Distretto di Blenio
| Distretto di Blenio distretto |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Capoluogo | |||||
| Lingue ufficiali | italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
46°27′20″N 8°56′18″E / 46.455549°N 8.938331°ECoordinate: 46°27′20″N 8°56′18″E / 46.455549°N 8.938331°E | ||||
| Superficie | 360,9 km² | ||||
| Abitanti | 5 530[1] (31.12.2010) | ||||
| Densità | 15,32 ab./km² | ||||
| Comuni | 3 | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| ISO 3166-2 | CH-TI | ||||
| Targa | TI | ||||
| Localizzazione | |||||
Il distretto di Blenio[2] è un distretto del Canton Ticino, in Svizzera. Confina con i distretti di Riviera a sud, di Leventina a ovest e con il Canton Grigioni: distretti di Surselva a nord e nord-est, di Hinterrhein e di Moesa a est. Il capoluogo è Acquarossa.
Indice |
[modifica] Geografia
Il distretto di Blenio è il quarto distretto per superficie e l'ultimo per popolazione del Canton Ticino. Da un punto di vista fisico i confini coincidono circa con lo spartiacque del fiume Brenno (nell'alto corso) e del suo bacino idrografico.
[modifica] Montagne
Le montagne del distretto di Blenio raggiungono un'altezza massima di 3.402 metri con l'Adula (Rheinwaldhorn in lingua tedesca), seguono altre montagne al di sopra dei 3.000 metri nella zona nord ed est, lungo tutto il confine con i Grigioni.
Tra le cime più alte, in ordine di grandezza, si ricordano:
- Grauhorn (3.260 m)
- Vogelberg (3.218 m)
- Piz Medel (3.211 m)
- Puntone dei Fraciòn (3.202 m)
- Scopi (3.190 m)
- Cima di Camadra (3.172 m)
- Cima Rossa (3.161 m)
- Piz Terri (3.149 m)
- Pizzo di Cassimoi (3.129 m)
- Piz Jut (3.129 m)
- Piz Gaglianera (3.121 m)
- Piz Piotta (3.121 m)
- Pizzo Cramorino (3.112 m)
- Piz Valdraus (3.096 m)
- Logia (3.080 m)
- Cima dei Cogn (3.062 m)
- Cima di Fornee (3.056 m)
- Plattenberg (3.041 m)
- Piz Baratin (3.037 m)
- Punta dello Stambecco (3.027 m)
- Torrone di Gorzora (3.017 m)
- Pizzo del Corvo (3.015 m)
[modifica] Fiumi
I fiumi principali che attraversano il distretto di Blenio sono due: il Brenno, tributario del Ticino, il quale scorre per tutta la valle di Blenio, e il torrente Orino, affluente che forma la Val Malvaglia.
I corsi d'acqua che danno vita al Brenno sono due, che si congiungono all'altezza di Olivone: il Brenno di Lucomagno, che nasce vicino all'omonimo passo, ai piedi del Pizzo dell'Uomo, e il Brenno della Greina, che è il corso principale, che nasce al Piz Medel e al Piz Valdraus.
[modifica] Laghi
Il distretto di Blenio possiede laghi di piccole dimensioni per lo più alpini o glaciali. Ci sono laghi di ampie dimensioni ma di origine artificiale o di sbarramento dovuti a frane.
Nel primo caso ricordiamo il Lago Retico (2.372 msl) posto a nord al confine con i Grigioni. Nel secondo tipo ricordiamo il Lago di Luzzone (1.606 msl) nei pressi di Olivone. Nel terzo tipo ricordiamo il Bacino di Val Malvaglia (990 msl) generato da una frana di sbarramento del torrente Orino.
Oltre a questi laghi ci sono poi altri laghetti alpini come il Lago dei Canali (2.180 msl) ai piedi del Pizzo dell'Uomo, il Laghetto di Piancabella (2.293 msl), il Laghetto di Cassimoi (2.982 msl) ai piedi del Pizzo di Cassimoi, il Laghetto dei Cadabi (2.646 msl), alimentato dai ghiacciai dell'Adula, il Laghetto di Cardedo (2.605 msl).
[modifica] Valli
Il distretto di Blenio comprende buonissima parte della Valle di Blenio che ne è, quindi, la parte centrale e più consistente. Da questa si diramano altre valli secondarie che vanno a comporre il distretto tra cui la Val Malvaglia, la Valle Santa Maria e la Val Soi.
[modifica] Storia
Il 2 aprile 726 da Pavia re Liutprando donò al convento di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia i suoi possedimenti a Bellinzona, Blenio, Leventina, Vallemaggia e Gambarogno con le relative parrocchie[3]. Il 2 aprile 1027 da Roma l'imperatore Corrado II donò al convento di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia le due Corti di Magliaso e Calvadi, la cappella di Santa Maria detta Primasca nei pressi di Bellinzona e le sue proprietà immobili in Blenio e Leventina[3]. L'intera valle con la Leventina e la Riviera apparteneva alle Tre valli ambrosiane[4].
Il 20 agosto 1434 Filippo Maria Visconti emanò un decreto a favore di Galeazzo de' Pepoli contro i canonici ordinari del duomo di Milano e gli uomini di Blenio[5]. Il 7 maggio 1450 Giovanni Taddei dei Pepoli donò la valle di Blenio al conte Sante Bentivoglio di Bologna[6]; Sante Bentivoglio il 12 marzo 1457 dichiarò emencipata la valle di Blenio dal suo dominio[7]. Il 3 agosto 1581 per la quarta volta San Carlo Borromeo visitò la val di Blenio[8].
Nel 1748 scoppiarono tumulti al parlamento di Blenio che prestò giuramento di fedeltà in forma condizionata. I Bleniesi protestavano contro diverse violazioni degli statuti e contro indebiti aggravi fiscali; il 14 marzo 1749 il tenente Carlo Andreazzi e sette altri delegati ricevettero a Lottigna i rappresentanti dei tre Cantoni sovrani e dichirarono fedeltà e obbedienza a nome di tutto il popolo bleniese; il 16 marzo nella landsgemeinde di Blenio a Lottigna il popolo prestò giuramento di sottomissione fra grida di giubilo per la suprema autorità.
I tre Cantoni sovrani decisero di punire i responsabili dei disordini e il 28 marzo 1749 ad Altdorf si pronunciarono diverse condanne nei confronti degli autori dei torbidi dell'anno precedente; i condannati furono: il console Giacomo Antonio Trongio di Malvaglia, Martino Guidetti di Olivone, Pietro Giacomo Poglia, Carlo Andrea Maletti, Carlo Giuseppe Zuff, detto Melia, di Ponto Valentino, condannati al pagamento di forti multe; Giovanni Cavargna, bandito dal territorio svizzero; Pietro Bondino di Ponto Valentino multato e privato dei diritti civili per 6 anni, Carlo Giuseppe Iolo di Semione, Fedel Giudice della Gana e Giuseppe Farei, di Ponto Valentino, multati e privati dei diritti civili per 10 anni[9].
Il 4 aprile 1799 con istrumento datato da Altdorf i Governi di Uri, Svitto e Unterwalden affrancarono il baliaggio di Blenio da ogni obbligo di ubbidienza[10].
[modifica] Importanza strategica
Il distretto ha avuto una grandissima importanza strategica nei tempi grazie al Passo del Lucomagno che era una delle vie preferite nei collegamenti alpini tra nord e sud soprattutto per il trasporto delle merci.
La ridotta altitudine e la facilità di percorrenza avevano reso il passo del Lucomagno preferito rispetto ai passi vicini e dotato di una strada carrabile. Si trattava di una strada sicura e ben difesa rispetto a quella del Passo del San Gottardo, ad esempio, che era molto più breve come distanza di percorrenza, ma presentava delle notevoli difficoltà soprattutto tra Andermatt e Göschenen. Chi controllava la valle di Blenio, quindi, controllava tutto il traffico merci tra Grigioni e valle del Ticino.
Sul versante grigionese, infatti, il monastero di Mustér controllava fin dall'Alto medioevo l'accesso alla Val Medel e, quindi, al passo, mentre sul versante ticinese restano diverse testimonianze di strutture difensive come le Case dei pagani.
Ancora oggi la Val di Blenio è ricca di testimonianze architettoniche legate all'architettura romanica, forse tra le più importanti del Ticino, a testimonianza di questa sua importanza strategica e alla frequenza con cui era percorsa la via di comunicazione da viandanti e pellegrini.
Nel XIII secolo, tuttavia, iniziava il declino del Lucomagno a causa di una serie di fattori. Ad esempio la costruzione del ponte del diavolo nella via di collegamento del passo del San Gottardo aveva donato una certa facilità di percorrenza a questo passo, mentre la nascente Confederazione svizzera cercava di privilegiare il Gottardo rispetto al Lucomagno per il controllo che vi esercitava fin dagli inizi del XIV secolo.
| Per approfondire, vedi le voci Passo del Lucomagno e Passo del San Gottardo. |
[modifica] Trasporti
Il territorio del distretto è attraversato dalla strada che collega Biasca a Disentis/Mustér nel Canton Grigioni attraverso il Passo del Lucomagno. A Biasca si trovano l'uscita autostradale e la stazione ferroviaria più vicine.
In passato la Val di Blenio era percorsa dalla ferrovia Biasca-Acquarossa.
[modifica] Località sciistiche
- Nara (Acquarossa): 2 seggiovie biposto, 3 skilift, 2 manovie
- Campo Blenio-Ghirone: 2 skilift, 1 tapis roulant
[modifica] Suddivisione amministrativa
Il distretto di Blenio è diviso in 3 circoli e 3 comuni:
| Circolo d'Acquarossa | |||
|---|---|---|---|
| Stemma | Nome del comune | Abitanti 31.12.2010 |
Superficie in km² |
| Acquarossa | 1841 | 61.7 | |
| Circolo di Malvaglia | |||
|---|---|---|---|
| Stemma | Nome del comune | Abitanti 31.12.2010 |
Superficie in km² |
| Serravalle | 1992 | 96.8 | |
| Circolo d'Olivone | |||
|---|---|---|---|
| Stemma | Nome del comune | Abitanti 31.12.2010 |
Superficie in km² |
| Blenio | 1697 | 263.9 | |
[modifica] Variazioni amministrative dal 1803
- 1836: il comune di Bottino viene incorporato nel comune di Ghirone.
- 25 novembre 1927: il comune di Grumo viene incorporato nel comune di Torre
- 8 ottobre 2003: i comuni di Castro, Corzoneso, Dongio, Largario, Leontica, Lottigna, Marolta, Ponto Valentino e Prugiasco vengono fusi nel nuovo comune di Acquarossa.
- 22 ottobre 2006: i comuni di Aquila, Campo (Blenio), Ghirone, Olivone e Torre vengono fusi nel nuovo comune di Blenio.
- 1º aprile 2012: i comuni di Ludiano, Malvaglia e Semione vengono fusi nel nuovo comune di Serravalle
[modifica] Note
- ^ Ufficio cantonale di statistica Bellinzona
- ^ Val di Blenio sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ a b Motta, 1991, 33.
- ^ Tre Valli Ambrosiane sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Motta, 1991, 71.
- ^ Motta. 1991, 42.
- ^ Motta, 1991, 26.
- ^ Motta, 1991, 67.
- ^ IMotta, 1991, 27, 30.
- ^ Motta, 1991, 34.
[modifica] Bibliografia
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 17, 20, 26, 30, 318, 326, 486, 494, 541.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
[modifica] Collegamenti esterni
| Distretti del Canton Ticino | ||
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