Giuseppe Motta

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Giuseppe Motta
Giuseppe Motta.gif

Presidente dell'Assemblea generale della Società delle Nazioni
Durata mandato 1924 –
1925
Predecessore Cosme de la Torriente y Peraza
Successore Raoul Dandurand

Giuseppe Motta (Airolo, 29 dicembre 1871Berna, 23 gennaio 1940) è stato un avvocato e politico svizzero di lingua italiana, consigliere federale svizzero.

Il 14 dicembre 1911 venne eletto in Consiglio federale con 184 voti su 206 (199 espressi), succedette a Robert Comtesse[1]. Apparteneva al Partito Conservatore (oggi Partito Popolare Democratico). Durante gli anni in carica Giuseppe Motta diresse i seguenti dipartimenti:

  • 1912-1919: Dipartimento federale delle finanze
  • 1920-1940: Dipartimento federale degli affari esteri

Assieme al consigliere federale Felix-Louis Calonder[2] si impegnò per l'adesione della Svizzera alla Società delle Nazioni. Il 16 maggio 1920 la Svizzera accettò in votazione popolare l'adesione alla Società delle Nazioni. Il risultato fu risicato, con 11 cantoni favorevoli e 10 contrari.
Nel 1924 Giuseppe Motta fu presidente dell'Assemblea della Società delle Nazioni.

Fu presidente della Confederazione Elvetica negli anni 1915, 1920, 1927, 1932 e 1937 e vicepresidente negli anni 1914, 1919, 1926, 1931 e 1936. Morì in carica il 23 gennaio 1940.

Il successore di Giuseppe Motta in Consiglio federale fu Enrico Celio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Motta, Testimonia Temporum. Discorsi e scritti scelti, volume I (1911-1931), II (1932-1936), III (1936-1940), Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1931, 1936, 1941.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione ticinese in Berna (a cura di), La prima elezione di un cittadino ticinese a Presidente della Confederazione Svizzera, richiami e documenti, Traversa, Lugano 1915.
  • Aymon De Mestral, Le Président Motta, Payot, Lausanne 1941.
  • Jean Rudolf von Salis, Giuseppe Motta, Orell-Füssli, Zurigo 1941.
  • Federazione Docenti Ticinesi (a cura di), Nel decennio della morte, numero unico commemorativo, La Buona Stampa, Lugano 1950.
  • Enrico Celio, Un esempio di vita: Giuseppe Motta, Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1957.
  • AA.VV., Giuseppe Motta. Vita e opere (1871-1940), Elvetica, Chiasso 1971.
  • Andrea Ghiringhelli, Il Ticino della transizione 1889-1922, Armando Dadò Editore, Locarno 1988, 85, 86, 107, 108, 109, 112, 113, 114, 116, 137, 143 nota 31, 144 n. 56/57/61, 154, 157, 158, 160, 162, 164, 168, 170, 171, 172, 174, 177, 178, 179, 180, 181, 183, 184, 185, 187, 189, 190, 191, 199, 205, 209, 210, 218, 224, 225, 226, 229 n. 35/37/38/41, 230 n. 66, 231, n. 71/94, 232 n. 101, 233 n. 137, 238 n. 248/260, 255, 301.
  • Alberto Lepori, Fabrizio Panzera (a cura di), Uomini nostri. Trenta biografie di uomini politici, Armando Dadò editore, Locarno 1989, 75-82.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Consigliere federale Successore Flag of Switzerland (Pantone).svg
Josef Anton Schobinger 1911 - 1940 Enrico Celio
Predecessore Presidente della Confederazione svizzera Successore Flag of Switzerland (Pantone).svg
Arthur Hoffmann 1915 Camille Decoppet I
Gustave Ador 1920 Edmund Schulthess II
Heinrich Häberlin 1927 Edmund Schulthess III
Heinrich Häberlin 1932 Edmund Schulthess IV
Albert Meyer 1937 Johannes Baumann V

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