e stabilità all’intera struttura, fungendo inoltre da utile parafulmine.

Alcune pagode famose[modifica | modifica wikitesto]

La pagoda del tempio di Tō-ji in Giappone.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]