Cultura di Canegrate

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La Cultura di Canegrate fu una civiltà dell'Europa che si sviluppò particolarmente in Insubria (ovvero negli attuali territori della Lombardia occidentale, del Piemonte orientale e del Canton Ticino) a partire dall'Età del bronzo recente (XIII secolo a.C.) fino ad arrivare all'Età del Ferro. Essa prende il suo nome dalla località milanese di Canegrate dove, nel XX secolo, furono ritrovate circa cinquanta tombe con ceramiche e oggetti metallici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Essa rappresenta l'irrompere di una prima ondata migratoria di popolazioni probabilmente celtiche (Protocelti) provenienti dal nord delle Alpi che, oltrepassati i valichi alpini, si infiltrano e si stabiliscono nell'area padana occidentale. Portatori di una nuova ideologia funeraria, soppiantano il vecchio culto dell'inumazione ed introducono la cremazione. Canegrate introduce un nuovo stile decorativo nella ceramica che segna una rottura pressoché totale con la precedente Cultura della Scamozzina e che invece si ricollega a quello dell'area alpina nord-occidentale durante la più antica fase della Cultura dei campi di urne[1].

Il Neolitico rappresenta un periodo di "optimum climatico", dal 1600 a.C. ca. il clima si raffredda, e diviene più umido, fino a raggiungere i massimi negativi tra il 1400-1300 a.C. (Età del bronzo) ed il 900-300 a.C. (Età del ferro).

Dalle testimonianze archeologiche ritrovate, si può dedurre che l'impatto con le preesistenti popolazioni non sia stato del tutto pacifico. I ritrovamenti assolutamente tipici ed isolati non fanno pensare ad un collegamento con la precedente cultura di Polada e ad un graduale inserimento.

La popolazione di Canegrate ha mantenuto la propria omogeneità per un periodo limitato di tempo, circa un secolo, per fondersi poi con le popolazioni indigene liguri e dare origine con questa unione ad una nuova fase chiamata cultura di Golasecca[2].
È in questo contesto che va ricercata l'origine degli Orobi, popolazione che gli scrittori classici ci riferiscono localizzate in queste aree e che fondarono, tra l'altro, la città di Como.

Le tombe[modifica | modifica sorgente]

Il ritrovamento di Canegrate è tra i siti più ricchi dell'Italia settentrionale. Fu portato alla luce nel 1926 nel rione Santa Colomba e scavato sistematicamente tra il marzo 1953 e l'autunno 1956. Le tombe ritrovate sono del tipo a fossa semplice o rivestite di lastre di pietra o sassi. L'urna è in genere sprovvista del coperchio, e, alcune, sono chiuse da una piccola lastra di pietra o, per altre, capovolte nel terreno. Le urne contengono spesso anche le ceneri di più persone. Le suppellettili di bronzo depositate con le ceneri (collari, spilloni, anelli e armi) non sono doni al defunto, ma oggetti appartenenti allo stesso. I reperti, difatti, sono stati sformati dal calore del fuoco durante la cremazione. Di armi non ne sono state trovate molte, principalmente lance e coltelli. Si stima che la necropoli dovesse contenere, in origine, circa 200 tombe. Lo studio dei ritrovamenti ha svelato che circa il 60% delle tombe accoglievano ceneri di adulti mentre il 40% quelle di adolescenti o bambini.

La terracotta della cultura di Canegrate è molto rassomigliante a quella utilizzata nello stesso periodo a Nord delle Alpi (Provenza, Savoia, Isère, Vallese, Gruppo Reno - Svizzera - Francia orientale). Probabilmente era una popolazione di guerrieri proveniente dall'Europa centrale, scesa in Pianura Padana attraverso i valichi alpini svizzeri ed il Canton Ticino e si pensa ad una continuità linguistica del canegratese anche durante l'Età del ferro.

Elemento di novità maggiore è proprio la ceramica che, per quanto abbia qualche punto di contatto con la precedente Cultura della Scamozzina nel complesso se ne differenzia nettamente collegandosi direttamente con la Cultura dei campi di urne ed in particolare con i summenzionati gruppi dell'area Reno-Svizzera-Francia orientale[1]. L'apporto della Cultura dei campi di urne è particolarmente sottolineato dalla foggia e decorazione delle urne nonché dalla composizione della lega nei bronzi dei corredi funebri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Raffaele de Marinis, Liguri e Celto-Liguri in Italia. Omniun terrarum alumna, Garzanti-Scheiwiller, 1988.
  2. ^ G. Frigerio, Il territorio comasco dall'età della pietra alla fine dell'età del bronzo, in Como nell'antichità, Società Archeologica Comense, Como 1987.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianna G. Buti e Giacomo Devoto, Preistoria e storia delle regioni d'Italia, Sansoni Università, 1974
  • Raffaele de Marinis, Liguri e Celto-Liguri in Italia. Omniun terrarum alumna, Garzanti-Scheiwiller, 1988, 724 pp.gg.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]