Marcel Aymé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marcel Aymé nel 1929

Marcel Aymé (Joigny, 29 marzo 1902Parigi, 14 ottobre 1967) è stato uno scrittore francese, autore di opere di letteratura per ragazzi e di letteratura umoristica.

Autore di commedie, di romanzi, di racconti per ragazzi e di novelle, le sue opere hanno ispirato svariati film, programmi televisivi, fumetti e cartoni animati. I suoi testi riflettono un senso particolare dello humour e del fantastico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte della madre, Marie-Odile Emma Monamy (1863-1904), il padre, Faustin Joseph Aymé (1859-1947), fabbro in un reggimento di dragoni, lo affida (Marcel è il più piccolo dei suoi sei figli) con la sorella Suzanne ai nonni materni, Frances e Auguste Monamy Curie, che hanno una fabbrica di piastrelle, una fattoria e un mulino a Villers-Robert, nel Giura. Qui vive qualche hanno un rapporto stretto con la natura e frequenta la scuola del villaggio. Alla morte dei nonni, viene affidato alla zia, Léa Monamy, sorella minore di sua madre, che non aveva figli e abitava una casa panoramica a Dole. Si è licenziato nel 1919, ma non riuscì a diplomarsi in matematica al "Lycée Victor Hugo" di Besançon perché rimase vittima della febbre spagnola. La zia lo curò, quindi fece il servizio militare in Germania e si trasferì a Parigi, dove voleva studiare medicina, ma fece il giornalista (un'altra sorella, Camille, lo incoraggiò per lettera, durante le sue lunghe convalescenze, a scrivere).

Nei circoli letterari si fece notare con il suo primo romanzo, Brûlebois (1926), ma i successivi Aller retour e Les Jumeaux du diable furono meno apprezzati. Con La Table aux crevés ottenne nel 1929 il Premio Renaudot. La Rue sans nom (1930) fu ben accolto dai critici, ma Le Vaurien (1931) fu nuovamente un insuccesso. Solo con La Jument verte (1933) raggiunse la vera fama. Nello stesso anno, infatti, anche il cinema si accorse della sua opera e cominciò una lunga serie di adattamenti (collaborò anche ad alcune sceneggiature per Pierre Chenal, Louis Daquin e altri registi).

Dal 1928 abitò a Montmartre, pubblicò racconti per bambini, romanzi, raccolte di novelle. Pubblicò anche testi nell'organo collaborazionista Je suis partout, cosa che gli fu in seguito rimproverata.

A teatro, ottenne grande successo con Lucienne et le boucher, Clérambard (1950), farsa che mal nasconde un interrogativo sull'esistenza di Dio, e un'altra farsa, La Tête des autres (1952), messa in scena da André Barsacq, della quale l'unica a non ridere fu la magistratura.

Lo stile di Marcel Aymé è davvero classico. Egli analizzò, con spirito, le traversie dell'uomo e della società. La sua visione può forse essere cupa. L'ipocrisia, l'avidità, la violenza, l'ingiustizia, il disprezzo compaiono nelle sue opere, così come il cameratismo, l'amicizia, la bontà, la gentilezza e la dedizione. Egli descrisse le strutture sociali in modo molto realista, nello stile di Balzac o di Zola, attribuendo al contempo un ruolo importante al fantastico.

Il suo testo teatrale La Tête des Autres fu la prima grande perorazione contro la pena di morte ad aver fatto scandalo. Egli vi ridicolizza la magistratura e i procuratori della repubblica. La canzone Si la photo est bonne della cantante francese Barbara è ispirata sia da quest'opera sia dalle angosce della moglie di un presidente.

Marcel Aymé non si riconobbe in alcuna corrente politica.

Marcel Aymé è sepolto al Cimitero di Saint-Vincent a Parigi, nel quartiere di Montmartre. Nello stesso quartiere è presente un monumento in Place Marcel-Aymé. La statua è basata sul suo racconto breve Le passe-muraille (Il passamura).

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Amico di Céline[1] e di Robert Brasillach[2], Marcel Aymé fu accusato di collaborazione e di antisemitismo, principalmente per aver preso le difese dei suoi due amici dopo il 1945 e aver firmato testi (articoli culturali e novelle) durante l'Occupazione ne La Gerbe e Je suis partout. Tuttavia, aveva ferocemente deriso il regime nazista prima del 1939 e non diede alcun pegno di adesione dopo il 1940. Il suo apporto a Je suis partout sembra essere stato il risultato dell'insistenza di Brasillach.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

  • Brûlebois, Éditions des Cahiers de France, 1926
  • Aller retour, Gallimard, 1927
  • Les Jumeaux du diable, Gallimard, 1928
  • La Table-aux-Crevés, Gallimard, 1929
  • La Rue sans nom, Gallimard, 1930
  • Le Vaurien, Gallimard, 1931
  • La Jument verte, Gallimard, 1933
    • trad. Vittorio Franceschi, La cavalla verde, De Martino, 1952
    • trad. Pietro Farneti, La giumenta verde, Longanesi, 1960; Mondadori, 1980
    • trad. Alessia Piovanello, La giumenta verde, Donzelli, 2006. ISBN 8860360153
  • Maison basse, Gallimard, 1934
  • Le Moulin de la Sourdine, Gallimard, 1936
  • Gustalin, Gallimard, 1937
  • Le Bœuf clandestin, Gallimard, 1939
  • La Belle Image, Gallimard, 1941
  • Travelingue, Gallimard, 1941
  • La Vouivre, Gallimard, 1943
    • trad. Vittorio Franceschi, Arsenio e la dea, De Martino, 1954
  • Le Chemin des écoliers, Gallimard, 1946
  • Uranus, Gallimard, 1948
  • Les Tiroirs de l'inconnu, Gallimard, 1960
    • trad. Maria Lilith, Tatiana, Longanesi, 1962
  • Denise, incompiuto, "Cahier Marcel Aymé" n. 13-14, 1997

Novelle e racconti[modifica | modifica sorgente]

  • Le Puits aux images, Gallimard, 1932 - 11 novelle[3]
  • Le Nain, Gallimard, 1934 - 13 novelle[4]
  • Derrière chez Martin, Gallimard, 1936 - 9 novelle[5]
  • Le Passe-muraille, Gallimard, 1943 - 10 novelle[6]
  • Les Contes du chat perché: 17 racconti per ragazzi[7], Gallimard, 1934-46
    • trad. Maria Vittoria Pugliaro, A mosca cieca, Saie, 1957
    • trad. Stefania Bertola, Le storie rosse del gatto di casa, illustrato da Philippe Dumas, Emme, 1980
    • trad. Stefania Bertola, Le storie blu del gatto di casa, illustrato da Philippe Dumas, Emme, 1982
    • trad. Stefania Bertola, Le mucche, illustrato da Roland Sabatier, Emme, 1992 ISBN 887927130X
    • trad. Stefania Bertola, La zampa del gatto, illustrato da Roland Sabatier, Emme, 1992 ISBN 8879271261
    • trad. Luigi Peviani, L'allegra fattoria di Delfy e Marinella, Loffredo, 1998 ISBN 8880965174
    • trad. Adelina Galeotti e Bianca Lazzaro, Le storie del gatto sornione, illustrato da Nathalie Parain, presentazione di Ascanio Celestini, prefazione di Jacqueline Risset, Donzelli, 2005 ISBN 8879898493
  • Le Vin de Paris, Gallimard, 1947 - 8 novelle[8]
  • En arrière, Gallimard, 1950 - 10 novelle[9]
  • altre novelle sono state raccolte in Œuvres romanesques complètes, a cura di Yves-Alain Favre (I) e Michel Lecureur (II-III), Gallimard, "Bibliothèque de la Pléiade", volume I[10], 1989; volume II[11], 1998 e volume III[12], 2001. L'ed. nella collana "Quarto" di Nouvelles complètes, Gallimard, 2002 ne contiene altre due[13].
  • un'antologia italiana, Traversata di Parigi, trad. di Aldo Camerino, Sodalizio del libro, 1960 contiene: La ritirata di Russia - A e B - L'individuo - Il nano - L'armatura - L'ultimo - Il passa muri - La tessera - Il proverbio - L'esattore di spose - L'usciere - Il romanziere Martino - Il tempo morto - Racconto di Natale - Traversata di Parigi - I cani della nostra vita.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • Les Grandes étapes, 1933 - opera non rappresentata
  • Vogue la galère, 1944
  • Lucienne et le boucher, 1947
  • Clérambard, 1950
  • La Tête des autres, 1952
  • Les Quatre vérités, 1954
  • Les Sorcières de Salem, 1955 - adattamento da Arthur Miller
  • Les Oiseaux de lune, 1955
    • trad. Francesco Casatello, Uccellini di luna, Sansoni, 1961
  • La Mouche bleue, 1957
  • Patron, 1959 (ma pubblicata nel 1987) - commedia musicale (musica di Guy Béarn)
  • Vu du pont, 1957 - adattamento da Arthur Miller
  • Louisiane, 1961
  • Les Maxibules, 1961
  • La Chaloupée, 1962 - con Roland Petit
  • Le Placard, 1963 - adattamento (pseudonimo) da Arthur Kopit
  • La Nuit de l'iguane, 1965 - adattamento da Tennessee Williams
  • La Convention Belzébir, 1966
  • Consommation, 1967
  • Le Minotaure, 1967
  • Le Météore, postuma, 1977, adattamento da Friedrich Dürrenmatt
  • La Mannequin, postuma, pubblicata nel 1985
  • Le Commissaire, incompiuta, pubblicata nel 1985
  • Le Cortège ou Les Suivants, incompiuta, pubblicata nel 1985
  • Théâtre complet 1948-1967, presentazione di Michel Lécureur, Gallimard, 2002

Saggi[modifica | modifica sorgente]

  • Silhouette du scandale, Éditions du Sagittaire, 1938, poi Grasset, 2000
  • Le Confort intellectuel, in "La Table ronde" nn. 13-15, gennaio-marzo 1949; poi Flammarion 1992
  • Le Trou de la serrure, Palimugre, 1946, poi in Georges Robert e André Lioret (a cura di), Marcel Aymé insolite, Éditions de La Revue indépendante, 1958, pp. 129–31
  • Du côté de chez Marianne. Chroniques (1933-1937). raccolta di articoli a cura di Michel Lecureur, Gallimard, 1989
  • Vagabondages. Recueil d'articles et de préfaces, a cura di Michel Lecureur, La Manufacture, 1992
  • Confidences et propos littéraires, a cura di Michel Lecureur, Les Belles Lettres, 1996

Iconografia e testimonianze[modifica | modifica sorgente]

  • Cahiers Marcel Aymé, saggi e inediti, dal 1982 con cadenza annuale[14] presso Gallimard
  • De l'amour et des femmes, a cura di Michel Lecureur, Les Belles Lettres-Archimbaud, Paris 1997
  • Album Marcel Aymé, a cura di Michel Lecureur, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 2001

Filmografia principale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Aymé partecipò al processo testimoniando in suo favore, insieme a Théophile Briant, Evelyne Pollet, Henri Mondor, Jean Galtier-Boissière, Thierry Maulnier, Henry Miller, Marcel Jouhandeau, Albert Paraz, Louis Pauwels e Pierre Mac Orlan e scrisse nell'aprile del 1950 l'articolo "L'épuration et le délit d'opinion". La testimonianza è stata pubblicata con il titolo Sur une légende su "Cahier de l’Herne" n. 3, 1963.
  2. ^ Firmò una petizione che chiedeva la grazia a Charles de Gaulle contro la sua condanna a morte insieme a Paul Valéry, Albert Camus, Paul Claudel, Jean Anouilh, Jean Cocteau, François Mauriac, Daniel Rops, Jean Paulhan, Roland Dorgelès, Colette, Arthur Honegger, Maurice de Vlaminck, André Barsacq, Jean-Louis Barrault e Thierry Maulnier, ma Brasillach fu fucilato.
  3. ^ La Retraite de Russie - Les Mauvaises fièvres - Noblesse - A et B - Pastorale (in 5 parti) - Les Clochards - L'Individu - Au Clair de la Lune - La Lanterne - Enfants perdus.
  4. ^ Le Nain - La Canne - La Liste - Deux Victimes - Rue Saint-Sulpice (altrove La Faim du pianiste) - Bonne Vie et mœurs - L'Affaire Touffard - Le Mariage de César - Trois Faits divers - L'Armure - Sporting (altrove L'Espérance et le Sporting) - La Clé sous le paillasson - Le Dernier.
  5. ^ Le Romancier Martin - Je suis renvoyé - L'Élève Martin - Le Temps mort - Le Cocu nombreux - L'Âme de Martin - Rue de l'Évangile - Conte de Noël (altrove Le Noël de l'adjudant) - La Statue.
  6. ^ Le Passe-muraille (altrove Garou-Garou) - Les Sabines - La Carte - Le Décret - Le Proverbe - Légende Poldève - Le Percepteur d'épouses - Les bottes de sept lieues - L'Huissier - En attendant.
  7. ^ Le Loup - Les Bœufs - Le petit coq noir - Le Chien (1934) - L'Éléphant - Le mauvais jars (1935) - La Buse et le cochon (1936) - L'Âne et le cheval - Le Canard et la panthère (1937) - Le Paon - Le Cerf et le chien (1938) - Les Cygnes (1939) - Le Mouton (1940) - Les Boîtes de peinture (1941) - Les Vaches (1942) - La Patte du chat (1944) - Le Problème (1946).
  8. ^ L'Indifférent - Traversée de Paris - La Grâce - Le Vin de Paris - Dermuche - La Fosse aux péchés - Le Faux policier - La Bonne peinture.
  9. ^ Oscar et Erick - Les Fiançailles - Rechute - Avenue Junot - Les Chiens de notre vie (altrove Les Chiens) - Conte du milieu - Josse - La Vamp - Le Mendiant (altrove Le Grand Moteur) - En arrière.
  10. ^ Et le monde continua - Caïn - L'Œil - Augmentation - Les Frères Legendum - Entre les pages - Les Grandes récompenses - Le Diable au studio - Le Train des épouses - 17 noir impair et manque.
  11. ^ Le Nez des jumelles - Knate - Bergère - Manquer le train.
  12. ^ Confidences - Samson - Le Monument - Un Poète nommé Martin - La Fille du shérif - Un Crime - Héloïse - Un coureur à pied du nom de Martin - Accident de voiture - Un Couple - La Fabrique - Marie Jésus.
  13. ^ La Fée du métro - Le Monstre.
  14. ^ il sito.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pol Vandromme, Marcel Aymé, Gallimard, Paris, 1960
  • Dorothy Brodin, Marcel Aymé, Columbia University Press, New York, 1968
  • Michel Lecureur, Marcel Aymé, un honnête homme, Les Belles Lettres-Archimbaud, Paris, 1988, 1997² (biografia)
  • Pierre Chalmin, L'Art d'Aymé, Le cherche Midi, Paris, 2004

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 9842427 LCCN: n50029791