Lega dei Ticinesi

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Lega dei Ticinesi
Presidente Attilio Bignasca
Stato Svizzera Svizzera
Fondazione 17 gennaio 1991
Sede Via Monte Boglia, 3 - CH-6900 Lugano
Ideologia Regionalismo,[1]
Populismo di destra,[1][2][3]
Euroscetticismo[3]
Collocazione Destra
Seggi Consiglio nazionale
2 / 200
 (2011)
Seggi Consiglio degli Stati
0 / 46
 (2011)
Seggi Consiglio Federale
0 / 9
 (2011)
Seggi Parlamenti cantonali
21 / 2714
 (2011)
Testata Il Mattino della Domenica
Organizzazione giovanile Movimento Giovani Leghisti
Iscritti 1.500[4] (2011[5])
Colori rosso e blu
Sito web www.lega-dei-ticinesi.ch

La Lega dei Ticinesi è un partito politico svizzero, attivo nel Canton Ticino, fondato dall'imprenditore luganese Giuliano Bignasca.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento non si definisce né di destra né di sinistra, ma viene però comunemente classificato all'interno del populismo di destra.[1][2]

La Lega ha un'ideologia regionalista, euroscettica, antiecologista e antistatalista;[1][3] sostiene una minore fiscalità, una maggiore attenzione alle fasce più deboli (in particolare gli anziani), e la lotta all'immigrazione.[3]

Stante la formidabile crescita elettorale del movimento, la Lega dei Ticinesi poggia al momento su un numero esiguo di rappresentanti "storici": Attilio Bignasca, fratello di Giuliano Bignasca, presidente del movimento fino al marzo 2013, rappresenta la Lega nel Parlamento cantonale a Berna; Boris Bignasca, figlio del presidente, è stato eletto - insieme con altri 14 deputati - al Gran Consiglio del Canton Ticino prima di rassegnare le dimissioni per motivi di studio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nelle elezioni cantonali del 1991 la Lega elesse tre deputati e nel 1995 ottenne anche l'elezione di un componente del consiglio di stato, l'avvocato Marco Borradori. Alle elezioni federali del 2003 la Lega si è presentata in alleanza con l'Unione Democratica di Centro, ma ha eletto un solo deputato federale.

Nelle elezioni cantonali del 1º aprile 2007 la Lega dei Ticinesi ottiene un successo per il Consiglio di Stato incrementando i propri consensi dal 16% al 25%, divenendo la seconda formazione politica del Ticino dietro al Partito Liberale Radicale (con uno scarto di voti inferiore all'1%). Marco Borradori risulta il candidato più votato di tutto il Cantone. Nel Gran Consiglio vengono eletti 16 deputati (su un totale di 90).

La campagna elettorale è stata incentrata su temi forti e tradizionali come la precedenza ai residenti per l'ingresso nel mercato del lavoro rispetto anche alla manodopera di confine italiana (i cosiddetti frontalieri 54.000 + padroncini + in nero totale 80.000 90.000, su una popolazione ticinese di 300.000) ), un no deciso all'immigrazione massiccia, soprattutto ma non soltanto di matrice islamica, una difesa delle tradizioni locali e delle peculiarità ticinesi e uno stop alla criminalità, in particolar modo di quella straniera.

Nelle elezioni federali del 21 ottobre 2007 la Lega dei Ticinesi riesce a rieleggere Attilio Bignasca a Berna con una percentuale di voti del 12,6%, accrescendo i propri consensi, rispetto alle precedenti consultazioni di ambito federale, di circa il 5% dei voti. Manca per pochi voti l'elezione di un secondo rappresentante nell'assise di Berna.

Il 5 gennaio 2008 Bignasca incontra il leader della Lega Nord Umberto Bossi per un colloquio sui temi politici dell'area insubre [senza fonte]. All'incontro partecipano anche il Consigliere di Stato Marco Borradori e il deputato Norman Gobbi. Per la Lega Nord sono presenti il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni e il Segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. La dirigenza della Lega decide di aderire con una propria delegazione alla manifestazione federale indetta dal Carroccio per il 17 febbraio contro l'eventuale declassamento dello scalo a seguito della probabile vendita di Alitalia alla compagnia di bandiera francese Air France.

Il 2 febbraio 2010 si incontra di nuovo con Bossi a Lugano per parlare dello scudo fiscale, dei "fiscovelox" della Guardia di Finanza e per parlare del segreto bancario nell'economia ticinese e dell'Insubria[6].

Alle elezioni cantonali del 10 aprile 2011 per la prima volta il Partito Liberale Radicale viene superato e con il 29.78% dei consensi la Lega ottiene un secondo seggio al Consiglio di Stato, diventando quindi il primo partito in seno al governo. Al Gran Consiglio ottiene 21 seggi con il 22.84% delle preferenze, rimanendo seconda rispetto ai liberali che ottengono 23 seggi.

Seggi[modifica | modifica sorgente]

Consiglio degli Stati

  • 1991-1995: Giorgio Morniroli
  • 1995-1999: -
  • 1999-2003: -
  • 2003-2007: -
  • 2007-2011: -
  • 2011-2015: -

Consiglio Nazionale

Consiglio di Stato (Cantonale)

Gran Consiglio

  • 1991-1995: 12 deputati
  • 1995-1999: 16 deputati
  • 1999-2003: 16 deputati
  • 2003-2007: 11 deputati
  • 2007-2011: 15 deputati
  • 2011-2015: 21 deputati

Risultati elettorali alle elezioni federali[modifica | modifica sorgente]

Elezioni Voti Percentuale Seggi
1991 28 181 1,40% 3
1995 17 804 0,95% 1
1999 17 118 0,88% 2
2003 7 304 0,35% 1
2007 13 031 0,57% 1
2011 34 235 0,60% 2

Risultati elettorali alle elezioni cantonali[modifica | modifica sorgente]

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Parties and elections - Switzerland. URL consultato il 4 ottobre 2012.
  2. ^ a b Taguieff, op. cit., p. 72
  3. ^ a b c d Ghiringhelli, op. cit.
  4. ^ (DE) Der Bund kurz erklärt, Swiss Confederation, 2011, p. 21.
  5. ^ (DE) Der Bund kurz erklärt, Swiss Confederation, 2011, p. 21.
  6. ^ Incontro a Lugano tra Bossi e Bignasca

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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