Cantone dei Grigioni

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Cantone dei Grigioni
cantone
(DE) Kanton Graubünden
(IT) Cantone dei Grigioni
(RM) Chantun Grischun
Cantone dei Grigioni – Stemma
Cantone dei Grigioni – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Amministrazione
Capoluogo Chur wappen.svg Coira
Governo Regierungsrat, Regenza, Governo (5)
Legislatore Grosser Rat, Cussegl Grond, Gran Consiglio (120)
Lingue ufficiali tedesco, romancio e italiano
Data di istituzione 1803
Territorio
Coordinate
del capoluogo
46°51′N 9°32′E / 46.85°N 9.533333°E46.85; 9.533333 (Cantone dei Grigioni)Coordinate: 46°51′N 9°32′E / 46.85°N 9.533333°E46.85; 9.533333 (Cantone dei Grigioni)
Altitudine 585 m s.l.m.
Superficie 7 105 km²
Abitanti 193 920[1] (31-12-2012)
Densità 27,29 ab./km²
Distretti 11
Comuni 158
Cantoni confinanti Canton Glarona, Canton San Gallo, Canton Ticino, Canton Uri, Liechtenstein (FL), Lombardia (I), Tirolo (A), Trentino-Alto Adige (I), Vorarlberg (A)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 CH-GR
Targa GR
Nome abitanti grigionesi
Cartografia

Cantone dei Grigioni – Localizzazione

Cantone dei Grigioni – Mappa
Sito istituzionale

Il Cantone dei Grigioni (tedesco Kanton Graubünden; romancio: Chantun Grischun o Cantung Grischung; lombardo Canton Grisun; alemanno Kanton Graubünde o Kanton Graubündä; francese: Canton des Grisons), è il più grande ed il più orientale dei 26 cantoni della Svizzera. È anche l'unico cantone ufficialmente trilingue (tedesco, romancio e italiano).

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Monti[modifica | modifica sorgente]

Pizzo Bernina
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alpi Grigionesi.

Il Cantone è in prevalenza montuoso; la vetta più alta è il Pizzo Bernina che raggiunge i 4.049 m. Le sezioni e sottosezioni alpine che interessano il cantone sono[2]:

Il massiccio del Bernina (comprese le Alpi del Bregaglia) contiene i ghiacciai più importanti, tra i quali il Ghiacciaio del Morteratsch.

Fiumi e bacini fluviali[modifica | modifica sorgente]

I fiumi principali che interessano il Cantone sono il Reno e l'Eno, entrambi correnti sul versante settentrionale delle Alpi.

Il Reno nasce nel territorio dei Grigioni, nei pressi del Passo dell'Oberalp, e dapprima viene chiamato Reno Anteriore. Quando riceve l'affluente detto Reno Posteriore prende il suo nome definitivo. Attraversata la città di Coira il Reno lascia il Cantone ed entra nel Canton San Gallo. I principali affluenti del Reno nel Canton Grigioni sono: l'Albula, il Plessur ed il Landquart.

L'Inn/Eno nasce nel territorio del Cantone nei pressi del Passo del Maloja e dopo aver percorso l'alta e bassa Engadina lascia il cantone per entrare nel Tirolo austriaco. I suoi affluenti principali nel cantone sono: il Flaz, il Beverin, l'Ova Chamuera, l'Ova Trupchun, lo Spöl/Aqua Granda, il Vallember, l'Aua da Sampuoir ed il Clemgia. L'Inn appartiene al bacino idrografico del Danubio.

Vi è inoltre una serie di torrenti che scorrono sul versante meridionale delle Alpi e le cui acque finiscono in Italia.

Il più importante di questi corsi d'acqua è la Moesa. Nasce nei pressi del Passo del San Bernardino nel Cantone, attraversa la Val Mesolcina, poi passa nel Canton Ticino, terminando nel Ticino, affluente del Po. Il principale affluente della Moesa è la Calancasca.

Il Mera nasce nel Cantone, sui monti del Maloja presso il Passo delle Sette Vie, percorre la Val Bregaglia poi entra in Italia, in Provincia di Sondrio, dove si getta nell'Adda, affluente del Po.

Un altro fiume è il Poschiavino, che nasce sotto la Forcola di Livigno nel Cantone; passato in Italia anch'esso termina nell'Adda.

Infine, il Rio Ram nasce nei Grigioni, in Val Monastero, attraversa la porzione italiana della Valle, sita in Alto Adige, e infine si getta nell'Adige.

Laghi[modifica | modifica sorgente]

Il Cantone non è particolarmente ricco di laghi importanti come altri cantoni della Svizzera. I laghi principali che interessano il Cantone dei Grigioni sono: il Lago Dosso a S.Bernardino, il Lago di Cama, il Lago del Gallo, il Lago di Marmorera, il Lago di Poschiavo, il Lago di St. Moritz, il Lago di Sils ed il Lago di Silvaplana.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

La denominazione di Grigioni, o Grisoni per indicare le comunità sovrane del Libero Stato delle Tre Leghe risale alle Guerre d'Italia. È infatti con questo nome che Francesco Guicciardini designa i soldati delle Tre Leghe che presero parte alla conquista del Ducato di Milano a fianco degli Svizzeri. L'utilizzazione di questa denominazione è legata alla forza e al prestigio della Lega Grigia, che annoverava tra i suoi membri, oltre ai comuni giurisdizionali (Gerichtgemeinde), potenti signori territoriali come il Principe-Abate di Disentis/Mustér, il Vescovo di Coira e il Sacro Romano Imperatore, nella sua veste di Signore di Rhäzüns. L'invasione francese del 1798 segnò la fine del Libero Stato delle Tre Leghe. Antichi alleati degli Svizzeri dal tempo delle Guerre di Svevia (1499), i Grigioni furono ridotti da Napoleone al rango di provincia della nuova Repubblica Elvetica, sotto l'egida della Francia rivoluzionaria. La creazione del Cantone dei Grigioni risale dunque all'Atto di Mediazione del 1803, con il quale l'Imperatore dei francesi mise fine all'esperienza della Repubblica Elvetica di tipo centralista.

Stemma e bandiera[modifica | modifica sorgente]

Flag of Canton of Graubünden.svg

Gli stemmi delle Tre Leghe formano quindi lo stemma del Cantone dei Grigioni. Il primo quarto in nero e argento è la Lega Grigia, il secondo quarto in azzurro e oro è la Lega delle Dieci Giurisdizioni, mentre lo stambecco nero rampante è l'emblema della Lega della Ca' di Dio.

Fino all'invasione francese le truppe del Libero Stato usavano ciascuna le bandiere da guerra delle rispettive comunità (Comun grandi, signorie) o delle Leghe. Il 5 maggio 1803 fu stabilito il nome e lo stemma del nuovo cantone, che si componeva di una giustapposizione delle armi delle Tre Leghe, sostenute dai rispettivi patroni: San Giorgio per la Lega Grigia, la Vergine Maria per la Lega della Ca' di Dio e il selvaggio per la Lega delle Dieci Giurisdizioni.

Tale soluzione non rispettava tuttavia le regole di base dell'araldica tradizionale. Successivamente, l'8 novembre 1932 il Consiglio federale avallò lo stemma attuale, accettato dalle autorità grigionesi in quanto combinazione riuscita degli elementi fondanti l'identità retica. Nel febbraio 1933 il Consiglio federale promulgò definitivamente l'uso delle arme attuali.

Gli stemmi delle Tre Leghe[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Repubblica delle Tre Leghe.
il Canton Grigioni nel Cinquecento

Gli stemmi delle Tre Leghe riportati sulle attuali armi e sulla bandiera del Cantone dei Grigioni sono una semplificazione di quelli originari delle Tre Leghe.

Lo stemma della Lega Grigia (detta anche Lega Superiore, Oberer Bundt), risalente al XV secolo, presentava alternativamente una croce d'argento in campo rosso oppure uno scudo inquartato di grigio e bianco, talvolta con una croce inquartata con colori invertiti. L'uso dello scudo partito di argento e nero data dei secoli XVII e XVIII. Le armi della Lega Grigia erano sovente rappresentate accanto a San Giorgio, santo patrono della Lega.

Le armi della Lega delle Dieci Giurisdizioni risalgono al 1518 e nelle rappresentazioni pittoriche e a stampa si confondevano con quelle della Lega Grigia: lo scudo era attraversato da una croce inquartata con colori invertiti. I colori dovevano essere simili a quelli della Lega Grigia. Questo inconveniente determinò l'aggiunta di un "uomo selvatico" con una corona di quercia e che teneva nella sua destra una bandiera gialla e blu e nella sinistra un albero di pino sradicato. I colori oro e blu sono tramandati già da uno stemma in vetro risalente al 1548.

Lo stambecco è l’emblema della Lega della Casa di Dio. Una prima rappresentazione dello stemma - che era in origine quello del Vescovo di Coira - si trova nella Cattedrale di Coira, risalente al 1252. Infatti lo stambecco compare per la prima volta in un documento del 1291 e sui sigilli dei vescovi Johannes Pfefferhard intorno al 1325 e Ulrich Ribi intorno al 1331.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Nel I millennio a.C. ovvero nell'età del ferro, il territorio degli attuali Grigioni, come tutta la parte centrale dell'arco Alpino, era abitata da popolazioni retiche.

Augusto si impadronì di questi territori nel 15 a.C., nell'ambito della conquista dell'arco alpino, e li assegnò alla provincia di Rezia dell'Impero Romano. Con la riforma dioclezianea l'area degli attuali Grigioni venne a far parte della provincia Raetia Prima di cui era capoluogo proprio Curia Raetorum, l'odierna Coira. La provincia era parte della prefettura d'Italia.

In seguito all'introduzione del Cristianesimo a Coira venne fondata la prima diocesi a nord delle Alpi e tutta l'area divenne parte di tale diocesi.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell'Impero Romano la Rezia seguì le sorti dell'Italia, della cui prefettura aveva fatto parte, e perciò cadde sotto il dominio prima degli Eruli e poi degli Ostrogoti. Nel 536, tuttavia, l'area fu conquistata dai Franchi e perciò dopo l'800 divenne parte del Sacro Romano Impero.

Nell'806 la diocesi di Coira da suffraganea dell'archidiocesi di Milano, divenne suffraganea di quella di Magonza in Germania. Così come in seguito alla disgregazione dell'Impero Carolingio l'area fu assegnata al regno di Germania. All'interno di questo regno la Rezia fece parte del ducato di Svevia. Fra i principali vassalli del Duca nel terriroio retico emersero il vescovo di Coira, l'abate di Disentis, il conte di Toggenburg; territori più piccoli erano infeudati a conti e signori laici.

Nel XIII secolo penetrarono nell'area da occidente i Walser, un popolo germanofono originario del Vallese, e s'istallarono sugli altipiani di alpeggio. Contemporaneamente, altre popolazioni alemanne si insediarono lentamente nel nord , nella regione di Coira. Tuttora, le due popolazioni germaniche dei Grigioni rimangono distinte. Accanto a questi gruppi germanici sono rimasti i gruppi romanzi dei Romanci e degli Italiani.

Territori delle tre leghe

Alla fine del Medio Evo, scomparso il ducato di Svevia nel 1268 per l'estinzione degli Staufen, si formarono tre leghe per difendersi dall'egemonia dei feudatari locali. Innanzitutto nacque, nel 1367, la Lega della Ca' di Dio (Gottes Haus) in Engadina, contro il vescovo-conte di Coira. Questa fu seguita dalla Lega Grigia (Grauer Bund) nel 1395 nelle valli del Reno Anteriore e Posteriore. Una terza lega fu formata nel 1436 da dieci baliaggi precedentemente sottoposti all'autorità della contea di Toggenburg, quando la casa di Toggenburg si estinse. Questa lega, che occupava il nord degli attuali Grigioni, fu chiamata Lega delle Dieci Giurisdizioni (Zehngerichtebund).

La prima tappa verso la formazione de Canton Grigioni ebbe luogo nel 1450 quando la Lega delle Dieci Giurisdizioni si alleò con la Lega della Ca' di Dio. Nel 1471 queste due leghe si allearono con la Lega Grigia. Nel 1497, dopo che gli Asburgo ebbero ereditato i territori della estinta casa di Toggenburg[3], le tre leghe si allearono a loro volta con la Confederazione[4] e combatterono al suo fianco nella Guerra sveva tre anni più tardi. Gli Asburgo furono vinti nelle battaglie della Calva e di Dornach, portando al riconoscimento della Confederazione Svizzera e dei suoi alleati. Nonostante ciò, quella fra le Tre Leghe rimase un'associazione blanda fino al Bundesbrief del 23 settembre 1524[5]. Suoi membri sovrani rimanevano, infatti, i comuni giurisdizionali.

Età Moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1512 l'esercito delle Tre Leghe conquistò la ricca Valtellina e le contee di Chiavenna e di Bormio, cacciandone i Francesi che in qual momento occupavano il Ducato di Milano. Nel 1518 le Tre Leghe firmarono un trattato di pace con l' Imperatore Massimiliano. Gli ultimi residui poteri giurisdizionali del Vescovo di Coira furono aboliti nel 1526. Le Guerre di Musso avvicinarono ulteriormente le Tre Leghe alla Confederazione Svizzera.

Più di metà dei comuni grigioni (fra cui Coira) aderirono alla Riforma Protestante e la Bibbia fu il primo libro ad essere tradotto in romancio. Le Tre Leghe furono i soli membri della Confederazione ad essere coinvolti nella Guerra dei Trent'Anni[6]. Il popolo era diviso fra il partito Protestante, sostenuto dalla Francia e da Venezia, e quello Cattolico, appoggiato dagli Asburgo di Austria e Spagna. Le potenze in questione erano interessate ad interferire negli affari religiosi della regione per poter controllare i passi alpini.

Jürg Jenatsch

La guerra di religione che si svolse nei futuri Grigioni fra il 1618 ed il 1639 come riflesso locale della guerra dei Trent'Anni, è ricordata con il nome di Torbidi grigionesi (Bündner Wirren) ed in particolare il conflitto relativo ai territori sul versamente meridionale delle Alpi è detto Guerra di Valtellina. Essa ebbe inizio nel 1618 quando il giovane e fanatico comandante dei Protestanti Jürg Jenatsch fece torturare a morte l'arciprete Nicolò Rusca di Sondrio. In risposta, Giacomo Robustelli, membro della famiglia Planta che guidava i Cattolici, organizzò un esercito di ribelli. La sera del 18 luglio 1620 essi marciarono su Tirano e vi uccisero i Protestanti locali, poi proseguirono la loro marcia su Teglio, Sondrio e più giù nella Valle, uccidendo tutti i Protestanti che trovassero. Le vittime di quello che è stato chiamato il Sacro macello furono fra le 500[7] e le 600[8] persone.

Per rappresaglia nel 1621 Jenatsch guidò i Protestanti all'assalto del castello di Rietberg, residenza della famiglia Planta, in Engadina.[9] Lì uccisero il capofamiglia Pompeo Planta.[10] La reazione degli Spagnoli non si fece attendere: il duca di Feria, allora governatore di Milano, inviò truppe in appoggio ai cattolici che occuparono tutto il territorio degli odierni Grigioni ed impose una pacificazione forzata, imponendo il diritto passaggio degli Spagnoli attraverso il territorio e il ripristino della fede cattolica in Valtellina; inoltre vennero assegnate all'Austria la Val Monastero, la bassa Engadina e la valle di Prättigau.[7] Tuttavia, nel 1622 la valle di Prättigau si ribellò e cacciò gli Austriaci dal proprio territorio.[11]

Conseguentemente, le Tre Leghe si allearono con la Francia, la Savoia e Venezia, affinché la loro causa fosse regolata nell'ambito della diplomazia internazionale. Ed infatti la Pace di Monzón del 1626 fra Francia e Spagna stabilì la restituzione della Valtellina ai Grigioni, ma nel contempò garantì la libertà religiosa della Valle. La Spagna, tuttavia, non ottemperò agli accordi e le truppe spagnole rimasero in Valtellina. Nel 1634 truppe francesi al comando di Enrico II di Rohan cacciarono gli Spagnoli. Quando però Jenatsch si rese conto che la Francia non era affatto intenzionata a restituire ai Grigioni le terre liberate, cominciò a stabilire trattative segrete con gli Asburgo (il cosiddetto Kettenbund) e nel 1635 abiurò e si convertì al cattolicesimo. Nel 1637 comandò una rivolta che portò alla cacciata del duca di Rohan e dei Francesi dalla Valtellina e dalle altre terre dei Grigioni. L'accordo definitivo fu trovato nel 1639: in base ad esso la Valtellina tornava sotto la sovranità delle Tre Leghe, ma con il divieto di residenza per i protestanti: salvo i funzionari governativi, nessun protestante poteva dimorare in Valtellina più a lungo di tre mesi. Nel 1649 e nel 1652 furono infine firmati trattati con l'Austria, per i quali la val Monastero e la Bassa Engadina tornavano alle Leghe[7].

Intanto la pace di Vestfalia del 1648 aveva riconosciuto l'indipendenza delle Leghe e della Svizzera dal Sacro Romano Impero.

Età Contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel 1797 Napoleone assegnò la Valtellina alla Repubblica Cisalpina e da allora la Valle ha seguito le vicende politiche dell'Italia. Il 21 aprile 1799 le restanti terre delle Tre Leghe entrarono a far parte della Repubblica Elvetica come Cantone di Rezia. L'Atto di Mediazione del 1803 restituì al cantone il nome di Grigioni e nello stesso anno l'exclave di Tarasp fu annessa al Cantone. La costituzione cantonale risale al 1892.[12]. Gli stemmi delle Tre Leghe furono combinati nel moderno stemma cantonale nel 1933.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Vista della regione di St. Moritz, nell'Engadina alta

Agricoltura e turismo sono i pilastri dell'economia del cantone. L'agricoltura è basata sulla silvicoltura e sul pascolo estivo di montagna, soprattutto di pecore e capre. L'economia monetaria è molto presente a Roveredo, il piccolo centro mesolcinese è nelle 7 piazze finanziarie più importanti del cantone.

Il turismo è concentrato nelle montagne, specialmente attorno alle città di Davos e Arosa, Laax e St. Moritz, Pontresina e tutta l'Engadina. Ci sono, comunque, svariate località di villeggiatura nel cantone. Attorno a Coira è attiva la produzione di vino. Coira è anche un centro industriale. Una medio-grande zona industriale di montagna esiste anche a San Vittore, nel circolo di Roveredo.

Nelle valli meridionali di Mesolcina e Poschiavo si coltivano mais e castagne. Specialmente la Mesolcina può vantare centinaia di turisti provenienti dal nord delle Alpi in cerca di castagne, la zona di Roveredo è una delle più quotate dai cercatori di castagne.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

I Grigioni sono noti per una deliziosa prelibatezza a base di carne essiccata chiamata Carne secca (Bündnerfleisch). Assomiglia molto alla bresaola e si ottiene con lo stesso procedimento di lavoro. Un altro prodotto tipico è la torta di noci: una specie di crostata con un dolce ripieno di noci e miele.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

I Grigioni sono una meta turistica molto rinomata e ricca di località da sempre ricercate. Ricordiamo St. Moritz, Davos, Lenzerheide, Arosa, etc. Circa il 60% della popolazione del Cantone è impiegato nel settore del turismo.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La popolazione dei Grigioni era di 188.762 abitanti nel 2007 di cui 28.008 (o il 14,84%) erano stranieri.[13].

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione linguistica nei Grigioni

I Grigioni hanno tre lingue ufficiali: il tedesco, il romancio e l'italiano. Le tre lingue, tuttavia, non sono uniformi nelle loro varianti regionali. I rapporti linguistici sono variati con il tempo in quanto fino al XIX secolo la lingua più diffusa era il romancio, sostituito progressivamente dal tedesco.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti regionali dell'Ufficio federale di statistica 2012
74,6% madrelingua tedesca
12,0% madrelingua italiana
15,2% madrelingua romancia

Tedesco[modifica | modifica sorgente]

Il tedesco, parlato nel nord-ovest (54%) nelle varianti regionali:

Romancio[modifica | modifica sorgente]

Il romancio, diffuso in Engadina, Val Monastero e attorno a Disentis/Mustér (31%) Per il romancio si parla:

  • Sursilvano nella Surselva, che è anche la regione linguisticamente più compatta;
  • Sottosilvano al centro dei Grigioni;
  • Surmirano al centro dei Grigioni;
  • Putér e Vallader in Engadina
  • Jauer in Val Monastero.

Dal 1982 si tenta di raggruppare le varie varianti in una lingua standard.

Italiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grigioni italiano.

L'italiano è parlato nel Grigioni italiano, che consiste delle valli Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo, come pure del villaggio Maloggia, nei comuni di Sankt Moritz (21,83 %), Pontresina (16,2%) e Bivio (29,4%). L'italiano è presente in condizioni di diglossia con il lombardo, che non ha però status ufficiale.

Per il lombardo si parlano varianti del ramo insubre:

  • Bregaliot in Val Bregaglia, a Maloggia e a Bivio, una variante del lombardo-insubre con substrato ed influssi romanci;
  • Pusciavin in Valposchiavo, molto simile al dialetto valtellinese;
  • Dialetti propri nelle Valli Mesolcina e Calanca, simili a quelli delle valli dell'Alto Ticino.

A differenza della Bregaglia e della Val Poschiavo, la Valle Mesolcina non ha un unico dialetto. Nella zona meridionale della valle (Bassa Mesolcina o circolo di Roveredo) si parla un dialetto che di paese in paese presenta soltanto delle differenze lessicali e non grammaticali. Nella zona settentrionale della Mesolcina, meglio San Bernardino, Mesocco e Soazza si parla un dialetto completamente diverso da quello parlato a Roveredo e nei suoi dintorni. Il dialetto "bassomesolcinese" se così possiamo chiamarlo è parlato nei comuni di San Vittore, Roveredo, Grono, Verdabbio e Cama, nelle rispettive zone di Carasole, Nadro (comune della val Calanca situato sotto Castaneda e sopra Grono e a Norantola.

Religione[modifica | modifica sorgente]

A causa della sovranità di ogni singolo comune, nel XVI secolo ognuno di questi poté mantenere la propria autonoma Confessione. Fläsch fu il primo comune nel Cantone ad aderire alla Riforma, poi venne Sant'Antonio ed altri comuni. Il Canton Grigioni è quindi uno dei cantoni "paritetici" in cui le confessioni si dividono ugualmente tra Protestantesimo e Cattolicesimo. A prevalenza cattolica è l'alta valle del Reno con la Val Lumnezia (esclusi la Val Stussavgia e Waltensburg/Vuorz), così come la Val Sursette (escluso Bivio) e la media valle del Landwasser (escluso Bergün/Bravuogn), la Mesolcina e la valle di Poschiavo. A prevalenza riformata sono la Prettigovia, l'alta Valle del Landwasser, l'Engadina (esclusi Tarasp e Samnaun), la Val Bregaglia e la Schanfigg. La Domigliasca e la Val Monastero non vedono prevalenze.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

I primi dieci comuni grigionesi per numero di abitanti sono:

Stemma Comune Abitanti
Superficie
in km²
Distretto
Coira Coira 34087 28,09 Plessur
Davos Davos 11156 283,98 Prettigovia/Davos
Landquart Landquart 8458 18,86 Landquart
Domat/Ems Domat/Ems 7448 24,22 Imboden
St. Moritz St. Moritz 5147 28,69 Maloggia
Klosters-Serneus Klosters-Serneus 3909 193,12 Prettigovia/Davos
Poschiavo Poschiavo 3575 191,01 Bernina
Samedan Arosa 3310 154,79 Plessur
Zizers Zizers 3192 11,01 Landquart
Trimmis Trimmis 3100 42,87 Landquart

Distretti[modifica | modifica sorgente]

Distretti del Canton Grigioni

Il Canton Grigioni è diviso in 11 distretti. I distretti seguono tendenzialmente i confini naturali tra le valli e sono divisi in 39 Circoli:

  • Albula con i circoli di Alvaschein, Belfort, Bergün/Bravuogn e Surses
  • Bernina con i circoli di Brusio e Poschiavo
  • Hinterrhein/Reno Posteriore con i circoli di Avers, Domigliasca, Rheinwald, Schams e Thusis
  • Imboden con i circoli di Trins e Rhäzüns
  • Inn con i circoli di Ramosch, Sur Tasna, Suot Tasna e Val Müstair
  • Landquart con i circoli di Maienfeld e Fünf Dörfer
  • Maloggia con i circoli di Bregaglia e Alta Engadina
  • Moesa con i circoli di Calanca, Mesocco e Roveredo
  • Plessur con i circoli di Coira, Churwalden e Schanfigg
  • Prettigovia/Davos con i circoli di Davos, Jenaz, Klosters, Küblis, Luzein, Schiers e Seewis
  • Surselva con i circoli di Disentis/Cadi, Ilanz/Foppa, Lumnezia/Lugnez, Ruis/Rueun e Safien/Stussavgia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistik Schweiz – STAT-TAB: Ständige und Nichtständige Wohnbevölkerung nach Region, Geschlecht, Nationalität und Alter
  2. ^ Nell'ordine delle sezioni individuato dalla SOIUSA.
  3. ^ [www.hls-dhs-dds.ch/textes/i/I7391.php Dizionario Storico della Svizzera, Grigioni, 3.1.4]
  4. ^ [www.hls-dhs-dds.ch/textes/i/I2641.php Dizionario Storico della Svizzera]
  5. ^ [www.hls-dhs-dds.ch/textes/i/I7391 Dizionario Storico della Svizzera, Grigioni, 3.2.4]
  6. ^ Nouvelle histoire de la Suisse et des suisses/II, Payot Lausanne, Lausanne, 1983
  7. ^ a b c Schwizer Geschichte (DE) consultato il 28 febbraio 2014
  8. ^ [www.hls-dhs-dds.ch/textes/i/I24652.php Dizionario Storico della Svizzera]
  9. ^ Graubünden's religious history
  10. ^ Terence MacNamee, DNA tests aim to identify 17th century figure in Swissinfo.com, 17 aprile 2012. URL consultato il 20 aprile 2012.
  11. ^ {[www.hls-dhs-dds.ch/textes/i/I28698.php]
  12. ^ [www.hls-dhs-dds.ch/textes/i/I7391.php]
  13. ^ Bundesamt fur Statistik (Federal Department of Statistics), Ständige Wohnbevölkerung nach Staatsangehörigkeit, Geschlecht und Kantonen (Microsoft Excel), 2008. URL consultato il 5 novembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R.Jenny, Wappenbuch des Kantons Graubünden, Cancelleria dello Stato dei Grigioni, Coira, 1982.
  • G.Vignoli, I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana, Milano, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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