Masera

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Masera
comune
Masera – Stemma
Masera – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbania
Sindaco Michele Bruno (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 46°10′00″N 8°18′00″E / 46.166667°N 8.3°E46.166667; 8.3 (Masera)Coordinate: 46°10′00″N 8°18′00″E / 46.166667°N 8.3°E46.166667; 8.3 (Masera)
Altitudine 297 m s.l.m.
Superficie 20 km²
Abitanti 1 521[1] (31-12-2010)
Densità 76,05 ab./km²
Frazioni Carale, Casa Benvenuta, Casa del Secco, Cresta, Melezzo, Menogno, Ranco, Rivoira, Rogna, Veriago (comprende Ariola, Merro, Piazza, Quartavolo, Rancaldina) e numerose altre frazioni oggi disabitate
Comuni confinanti Crevoladossola, Domodossola, Druogno, Montecrestese, Santa Maria Maggiore, Trontano
Altre informazioni
Cod. postale 28855
Prefisso 0324
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103042
Cod. catastale F010
Targa VB
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 575 GG[2]
Nome abitanti maseresi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Masera
Sito istituzionale

Masera (Mascìra in dialetto locale) è un comune italiano di 1.506 abitanti[3] della provincia del Verbano Cusio Ossola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime menzioni storiche di Masera risalgono a documenti del X secolo e precisamente in una pergamena di permuta del giugno 970 nella quale si legge che il Vescovo di Novara Aupaldo diede al prete Dododei del luogo di Vogogna (feudo capitale dell'Ossola Inferiore) un appezzamento di terra situato “in loco et feudo Maxerie”, altra menzione si ha nel 994 in un documento di vendita. Nel XII secolo Masera faceva parte dell'agro novarese che apparteneva al conte Guido di Biandrate, come risulta da un diploma di conferma dell'Imperatore Federico I del 1152; dopo la pace di Costanza Masera, con l'Ossola Inferiore, venne a formare una giurisdizione che prese il nome di “Vicariatus Ossolae”. In un documento del 1278 si ha la prima menzione della chiesa parrocchiale.

Con l'affermarsi della signoria Visconti a Milano, Masera venne a trovarsi nella giurisdizione del Vescovo Giovanni; alla sua morte il territorio novarese fu assegnato al nipote Galeazzo; durante la sua signoria vennero approvasti gli statuti comunali; successivamente nel 1439 Masera passa sotto il dominio del Conte Vitaliano Borromeo, fedele tesoriere del Duca Filippo Maria Visconti. Sotto la signoria dei Borromeo, Masera e i confinanti comuni di Trontano, Beura e Cardezza ottengono alcune autonomie organizzative e politiche, costituendosi nelle cosiddette "Quattro Terre" di cui Masera era "capitale", ovvero sede del rappresentante borromaico (l'antico palazzetto civile è ancora presente in frazione Carale).

L'ingresso in Masera dall'imbocco della Valle Vigezzo è segnato dalla presenza dell'antico oratorio di S.Abbondio eretto su di uno scoglio e caratteristico per il suo campanile romanico del secolo XI recentemente restaurato; a poca distanza sorge la chiesa parrocchiale di S. Martino in stile gotico lombardo a tre navate venne costruita nel 1883 sull'area della vetusta chiesa di puro stile lombardo del secolo XI; la nuova chiesa venne decorata dal pittore Bottini di Milano, l'affresco di S. Martino sopra l'architrave della porta principale è invece opera del pittore A. Cotti; nell'ancona dell'altare di sfondo della navata settentrionale si conserva un trittico dipinto in legno raffigurante la Madonna con il Figlio, S. Rocco e S. Sebastiano, attribuito a Sperindio Cagnoli.

È pure da ricordare per l'arte l'oratorio di S. Rocco in frazione Ranco, recante preziosi affreschi del 1402; nei pressi della stessa frazione è ancora conservato un vetusto torrione di segnalazione risalente alla fine del XV secolo. Degni di menzione sono pure gli oratori di S. Maria ed Elisabetta in località Piazza risalente alla prima metà del Quattrocento, di S. Antonio in località Ariola del 1500 abbellito con affreschi del pittore vigezzino Giuseppe Mattia Borgnis[4]; l'oratorio di S. Giulio in località Rivoria posto su di una balconata naturale con splendida vista sull'intera vallata, datato presumibilmente XV secolo, decorato con stucchi, capitelli e lesene di buona fattura e di elegante disposizione; reca, all'esterno, un affresco attribuito al pittore vigezzino Giuseppe Mattia Borgnis; l'oratorio di S. Giovanni Battista in Bosco si trova a metà costa sulla montagna; straordinariamente ampio era meta di frequenti processioni propiziatorie, contiene preziosi affreschi; la tradizione vuole che la sua costruzione sia originata da un voto degli abitanti in occasione del formarsi di un enorme frana nella località ove venne costruito l'oratorio; di fatto questa frana non progredì… L'oratorio di S. Bernardo a Cresta esisteva già nel secolo XVI; altri oratori minori che non mancano di interesse sono la Cappella di Madonna delle Grazie del 1500 meta di parecchi devoti, come fanno fede i molti ex voto che decorano le pareti; la cappella dedicata alla Madonna della Neve all'Alpe Pescia posta tra meravigliose abetaie e prati smeraldini. Esistono anche altri oratori privati in località Menogno e Caglia.

Dalle numerose frazioni emergono ville e case agresti di notevole pregio che sono testimonianza di agiatezza e buon gusto della borghesia ossolana di un tempo e di emigrati ossolani che ritornavano a godersi il frutto delle loro intraprendenti attività; alcune sono ancora in ottimo stato di conservazione e attualmente utilizzate, altre invece attendono di essere riportate agli antichi splendori come la “Villa Caselli” edificata nella seconda metà dell'Ottocento, in stile neoclassico, da emigranti vigezzini orefici in Parigi; la villa costruita su di un poggio dominante Masera e la vallata ossolana è contornata da un grande parco con flora molto particolare che si può osservare percorrendo i viali panoramici, la villa presenta sale riccamente decorate con pitture stucchi e tessuti da pareti e pavimentazioni alla veneziana o in listoni di legno, il monumentale scalone in marmo, le decorazioni “trompe l'oeil” le vetrate decorate. Complesso monumentale, questo, che fa parte del patrimonio comunale e per il quale è in corso un'indagine conoscitiva con presentazione di proposte ad opera di partner privati, al fine del suo recupero con possibili scopi sociali.

L'agricoltura è sempre stato il principale mezzo di sussistenza per i maseresi, ne sono testimonianza i numerosi rustici, le cascine, oltre ai torchi e ai forni frazionali, oggi segni di architettura spontanea e popolare. Sul territorio del comune di Masera vi sono numerosi alpeggi e pascoli, di cui i più grandi e frequentati sono: Pescia, Travello, Fobello, Fornale.

Casa Farina in Masera AD 1683

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, la seconda settimana di settembre, si svolge la Festa dell'Uva, una delle feste popolari più grandi del Piemonte[senza fonte], con le sue numerose attrazioni di carattere culturale, di divertimento e di enogastronomia. Tutte le giornate rappresentano momenti di grande aggregazione sia per i giochi popolari che per le specialità gastronomiche. Durante la giornata della domenica si tiene una grande sfilata folkloristica a cui partecipa il gruppo folk "i bakan" di Masera, la Banda Musicale e gruppi folkloristici di tutto il Piemonte e della vicina Svizzera; la sfilata è composta inoltre dai carri allegorici, allestiti dai frazionisti che ogni anno gareggiano per il "Palio delle Frazioni". La Festa dell'Uva nasce negli anni venti come festa propiziatoria per la vendemmia, oggi è organizzata e vi lavora l'intera cittadinanza maserese e le numerose associazioni del paese.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  4. ^ Giuseppe Mattia Borgnis
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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