Lingua italiana in Svizzera

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Aree linguistiche della Svizzera. In verde le aree italofone.

La lingua italiana è idioma ufficiale in Svizzera, dove ricopre un ruolo importante sotto diversi aspetti, pur restando distinguibile da quello parlato in Italia.

Lo status dell'italiano nella Confederazione Elvetica[modifica | modifica wikitesto]

L'italiano, come terza lingua nazionale svizzera, è parlato nella Svizzera italiana (Canton Ticino e Grigioni italiano). È lingua ufficiale sia a livello federale che nei due cantoni menzionati.

Distribuzione linguistica nei Grigioni

L'italiano è anche una delle lingue più parlate nella Svizzera tedesca: è infatti usato come idioma di immigrati italiani, dei loro figli, oppure come lingua franca tra lavoratori stranieri di diverse nazionalità, tra cui portoghesi, spagnoli ecc.[1]. Ai tempi dell'emigrazione italiana del secondo dopoguerra, i lavoratori italiani imposero la loro lingua in fabbrica e sul cantiere a gruppi etnici di lavoratori stranieri stabilitisi in Svizzera successivamente: ciò avvenne prima di tutto con immigrati spagnoli, i quali avevano particolare facilità ad imparare l'italiano, anche se con inevitabili fenomeni di semplificazione.[2] Più tardi, l'italiano venne acquisito anche da popolazioni di altre etnie (ad esempio da parlanti greci o provenienti dalla Jugoslavia, incoraggiati dalla maggiore facilità di apprendimento in contesti informali[3] ed anche dal fatto che la conoscenza dell'italiano da parte di svizzeri tedeschi e svizzeri francesi è in genere assai maggiore che in Germania o in Francia. Oggigiorno, l'uso dell'italiano come lingua franca tra lavoratori in Svizzera è in regressione.[4]

Particolarmente vistosa è invece la flessione nell'insegnamento dell'italiano come lingua straniera nei cantoni francofoni e germanofoni. A titolo di esempio si ricorda che l'italiano, nel Canton San Gallo, viene scelto come materia solo dal 5% dei liceali. Nel febbraio del 2011 il parlamento di questo cantone germanofono è arrivato a doversi esprimere su una quasi totale abolizione dell'italiano come lingua straniera dei licei. La proposta venne alla fine respinta[5] con conseguente sollievo da parte del Consiglio di Stato del Ticino.[6]

L'importanza dell'italiano come terza lingua nazionale resta comunque notevole; solo per citare un esempio, in ciascuna delle zone linguistiche della Svizzera è possibile ricevere i programmi televisivi e radiofonici nelle varie lingue del Paese; si pensi inoltre al fatto che i prodotti di consumo quotidiano destinati alla vendita nei grandi supermercati come Migros sono normalmente etichettati nelle tre lingue nazionali in qualsiasi area linguistica ci si trovi; lo stesso discorso riguarda i foglietti illustrativi dei medicinali (chiamati normalmente, nell'italiano della Svizzera, medicamenti).

Non si tratta, come accennato, sempre dello stesso italiano parlato in Italia. Se da una parte è scontato il fatto che l'uso delle lingue minoritarie locali e soprattutto dei dialetti porti a delle differenze tra le varie zone, va detto che nella Confederazione Elvetica l'italiano mostra delle peculiarità tanto vistose da lasciare chiare tracce anche nella lingua scritta e comunque in contesti formali. Del resto, alcuni elvetismi sono stati recentemente inclusi nei dizionari della lingua italiana.[7] Equivoci tra italiani e svizzeri italiani, se dovuti a diverse accezioni di una parola, sono piuttosto rari, ma possibili.

Nel complesso, la differenza più importante consiste nell'influsso delle altre lingue nazionali, anche se questi fattori non bastano ad esaurire la questione delle particolarità dell'italiano in Svizzera.

L'influsso del tedesco e del francese nella Svizzera italiana[modifica | modifica wikitesto]

Una delle maggiori differenze tra l'italiano standard in Italia e in Svizzera riguarda il fenomeno del forte influsso che gli idiomi, propri dei cantoni non italofoni, hanno avuto sulla lingua italiana in Svizzera. I territori corrispondenti all'odierno Canton Ticino, ad esempio, furono conquistati dalla confederazione svizzera fra il XV e il XVI secolo, e ne rimasero assoggettati fino al 1803, anno in cui vennero costituiti in cantone libero e sovrano: è quindi chiaro il fatto che la lingua tedesca e quella francese ne abbiano fortemente influenzato lo sviluppo linguistico. È questo il caso della parola medicamento, che esiste anche nell'italiano in Italia[8], ma che è ormai quasi caduta in disuso e sostituita da medicina o medicinale. Nella Svizzera italiana, invece, il termine ha potuto conservarsi anche grazie alla presenza di parole simili nelle altre lingue nazionali.

Il fenomeno più vistoso nell'italiano in Svizzera consiste indubbiamente nella ricchezza di prestiti dal francese o dal tedesco.

  • Dall'influenza francese e tedesca deriva per esempio il suffisso in -zione anche dove non utilizzato nell'italiano standard o anche per alcuni termini come isolazione al posto di isolamento per indicare la schermatura termica.
  • Di influsso francese è il genere femminile per meteo (in francese la méteo, mentre in Italia si usa il maschile).
  • Altri termini significativi sono bilux per definire un doppio colpo dei fari abbaglianti (bi doppio e lux per luce), rolladen per le tapparelle, chifer (dal tedesco) per il cornetto al mattino (croissant) e servisol (sinonimo di self service).

All'interno del prestito linguistico, gioca comunque un ruolo di primo piano il calco:

  • Si parla di calco semantico quando la parola era già presente nella lingua di arrivo, ma con altro significato: azione significa in origine soprattutto l'operato di qualcosa e qualcuno: l'accezione commerciale di questa parola ('offerta speciale') proviene invece dalle lingue straniere. La seguente tabella riporta alcuni esempi di calco semantico.
Espressione in italiano Variante possibile in Svizzera Parola d'origine
offerta speciale azione action; Aktion
prenotare riservare (presente anche in Italia con questa accezione) réserver
ordinare comandare (presente anche in Italia con questa accezione) commander
istruttore monitore moniteur
resto (in denaro) ritorno retour
concessionario garage garage
autovelox radar radar
retrocessione (sport) relegazione relegation
laureato/a in economia licenziato/a in economia Lizenziat, ted. 'laurea'
bollino (per parcheggiare / viaggiare) vignetta vignette
  • Sempre a proposito di calco, altre volte si incontra il calco strutturale, che riprende intere strutture dalla lingua straniera: la parola franchetto è nata presumibilmente come calco dal dialetto svizzero tedesco, che utilizza il diminutivo Fränkli che è il diminutivo di Franken per indicare la moneta. Viene in sostanza ripresa la struttura di una lingua straniera utilizzando elementi lessicali italiani. Numerosi calchi strutturali provengono dal francese, come nelle espressioni Chiudere la porta p. f. e Grazie per non fumare, tanto rare in Italia quanto frequenti nella Svizzera italiana. Nel primo esempio, p. f. è un'abbreviazione usata nella lingua scritta per sostituire l'espressione per favore (il francese utilizza analogamente l'abbreviazione s. v. p. per indicare s'il vous plaît); nel secondo, la frase ricalca esattamente l'espressione francese merci pour ne pas fumer[9].

Gli influssi dialettali sull'italiano in Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Come succede comunemente anche in Italia, sorgono inoltre spesso differenze dovute ai diversi ceppi dialettali, soprattutto nel parlato colloquiale. Come nel resto del nord Italia, la negazione nei dialetti delle lingue locali è post-verbale (sotto l'influsso delle lingue gallo-italiche), il che può influenzare la forma grammaticale dell'enunciato in italiano (si noti la caduta del non):

  • Questo è mica vero.

Molto diffusi sono i termini dialettali, usati anche in Lombardia, come gabola per indicare un trucco, un sotterfugio (verbo ingabolare). È possibile anche riscontrare l'uso di vari termini di origine dialettale utilizzati nelle rispettive valli, che sono stati italianizzati, per esempio l'uso della parola ghette per calzamaglia. In questi casi l'uso più standard può alternarsi a quello dialettale, dato che queste espressioni possono a volte essere considerate come errate anche nella Svizzera italiana (né deve trattarsi necessariamente di fenomeni soltanto elvetici).

I fenomeni finora esposti in questa sezione sono riservati al registro linguistico più basso, dunque alle situazioni di interazione meno formale e più vicina al dialetto. Simili considerazioni riguardano anche diversi esempi di semplificazione sintattica dell'enunciato, che in diversi altri luoghi sarebbero praticamente impensabili:

  • Non l'ho bisogno.[10] (dial. Ga lu mia bisogn)

Può accadere che uno stesso termine abbia due accezioni diverse nei due paesi. Mentre cocomero nell'Italia centromeridionale indica l'anguria, nella Svizzera italiana (come anche in gran parte dell'Italia settentrionale) con questa parola è normale indicare il cetriolo (si pensa ad un'influenza dalle lingue locali di tipo gallo-italico[11]).

L'influsso delle istituzioni pubbliche sulla lingua standard nella Svizzera italiana[modifica | modifica wikitesto]

L'appartenenza a differenti stati può giustificare alcune differenze tra Svizzera italiana ed Italia: è chiaro che in questo caso si tratta di fenomeni di vocabolario, e che le differenze sono in questo caso dovute primariamente a fattori extralinguistici.

Per esempio, è possibile che un determinato concetto in Italia non esista o sia semisconosciuto: è questo il caso del Consiglio degli Stati, la camera federale del parlamento in cui sono rappresentati i singoli cantoni. Questa istituzione non esiste in uno stato tradizionalmente centralista come quello italiano.

Altre volte, si useranno parole diverse per indicare più o meno lo stesso significato: per esempio, il servizio interurbano di autobus/corriera in Svizzera viene in buona parte offerto dalla Posta, la quale utilizza un termine specifico (autopostale). Sarà dunque possibile che si dica:

  • Ho preso l'autopostale / la posta / il postale per andare a Lugano

Analogamente, alcuni servizi hanno in tutta la Svizzera un nome peculiare spesso derivato dal marchio del prodotto o dal nome del servizio. Natel, acronimo per il tedesco Nationales Autotelefonnetz, indica in tutto il paese il "telefono cellulare", ed è completamente incomprensibile tanto in Italia quanto in Francia e Germania.[12]

Per ritornare all'istituzione della posta, particolarmente significativa sia ai fini del parlato di tutti i giorni sia alla lingua ufficiale, quello che è chiamato in Italia codice di avviamento postale è ricalcato, in Svizzera, sulle forme delle altre lingue nazionali e si chiama quindi Numero postale di avviamento (NPA: francese Numéro postal d'acheminement; tedesco Postleitzahl). Per finire, esiste anche una differenza fra i due paesi su come chiamare il distributore di banconote degli uffici postali. In Italia è il Postamat, mentre in Svizzera è il Postomat.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Berruto; B. Moretti; S. Schmid. Interlingue italiane nella Svizzera tedesca. Osservazioni generali e note sul sistema dell'articolo, in E. Banfi e P. Cordin (a cura di). Storia dell'italiano e forme dell'italianizzazione. Roma, Bulzoni, 1990. pp. 203-228.
  2. ^ S. Schmid, L'Italiano degli spagnoli. Interlingue di immigrati nella Svizzera tedesca, Francoangeli, Milano. Dottorato di ricerca, Università di Zurigo 1994.
  3. ^ B. Moretti in: Il profumo della pantera in Svizzera (Dvd): documenti degli archivi RTSI dedicati alla lingua italiana in Svizzera, Lugano 2005.
  4. ^ Italiano in Svizzera: storia d'amore e indifferenza, swissinfo.ch, 23 ottobre 2003. URL consultato il 3 maggio 2014.
  5. ^ San Gallo: l'italiano resta nei licei, cdt.ch, 16 febbraio 2011. URL consultato il 3 maggio 2014.
  6. ^ Italiano nelle scuole dell'obbligo del Canton Argovia: sì o no?, italianoascuola.ch. URL consultato il 2 maggio 2014.
  7. ^ Svizzionario, introduzione, vedi bibliografia.
  8. ^ Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli. Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana. Firenze, Le Monnier, 2006. p. 1 654;
    S. Savoia e E. Vitale. Lo Svizzionario. Bellinzona, Edizioni Linguanostra, 2002.
  9. ^ Svizzionario, Il lessico italiano in Svizzera], vedi indice alfabetico.
  10. ^ Svizzionario, vedi bibliografia: questo costrutto è considerato sbagliato anche nella Svizzera italiana.
  11. ^ Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli. Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana. Firenze, Le Monnier, 2006. p. 569.
  12. ^ Svizzionario

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Berruto; B. Moretti; S. Schmid. Interlingue italiane nella Svizzera tedesca. Osservazioni generali e note sul sistema dell'articolo, in E. Banfi e P. Cordin (a cura di). Storia dell'italiano e forme dell'italianizzazione. Roma, Bulzoni, 1990. pp. 203–228.
  • S. Savoia ed E. Vitale. Lo Svizzionario. Bellinzona, Edizioni Linguanostra, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]