Balerna
| Balerna comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Mendrisio | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°51′05″N 9°00′15″E / 45.851389°N 9.004167°ECoordinate: 45°51′05″N 9°00′15″E / 45.851389°N 9.004167°E | ||||
| Altitudine | 305 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 2,60 km² | ||||
| Abitanti | 3 421 (2009) | ||||
| Densità | 1 315,77 ab./km² | ||||
| Frazioni | Sant'Antonio, Pontegana, Caslaccio, Mercole, Bisio, Marediga, Fontana, Perla, Passeggiata, Ciarello | ||||
| Comuni confinanti | Castel San Pietro, Chiasso, Coldrerio, Morbio Inferiore, Novazzano | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6828 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5242 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Nome abitanti | balernitani | ||||
| Circolo | Balerna | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Balerna[1] è un comune svizzero del Canton Ticino, situato in collina in posizione soleggiata. Gli abitanti vengono chiamati in dialetto ticinese sgüramedai ['ʒgy:ramedai] (lucida medaglie; pronuncia, poi per praticità e simpatia abbreviato a sgüra (['ʒgy:ra]).
Indice |
[modifica] Storia
La località abitata sin dall'antichità è posta lungo un importante asse di transito. Nell'Alto Medioevo divenne sede di una chiesa pubblica e fu attorniata da insediamenti di carattere agricolo e difensivo. Documentata dal 10 luglio 789 quando Peresendo di Rogiallo condonò al cugino Totone l'indennizzo dovuto per l'omicidio di Gaudenzio, servo dei Gunianti e Rutcaossi di Balerna, ricevendo tuttavia 30 soldi d'argento[2].
Il 9 giugno 1188 Marchisio Scotica, prete e canonico della collegiata di San Vittore di Balerna, coll'aiuto degli altri canonici a San Pietro d'Uggiate e Riva San Vitale comperò da Gerardo di Coldrerio un campo, alla presenza del giudice Guilizone di Como[3].
Dopo due secoli di dipendenza dal vescovo di Como, nel 1335 Balerna passò sotto il dominio dei Visconti insieme alla città lariana. Nel 1521 cadde definitivamente sotto il controllo dei Cantoni confederati svizzeri.
Il 26 giugno 1559 Pietro della Torre, arciprete di Balerna fu arrestato, torturato e destituito per le oscene azioni commesse. La condanna fu commutata ad una multa di 100 corone ed all'ostracismo dal paese; il 25 giugno 1573 fu concesso al landfogto di trasportare il Tribunale da Balerna a Mendrisio a causa dei frequenti attacchi con armi da fuoco contro la sede nella casa comunale attuati da banditi[4].
Il 24 maggio 1799 il Congresso del distretto di Mendrisio riunitosi a Balerna abolì le leggi elvetiche e dichiarò nulla l'amnistia per i patrioti[5].
[modifica] Cronaca
Balerna si è resa nota il 16 settembre 2003 per lo scandalo del buco milionario presso la banca locale. Il vicedirettore operò, in diversi anni, su cambi e causò un buco di oltre 95 milioni di franchi. La colossale perdita è stata scoperta poiché lo stesso vicedirettore si era costituito. Per la colossale malversazione tutti i dipendenti man mano sono stati allontanati dalla banca.
[modifica] Personalità
- L'avvocato e notaio Giovanni Battista Monti, liberale moderato, Consigliere di Stato, scrittore e saggistia in materia giuridica.
- Il cardinale Gilberto Agustoni prefetto della Segnatura Apostolica dal 1994 al 1998 è originario del borgo
- Il professore universitario e letterato Pio Fontana, critico, scrittore e saggista.
[modifica] Chiesa cattolica romana
In ambito ecclesiastico cattolico cristiano a Balerna si trova la pieve (sede principale) del Mendrisiotto[6].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Monumenti e oggetti d'arte sono inseriti nell'elenco dei Beni culturali del Canton Ticino.
[modifica] Edilizia religiosa
- La chiesa collegiata di San Vittore martire[7] presenta il secondo campanile di antica costruzione più alto del Cantone Ticino.
- La chiesa di San Giovanni Battista e della Vergine[8] annessa alla parrocchiale.
- La chiesa-oratorio di Sant'Antonio da Padova[9] a Cereda[10].
- La chiesa-oratorio dell'Addolorata[11] a Pontegana[12].
- L'antico ossario[13] a nord della Collegiata venne trasferito nel 1927 sul posto attuale a seguito della costruzione della strada cantonale.
- Il cimitero monumentale, in via San Gottardo, è una costruzione neoclassica semicircolare con cappella centrale e ali in emiciclo di Giovanni Tarchini del 1838, cui si devono pure le cappelle frontali delle famiglie Monti e Melzi d'Eril, del 1855, le tombe private della fiancata nord del 1864, e le cappelle Flori e Fortini (con Angelo in marmo di Pietro Bernasconi[14]) sul fronte dell'entrata. Ampliamenti e restauri negli anni 1897, 1902, 1911, 1938 e 2008, quest'ultimi ad opera dell'architetto Nicoletta Ossanna-Cavadini[15].
[modifica] Edilizia civile
- La villa vescovile detta Belvedere[16][17] sulla Strada Regina. Sul versante nord-est della Collegiata, edificata a partire dal 1706 da Carlo Francesco Silva come residenza estiva per il vescovo di Como Francesco Bonesana[18]; dal 1859 fu sede del primo amministratore apostolico ticinese monsignor Eugenio Lachat; dal 1893 al 1905 ospitò il collegio dei Salesiani[19] e nella seconda metà del secolo le suore Claretiane; attualmente è in stato di parziale abbandono. L'imponente costruzione quadrangolare a pianta centrale con monumentali accessi a sud-ovest e a sud-est; le scuderie furono demolite nel 1927 con la costruzione della strada cantonale. Si accede alla villa da nord-ovest attraverso un cancello con pilastri di granito sormontati da vasi fioriti. Il corpo mediano è rientrante e rialzato (belvedere), con mezzanino per la servitù. Al primo piano, salone di ricevimento dipinto e stuccato con volta a schifo recante al centro lo stemma di monsignor Lachat, del 1893, e sovraporte con stemmi dei vescovi ticinesi Vincenzo Molo, Alfredo Peri-Morosini, Aurelio Bacciarini e Angelo Jelmini; gli ornati a stucco del Settecento sono ridipinti. Seguono nell'ala sud-est tre sale con soffitti lignei a lacunari e fregi affrescati simili a quelli del vicino palazzo della Nunziatura. Nella stessa ala due locali, in origine divisi, ospitano la cappella; il primo è decorato con un fregio a stucco neoclassico con lo stemma del vescovo Angelo Jelmini; il secondo con uno sfarzoso soffitto rococò a stucco e un altare marmoreo neoclassico. Al piano nobile il salone centrale ha un soffitto dipinto a falsi lacunari del XIX secolo. Seguono nell'ala sud-est cinque sale con soffitti lignei a lacunari dipinti a fogliami stilizzati e fregi affrescati; il soffitto della seconda sala a nord-est è datato 1706.
- La scuola dell'infanzia, in Via Silva, realizzata da Ivano Gianola negli anni 1971-1974, lungo tre settori sono allineate le singole unità (nuclei di servizio, spazi per i giochi e aule) illuminate da una serie di lucernari.
- La casa arcipretale[20], in Via Silva, subì indagini archeologiche nel 1982 nella casa arcipretale, i restauri furono condotti negli anni 2001-2003 da Raffaele Cavadini. Le prime case d'abitazione destinate all'arciprete e ai canonici furono forse edificate nel XII secolo, in concomitanza con la ricostruzione della Collegiata. L'attuale casa è forse di origini tardocinquecentesche, ma fu inseguito ripetutamente modificata. Si accede all'edificio attraverso un portale mistilineo con stemma dei Torriani del XVIII secolo (rifatto). A pianterreno, atrio coperto con volta e studiolo con soffitto ligneo e fregio dipinto con nature morte eseguite al tempo dell'arciprete Alessandro Torriani in carica tra il 1647 e il 1674.
- Il palazzo della Nunziatura[21][22] vi sorge accanto, a destra, è un edificio a due piani più ammezzato. Eretto nella prima metà del Settecento su commissione dell'arciprete Giacomo Torriani, figlio del pittore Francesco Innocenzo Torriani, in carica tra il 1701 e il 1757. Dalla facciata verso corte, passato il portone d'ingresso sormontato da un balcone con ringhiera in ferro battuto, si accede ad un atrio quadrangolare affrescato con la figura di Giove, dell'inizio dell'Ottocento. Segue un secondo atrio con pareti decorate da finte aperture paesaggistiche, e negli angoli arrotondati e sulle lesene, da monocromi con figure simboliche che alludono a temi biblici, da qui si passa nell'ampio giardino; sulle pareti del pianerottolo: altri dipinti con il Sogno di Giacobbe e un Paesaggio fantastico con fontana, della metà del secolo XVIII. Al primo piano l'estesa sala di ricevimento è coperta da un soffitto ligneo a travature, decorato da pitture tardobarocche, accompagnate da un fregio ornamentale di putti danzanti, elementi architettonici e quattro medaglie monocrome con, a ovest, Ester e Assuero, a nord, Susanna e i vecchioni, a est, Giuditta e Oloferne e a sud la Verità scoperta dal Tempo. Sulla parete di fondo: olio su tela con la Flagellazione di Gesù di Carlo Innocenzo Carloni, del 1745 circa (già in Collegiata). Seguono a sud altre due stanze dai soffitti decorati; nella prima si trovano un fregio dipinto con paesaggi fantastici e quattro stemmi (di cui due dei Torriani) e, sopra la porta di comunicazione con la terza sala (non accessibile), un affresco monocromo con il Riposo durante la fuga in Egitto, della metà del secolo XVIII.
- La massiccia costruzione della casa colonica del Capitolo[23], alla fine di via Nebione, al margine della valle del torrente Breggia, sul muro del portico reca il cinquecentesco bassorilievo in pietra con Cristo in Pietà[24].
- La fabbrica Frieden, in Viale Municipio, precoce esempio di architettura razionalista nel Canton Ticino, la fabbrica di pietre fini è opera di Giovanni Bernasconi nel 1928. L'ala d'ampliamento verso ovest fu progettata dall'architetto Rino Tami nel 1951.
- La nuova palestra, situata in via Franscini, vicino all'edificio ospitante le scuole elementari e la scuola media, realizzata da Mario Botta negli anni 1976-1978, è costituita di due volumi diversi accostati in senso longitudinale che producono un forte impatto visivo.
- I Magazzini Generali[25], punto franco, ancora nel territorio comunale, al confine con quello di Chiasso, sono uno dei capolavori di Robert Maillart (1872-1940) del biennio 1924-1925; venne realizzato in collaborazione con Ettore Brenni. Il deposito presenta un'intelaiatura con tamponamenti in mattoni e struttura portante costituita da pilastri con capitelli a fungo; la pensilina adiacente, straordinario esempio di architettura tra l'art nouveau e l'espressionismo, è sostenuta da una struttura reticolare in calcestruzzo armato.
- Il palazzo comunale, in via San Gottardo, è un edificio di Isidoro Spinelli e Giovanni Tarchini del 1887, ingrandito nel 1907 per ospitare le scuole.
- La casa Bernasconi, in via Prada, unifamiliare, realizzata da Ivano Gianola nel biennio 1978-1979, è caratterizzata da un fronte pubblico dipinto a scacchiera, e da un fronte privato aperto da loggiati.
- L'ex fabbrica di tabacchi Polus, in Via Corti, è un edificio plurifunzionale eretto nel 1912, ampliato da Augusto Jäggli nel 1947 e poi dall'impresa Bernasconi nel 1958. All'interno stanno graffiti raffiguranti località del Mendrisiotto da cui provenivano le maestranze, e due pannelli a tempera dedicati alla lavorazione del tabacco, eseguiti da Carlo Basilico[26] all'inizio degli anni '30.
- Il centro artigianale, in via Alle Fornaci, costruito da Mario Botta negli anni 1977-1979, è inteso quale reinterpretazione del modello medioevale della casa-bottega; quattro blocchi contenenti spazi di lavoro e residenziali sono collegati da una copertura metallica vetrata.
- Le case Cereda, in via Alle Fornaci, formano un volume lineare con dodici appartamenti duplex disposti in serie come casette contigue, realizzato a costi contenuti dal Collettivo di progettazione 2 (Tita Carloni, Lorenzo Denti e Fosco Moretti), negli anni 1972-1974, costituisce un'alternativa ai blocchi d'appartamenti.
- La casa Raggio, in via Monti, casa d'appartamenti costruita da Elio Ostinelli (nato nel 1948), nel biennio 1981-1982; volume allungato caratterizzato da fronti traforati e distaccati dietro cui si celano le facciate vere e proprie: Lo spazio racchiuso tra due fronti è quello semiprivato dei balconi. L'uso del colore è differenziato.
- Il centro di spedizioni Saima, in via Passeggiata, nell'area industriale tra Chiasso e Balerna, realizzato da Franco Moro (nato nel 1945) e Paolo Moro (nato nel 1948) negli anni 1982-1986, evoca la forma del ponte, esprimendo la funzione di collegamento della ditta di trasporti.
- La casa Arnaboldi, in Strada Regina, unifamiliare, edificata da Ivano Gianola negli anni 1988-1991; la scomposizione dei volumi è accentuata dalla scelta dei materiali edilizi.
- La scuola dell'infanzia, in via Silva, realizzata da Ivano Gianola negli anni 1971-1974, lungo tre settori sono allineate le singole unità (nuclei di servizio, spazi per i giochi e aule) illuminate da una serie di lucernari.
- La casa colonica[27] sulla collina del castello di Pontegana, presenta un doppio ordine di aperture in facciata e con altre case[28] forma un notevole complesso attorno ad un'ampia aia.
Nella zona d'espansione verso il confine di Pontegana, si trovano
- numerose villette di inizio Novecento, spesso dotate di decorazioni pittoriche. Nelle disordinate zone periferiche industriali a sud e ovest sorgono interessanti edifici contemporanei.
[modifica] Edilizia militare
I resti del castello[29] a Pontegana di cui ora solo la chiesa è rimasta intatta. I resti sono su di un promontorio ben visibile dallo svincolo autostradale e dai vicini centri commerciali. La prima notizia di un insediamento risale al 789 quando è attestato il proprietario longobardo Ragiperto da Pontegano; passato dopo il Mille alla mensa vescovile di Como[30], fu espugnato dai milanesi all'inizio del XII secolo, e ripristinato dal vescovo Bonifacio Quadri da Modena[31], nella prima metà del XIV secolo.
Le case coloniche, sorte forse a partire dal XIII secolo accanto al castello, ne presero quindi progressivamente il posto (le loro ultime testimonianze furono demolite nel 1962 per costruire l'attuale caseggiato); inoltre, fra il Seicento e il Settecento, numerosi blocchi di serizzo furono asportati per costruire la facciata della locale collegiata. Della struttura difensiva sopravvive un'imponente muraglia dal basamento altomedievale nelle cui fondamenta sono introdotti sarcofagi tardoromani.
[modifica] Cultura
La zona più attiva durante il giorno è la cosiddetta "Piazza (Balerna)", ovvero il tronco di strada cantonale tra il municipio e l'ossario data la presenza di bar e negozi.
[modifica] Il dialetto
Il dialetto balernitano è il momò: il dialetto parlato dagli indigeni a livello popolare e familiare su tutta la zona del Mendrisiotto. Questo dialetto presenta pochissime differenze da dialetto comasco. La principale differenza è la pronuncia delle "s" seguite da una consonante (p,c,g) la quale viene pronunciata /ʃ/ o /ʒ/ e quasi mai /s/ come per il comasco, ad esempio la pronuncia del nome dialettale degli abitanti.
[modifica] Carnevale
Il carnevale balernitano è il Carnevale Sgüra, ogni anno presenta dal balcone del municipio i regnanti carnascialeschi Re Sgüra, rispettivamente, Regina Sgüra. In occasione dell'evento viene stampato il giornale satirico Ul Sgüramedai. Questo evento è considerato importante dalla gente del comune e paesi limitrofi, ovvero non ha impatto su scala cantonale.
Oggigiorno l'unico gruppo carnascialesco balernitano sono I Pinciröö (trad.: gli acini). Circa trent'anni fa c'erano due gruppi: La Sgraza (trad.: il grappolo), di cui facevano parte gli adulti e i più navigati, e I Pinciröö, in cui rientravano i bambini, gli adolescenti e i neofiti del carnevale. Poi per questioni di organizzazione tra i membri il gruppo La Sgraza è scomparso.
[modifica] Geografia
La geografia del comune di Balerna presenta generalmente colline, la parte più pianeggiante è la porzione di Pian Faloppia. Questa zona pianeggiante è stata oggetto, e lo è ancora oggi, di discussioni accese per la possibilità di far fiorire una zona industriale e commerciale; presenta anche un'altra problematica: lo stanziamento, relativamente regolare, provvisorio di comunità nomadi.
I terreni privati di tipologia semipaludosa vengono usati come campi di insediamento temporaneo per le roulotte di nomadi. Questo fenomeno crea divisioni tra i favorevoli e i contrari.
[modifica] Geologia
Balerna vanta di avere sul suo territorio parte del parco geologico delle Gole della Breggia, ove è possibile osservare l'evoluzione geologica degli strati di materiale terroso e roccioso della zona risalendo fino a milioni di anni or sono.
Per il semplice fatto che gli strati più profondi sono emersi è possibile, con un po' di fortuna, trovare anche qualche fossile. Un'immagine vagamente portiana si trova nell'espressione gio in fund a la Togna 'in basso, in fondo alla Togna': è il nome riservato a una caverna scavata per secoli dall'acqua nel calcare di Balerna: un'allusione al motto dialettale Antonia/Togna (vulva)[32].
[modifica] Idrografia
I corsi d'acqua che scorrono sul territorio sono il Breggia, il Faloppia e il Raggio.
[modifica] Economia
Accanto ai servizi, Balerna, come altri comuni di frontiera, ha un robusto comparto industriale facilitato dalla vicinanza del confine: l'industria può quindi attingere lavoratori qualificati dal bacino lombardo. La zona industriale è contigua a quella di Chiasso e insieme occupano il Pian Faloppia. La principale azienda di Balerna, la Chicco d'oro nata nel 1949, si occupa della tostatura e vendita del caffè.
Molti vedono nella zona pianeggiante il progetto per la costruzione di un parco tecnologico e industriale: Pian Faloppia. Per una ventina di anni questo era stato argomento di controversie, ma negli ultimi anni, con l'insediamento di nuove imprese, il progetto è meno contrastato poiché ipotizzabile in un futuro vicino.
[modifica] Politica
Balerna, come la maggior parte dei Comuni ticinesi, politicamente dispone di un organo esecutivo e un organo legislativo che sono rispettivamente il municipio (composto da 7 membri) e il Consiglio Comunale (composto da 25 membri). In entrambi gli organi politici sono rappresentati 4 gruppi politici: PLR (Partito Liberale Radicale), PS (Partito Socialista), PPD (Partito Popolare Democratico) e i Verdi. Negli ultimi anni il Comune ha ricevuto richieste di aggregazioni da parte di altri comuni (fenomeno diffuso dopo il 2000), sulle quali il Municipio e il Consiglio comunale stanno valutando come muoversi. Questo argomento è uno dei punti di maggior tensione tra i partiti e tra i cittadini balernitani e non.
[modifica] Scuola
Per quanto riguarda il settore scolastico sono presenti la scuola dell'infanzia, la scuola elementare, la scuola media e l'istituto di educazione speciale per disabili Provvida Madre.
[modifica] Espressione idiomatica
In riferimento al presunto suono discordante delle campane della chiesa parrocchiale è nato il detto: "Stonàa come i campann da Balerna", appioppato a persone dal canto stonato o, per estensione, in perfetto disaccordo su qualsiasi argomento.
[modifica] Demografia
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Balerna sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Motta, 1991, 61.
- ^ Idem, 1991, 51-52.
- ^ Idem, 1991, 56.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 46.
- ^ Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003.
- ^ Chiesa di San Vittore martire - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa di San Giovanni Battista e della Vergine - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa-oratorio di Sant'Antonio da Padova - Inventario dei beni culturali
- ^ Borrani, 1896, 216-217.
- ^ Chiesa-oratorio dell'Addolorata - Inventario dei beni culturali
- ^ Borrani, 1896, 216.
- ^ Antico ossario - Inventario dei beni culturali
- ^ Sikart: Pietro Bernasconi
- ^ Ossanna Cavadini, 2009.
- ^ La Villa vescovile - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzo vescovile
- ^ Diocesi di Como#Cronotassi dei vescovi
- ^ Borrani, 1896, 486-488.
- ^ La casa arcipretale - Inventario dei beni culturali
- ^ Il Palazzo della Nunziatura - Inventario dei beni culturali
- ^ Palazzo della Nunziatura
- ^ Casa colonica del Capitolo - Inventario dei beni culturali
- ^ Bassorilievo con Cristo in Pietà - Inventario dei beni culturali
- ^ I Magazzini Generali Punto Franco - Inventario dei beni culturali
- ^ Sikart: Carlo Basilico
- ^ Casa colonica a Pontegana - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa colonica a Pontegana - Inventario dei beni culturali
- ^ Ruderi del castello di Pontegana - Inventario dei beni culturali
- ^ Rahn, 1894, 253.
- ^ Diocesi di Como#Cronotassi dei vescovi
- ^ Per la sua etimologia il toponimo va messo in parallelo con la Grigna, la caverna che si apre ai piedi di questa montagna nella zona di Lecco; è una designazione che si estrae da grigna che gli abitanti della zona usano nella stessa accezione e che a sua volta rappresenta un deverbale di grignare 'ridere in modo sarcastico, facendo una smorfia, restando con la bocca spalancata'. Cfr.: Ottavio Lurati, Toponymie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 442.
[modifica] Bibliografia
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 15-16, (Pontegana) 253.
- Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
- Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 34-37.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 20, 26, 36, 38, 40, 198-201, 221, 241, 279, 287, 378, 436, 514.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 350, 362, 365-369, 372, 380, 385.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 44, 446, 456, 459, 469.
- Nicoletta Ossanna Cavadini (a cura di), Il cimitero monumentale di Balerna, comune di Balerna, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2009.
[modifica] Voci correlate
- Comuni del Canton Ticino
- Geologia
- Sant'Antonio da Padova
- Gilberto Agustoni
- Mario Botta
- Comuni non appartenenti alla Repubblica Italiana compresi nella Regione geografica italiana
- Stazione di Balerna
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Balerna
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino
- Elezioni comunali 2008
- Elezione del giudice di pace 2009
- Sito ufficiale del geoparco Gole della Breggia
- Sito ufficiale per il progetto Pian Faloppia
- Sito ufficiale dell'istituto Provvida Madre
- Sito ufficiale della parrocchia di Balerna
- Inventario delle vie di comunicazione
- Mappa geografica.