Io... e il ciclone

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Io... e il ciclone
SteamboatBillJr..JPG
William Jr. in una scena del film
Titolo originale Steamboat Bill Jr.
Paese di produzione USA
Anno 1928
Durata 71 min.
Colore B/N
Audio muto
Genere commedia
Regia Charles Reisner
Soggetto Carl Harbaugh
Produttore Joseph M. Schenck
Fotografia Bert Haines, Devereaux Jennings
Montaggio Sherman Kell (non accreditato)
Scenografia Fred Gabourie[1]
Interpreti e personaggi

Io... e il ciclone (Steamboat Bill Jr.) è un film del 1928 diretto da Charles Reisner con Buster Keaton.

Girato per buona parte sul fiume Sacramento (compresa la celebre sequenza del ciclone), è il terzultimo film muto interpretato da Keaton.

Benché alcune fonti riportino Keaton come regista non-accreditato del film (come IMDb[2]) nessuna fonte ufficiale conferma la cosa, che non risulta né nei credits iniziali del film, né nell'autobiografia dello stesso regista-attore[3].

Conosciuto in Italia anche come Bill del vaporetto; meno frequenti, ma comunque presenti, anche versioni intitolate Bill jr. del vaporetto e Il figlio di Bill del vaporetto[4]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Due battelli fluviali si fanno da tempo una feroce concorrenza: lo Stonewall Jackson di Steamboat Bill, imbarcazione vecchia e scassata e la barca moderna e accessoriata di John King. Steamboat Bill viene avvertito da un telegramma che in città sta per arrivare suo figlio William jr, che non vede da anni perché studente al college: immagina sia grande e possente come lui, invece è magro e minuto. Il giovane è anche innamorato della figlia del rivale, Kitty.

King e Steamboat Bill sr. vengono alle mani, quando il primo inguaia il secondo per via della barca non sicura: il padre finisce in prigione e William jr. cerca di farlo evadere, inutilmente. Investito da un'auto, finisce in ospedale. Mentre è a letto, la città viene investita da un tremendo ciclone: la gente cerca di salvarsi come può, mentre le case crollano sotto la devastazione e il battello di King si inabissa. William stesso viene portato, con l'inondazione, sul battello del padre. Si improvvisa così alla guida dell'imbarcazione e salva il genitore che stava per annegare in carcere. Salva anche il rivale King e la figlia, oltre a un prete, per farsi sposare con Kitty.

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • (...) "L'apparenza è realistica, ma la struttura dominante è quella del sogno, anzi dell'incubo"[5]
  • (...) "Quel ciclone, in fondo, non è che la parafrasi del mondo fatto di richieste, di imposizioni, di sopraffazioni, che lo circonda: è la versione naturale del padre e come tale va accettata" [6].
  • (...)"La natura stessa del personaggio di Buster è quella di un oggetto, un fuscello di paglia preso nel turbine della tempesta, o un granello di polvere finito negli ingranaggi della società" (Benayoun)[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cremonini, op. cit., p. 103.
  2. ^ Credits su IMDb
  3. ^ Keaton, op. cit., p. 233
  4. ^ M. Morandini su MyMovies
  5. ^ M. Morandini - Il Morandini 2003 - Dizionario dei film, Zanichelli, Bologna ottobre 2002, p. 685
  6. ^ Cremonini, op. cit., p. 65.
  7. ^ Cremonini, op. cit., p. 65.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean-Pierre Coursodon, Buster Keaton, Parigi, Lherminier 1986
  • Giorgio Cremonini, Buster Keaton, Milano, Il Castoro cinema, 1996. ISBN
  • Buster Keaton, Memorie a rotta di collo, Milano, Feltrinelli, 1995. ISBN 88-07-81354-8

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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