Osogna
| Osogna comune |
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Osogna vista da Pai (Lodrino) |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Riviera | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°18′45″N 8°59′05″E / 46.312500°N 8.984722°ECoordinate: 46°18′45″N 8°59′05″E / 46.312500°N 8.984722°E | ||||
| Altitudine | 274 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 18,97 km² | ||||
| Abitanti | 1 040 (2009) | ||||
| Densità | 54,82 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Arvigo (GR), Biasca, Cauco (GR), Cresciano, Iragna, Lodrino | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6703 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5286 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Circolo | Riviera | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Osogna[1] (Osögna in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino. L'ampio centro rimasto intatto, sviluppatosi prevalentemente lungo la strada cantonale, fino al 1798 fu sede della residenza del balivo di Uri, Svitto e Unterwalden, amministratore dei domini della Riviera.
Indice |
[modifica] Geografia
Osogna è a 15 km a Nord di Bellinzona e a 5 km a Sud di Biasca, sulla sponda sinistra del fiume Ticino. La cima più alta è il Torrone d'Orza o Torrone Alto (2952 m s.l.m.). Il torrente Nala divide in due il villaggio. Il torrente Boggera segna il confine con Cresciano. Le rocce della regione sono lo gneiss e il granito. La vegetazione è costituita da latifoglie (faggio, castagno) fino a 900 m s.l.m. ed in seguito da conifere (abete, larice) fino a 2000 m s.l.m.
[modifica] Storia
La località viene nominata per le prima volta in un documento del 1299. Tombe romane sono state trovate presso il torrente Nala.
L'agricoltura era l'attività principale della popolazione. Le castagne costituivano un frutto importante per l'alimentazione. La vigna era pure coltivata nei luoghi più propizi[2]. Il grano e la segale erano coltivati per il fabbisogno locale. I covoni di grano erano battuti e messi a seccare sulla "rascana" (una struttura in legno come una scala a pioli molto larga) nella zona chiamata appunto "Rascana".
Nella valle di Osogna c’erano molti animali selvaggi. L'ultimo orso è stato ucciso da Francesco Antonio Mattei nel 1837[3]. Tra il 1808 e il 1837 furono uccisi a Osogna ben 15 orsi. Il Cantone versava una gratificazione di 50 lire di Milano per ogni orso ucciso (bisognava consegnare la zampa destra).
Il villaggio era un luogo di passaggio sulla strada del San Gottardo. Alcune osterie si occupavano dei passeggeri e dei cavalli che si fermavano per la notte.
Il fiume Ticino allagava sovente i prati e i campi del piano. Ancora oggi, malgrado i ripari, capita che alcune zone vengano allagate.
L'industria del granito si è sviluppata con l'apertura della ferrovia del Gottardo. Nel 1899 lavoravano ben 1500 operai nelle cave di Osogna: era una delle principali industrie ticinesi, molto dipendente dall'attività edilizia. Nel 1908 la produzione era già diminuita di metà e la concorrenza del cemento armato diventava sempre più forte. Gli operai provenivano dall'Italia e la silicosi era una malattia professionale tipica per gli scalpellini. Gli scioperi per ottenere delle migliori condizioni di lavoro e di salario erano frequenti. Le ultime cave erano attive fino al 1960. Oggi, le cave ancora aperte si trovano a Cresciano.
L'apertura della ferrovia del Gottardo (nel 1882) permise a diversi abitanti di lavorare come operai per la manutenzione della linea, meccanici alle officine di Biasca e Bellinzona o ferrovieri sui treni.
Dopo la prima guerra mondiale, la scuola elementare di Osogna era conosciuta nel Cantone e all'estero poiché la maestra Giovannina Mattei-Alberti praticava il metodo Maria Montessori.
L'emigrazione verso gli Stati Uniti e l'America latina è stata molto forte nel XIX secolo e fino alla seconda guerra mondiale[4].
Osogna è stata capoluogo di baliaggio dal 1573 al 1798 ed è capoluogo del Distretto di Riviera dal 1803. Il landfogto rappresentava il potere dei tre cantoni sovrani (Uri, Svitto e Untervaldo) e amministrava la giustizia. Le esecuzioni capitali avevano luogo alla "Giustizia" fra Biasca e Osogna (ad esempio quelle comminate ad assassini, stregoni, eretici e streghe).
[modifica] la Parrocchia di Osogna
La parrocchia di Osogna riunisce i cattolici di Osogna. La chiesa parrocchiale[5], dedicata ai Santi Gratiniano e Felino, è del 1498[6] . Ci sono due altre chiese nel villaggio: la chiesa di santa Maria[7] (fine medioevo, con un'ancòna gotica di Ivo Striegel), costruita sulle fondamenta di un antico castello, e la chiesa di Santa Pietà (1699-1729)[8].
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[9] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[10].
Ente pubblico ancora più antico del comune, il patriziato di Osogna possiede tutta la zona montana, in particolare i boschi e i pascoli della valle di Osogna. Questo ente risale alla vicinia del medioevo.
Un regolamento della vicinanza di Osogna del 1410 precisa che se una famiglia ha più di 10 capre deve pagare una decima (un capretto buono). Interessante è pure il resoconto dell'assemblea dei vicini del 3 agosto 1448. Si decide la locazione di un edificio per una segheria. I presenti erano designati solo con il nome (Giacomo da Cornon o Giuseppe da Roncasc).
Il godimento dei pascoli durante l'estate era diviso fra le famiglie patrizie (boggia di Casnedo per la famiglia Pellanda, boggia di Örz per la famiglia Jemetti, boggia di Otri per la famiglia Mattei). Questa attività agricola tipica delle regioni alpine (transumanza statica: si cominciava a salire sui primi monti per terminare sui pascoli a 2000 m s.l.m. alla fine dell'estate) è stata abbandonata nel 1950.
Il patriziato è proprietario del rifugio d'Örz, rifugio alpino ricavato col restauro di un vecchio alpeggio, situato a 2087 m di altitudine nella valle d'Osogna[11].
[modifica] Le antiche famiglie patrizie
- Guidi, Jemetti, Malaguerra, Mattei, Negrini, Pellanda.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Alberto Pellanda dal 04/06/2008
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
- La chiesa parrocchiale dei Santi Felino e Gratiniano[12] (Graziano)[13] fondata nel 1258[14].
- La cappella di San Rocco, una costruzione quadrata aperta su tre lati mediante arcate, coperta da una volta crociera e ornata di affreschi raffiguranti la Crocifissione, Episodi della vita del santo titolare e angeli musicanti, del XVII secolo. L'inferriata è seicentesca.
- La chiesa di Santa Maria del Castello[15][16].
- La Chiesa della Santa Pietà a sud-est del villaggio, sul versante della montagna.
[modifica] Edilizia civile
- La casa comunale, antico pretorio, già sede del tribunale ora trasformato in sede del municipio.
- L'ex dimora del balivo, costruzione cinquecentesca accanto alla chiesa parrocchiale.
- La casa d'abitazione con giardino, di fronte alla casa comunale, presenta facciata con pregevoli decorazioni pittoriche del 1891: finte architetture e un vasto campionario di motivi ornamentali.
- La scuola dell'infanzia (oratorio di San Nicolao) a sud-ovest del villaggio, sul versante della montagna, eretto nel 1913 da Andrea Ghiringhelli; è una costruzione classicheggiante con risalto mediano e piccolo campanile a vela.
- Il ponte in sasso costruito nel XIX secolo.
[modifica] Edilizia militare
- Lo sbarramento difensivo "Linea LONA" (LOdrino-OsogNA) è un'opera di fortificazione militare composta da 23 fortini d'artiglieria e da una serie di blocchi anticarro di cemento armato posti su una linea che attraversa tutto il fondovalle, da Lodrino fino ad Osogna. Fu iniziata nel 1939 e continuata negli anni quaranta, durante la seconda guerra mondiale, con lo scopo di fermare eventuali attacchi provenienti dall'Italia, il cui Regio Governo rivendicava il territorio ticinese in quanto situato entro il confine naturale delle Alpi[17].
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Osogna sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Ciò si può desumere dalla corrispondenza del duca di Milano a Giovanni Molo, vicario di Claro e Osogna. Siamo nel 1459 e Giacomo da Cornon vuole costringere il comune a ricostruire il muro della sua vigna, indebitamente abbattuto.
- ^ Barelli Marzio, Lupi, orsi, linci e aquile, JAM Edizioni, Prosito, 2005, p. 127
- ^ Cf. Emigrazione ticinese
- ^ Chiesa parrocchiale - Inventario dei beni culturali
- ^ Deve trattarsi di un ingrandimento poiché un documento del 1299 menziona già la chiesa dei santi Gratiniano e Felino
- ^ Santa Maria del Castello - Inventario dei beni culturali
- ^ Santa Pietà - Inventario dei beni culturali
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Rifugio d'Őrz.
- ^ Santi Graziano e Felino, soldati perugini
- ^ Gilardoni, 1967, 471-472.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 212, 241.
- ^ Gilardoni, 1967, 471.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 215, 241.
- ^ La linea LONA
[modifica] Bibliografia
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 245-246.
- Eligio Pometta, Il Comune libero di Osogna nel 1400, in Bollettino storico della Svizzera Italiana, 1935, 82-85.
- Diego Malaguerra, Associazioni padronali e sindacati operai nell'industria del granito ticinese, Pedrazzini, 1958.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 42, 301, 323, 471-472.
- Aldo Pedraita, Gli ultimi animali feroci del Cantone Ticino, Il Nostro Paese, marzo 1969.
- Agostino Robertini et alii, Osogna, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 282-292.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 37-39.
- Giorgio Cheda, L'emigrazione ticinese in California, Armando Dadò, Locarno 1981.
- Vittorio F. Raschèr (a cura di), Materiali e documenti ticinesi, Serie II (Riviera), Casagrande, Bellinzona 1993.
- Luciano Moroni Stampa, Giuseppe Chiesi, Ticino ducale, Bellinzona, 1994.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 28, 65, 69-70.
- Harold Baumann, 1907-2007: Hundert Jahre Montessori-Pädagogik, Haupt, 2007.
- Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 207, 220, 241.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Osogna
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Osogna
- Patriziato di Osogna
- Ufficio di statistica del Canton Ticino
- Elezioni comunali 2008
- Inventario delle vie di comunicazione: Osogna
- Mappa geografica.