Porto Pisano

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Area d'accesso a Porto Pisano, ormai interrato, presso Livorno
Area d'accesso a Porto Pisano, ormai interrato, presso Livorno

L'antico porto di Pisa, chiamato Porto Pisano o Triturrita, era situato sostanzialmente a nord dell'attuale città di Livorno non distante dall'odierna Fortezza della città labronica.

Già molto attivo in età romana, pare che lo stesso san Pietro, giunto per la prima volta sulla penisola italica, attraccasse la sua nave in uno degli scali di questo porto, nel luogo dove ora sorge la Basilica di San Piero a Grado, nell'omonima località ad ovest di Pisa.

Nel Medioevo divenne il maggior porto della Repubblica marinara toscana, dove attraccavano e partivano navi che instauravano commerci con tutto il mar Mediterraneo, oltre alla potente flotta da guerra pisana.

Nel 1156 venne avviata una fase di fortificazione, cominciata con la costruzione di una prima torre, e proseguita l'anno successivo, nel 1157, con l'erezione di altre due torri nel Portus Magnalis, come si chiamava una parte di Porto Pisano.

Nel 1285, dopo la battaglia della Meloria, fu iniziata anche la costruzione di una quarta torre detta "della formica", che ben riassume il sistema portuale pisano: si trattava di una torre posta in un luogo strategico del porto, dove il console del mare era tenuto a conservarvi dei pali per far attraccare le navi. Infatti le galere non viaggiavano mai sole, ma in carovana: ma quand'esse arrivavano nel porto, non c'era posto per tutti e alcune attraccavano in questo punto in rada.

Catene del Porto Pisano
Catene del Porto Pisano

In seguito a patti stabiliti dopo la Meloria, ma non rispettati dai Pisani, i Genovesi nel 1290 attaccarono il Porto Pisano distruggendolo, abbattendo le quattro torri e facendo affondare una nave colma di materiale da costruzione per interrare il porto stesso. In più con lo stratagemma di scaldare le catene che univano le torri del porto riuscirono a spezzarle e a portarle a Genova in segno di vittoria e scherno. Catene restituite solo dopo l'Unità d'Italia, in segno di pace, e da allora custodite nel Camposanto monumentale di Pisa.

I Pisani, popolo fiero e duro da abbattere, non si arresero e ricostruirono il Porto Pisano con tre nuove torri e un Fanale. Quest'ultimo era già funzionante nel 1310, mentre le altre tre torri addirittura fin dal 1297: esse ebbero il nome di Vermiglia (turris Vermilia), eretta sulle rovine della torre della Formica, la torre del Magnale (turris Magnalis) e la Torrazza (Turrassa). Ciascuna torre era anche fornita di castellani e sergenti.

Tuttavia la manutenzione dello scalo da allora si fece sempre meno costante, causando un lento ed inesorabile interramento dei canali d'accesso; ciò nonostante il Porto Pisano continuò ad essere ancora funzionante, portando in alto il vessillo della Repubblica Pisana finché, dopo la conquista di Pisa da parte dei fiorentini prima nel 1406 e, definitivamente, nel 1509, e con l'ampliamento della citta di Livorno deciso dai Medici, non venne soppresso per costruire un nuovo porto nella città labronica (si veda Storia di Livorno).

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