Charleston (ballo)

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Josephine Baker balla il Charleston alle Folies Bergère nel 1926.

Il charleston è un ballo di derivazione jazzistica (che si collega con il rag time) diffusosi intorno agli anni venti, prima in America e poi in Europa. Di andamento veloce e brillante, ha ritmo sincopato in 4/4. Il charleston è senza dubbio il più brioso, gaio e scoppiettante ballo dell'epoca moderna. Per sua struttura, si stacca nettamente da tutti gli altri balli, possedendo una personalità inconfondibile ed inimitabile.

Storia [modifica]

Deve il suo nome alla città di Charleston, nella Carolina del Sud. Divenne popolare negli Stati Uniti nel 1923 grazie alla canzone The Charleston di James P. Johnson.

spartito di Il vero Charleston 1925

Raggiunge la sua massima popolarità intorno al 1925-26, ovvero in un periodo molto particolare della storia americana e del resto del mondo. La popolazione vive con frenesia e dissolutezza questo periodo, dedicandosi al consumismo più sfrenato quasi presagendo il catastrofico crac economico avvenuto nel 1929. In questo clima elettrizzante e di generale euforia, non poteva mancare un ballo che rispecchiasse quello stato d'animo e che caratterizzasse il periodo.

Il charleston è caratterizzato da musica allegra e gaia, ritmo eccitante, gonne frastagliate, collane di perle, piume, cappelli, lustrini, jais, paillettes, frac,ghette che indossano i disinibiti ballerini. Non si può dire che sia un ballo facilmente praticabile, ma nonostante ciò i giovani di quel tempo lo adoravano: diffusissime nelle città erano i "dancing", locali dove un'orchestra suonava dal tramonto all'alba.

Oggi il charleston in Europa è praticamente scomparso, ma rimane ancora presente negli Stati Uniti e non di rado viene eseguito nelle feste "comandate", specialmente a carnevale e a fine anno.

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Note [modifica]