Mano pericolosa

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La mano pericolosa
Titolo originale Pickup on South Street
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1953
Durata 83 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Samuel Fuller
Soggetto Samuel Fuller
Produttore Jules Schermer per 20th Century Fox
Fotografia Joe MacDonald
Musiche Leigh Harline
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mano pericolosa è un film del 1953 diretto da Samuel Fuller.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Skip McCoy è uno scaltro borseggiatore, che ruba la borsetta dell'avvenente Candy (Peters). All'insaputa di Skip e Candy, essa contiene il microfilm di un'informazione governativa top-secret, in una busta che Candy porta con sé per fare un ultimo favore al suo ex, Joey. Ma Candy non ne conosce il contenuto né sa che Joey è una spia comunista.

La condotta di Joey in realtà era già da mesi sotto osservazione da parte degli investigatori federali. Skip diventa perciò oggetto di una serrata caccia all'uomo, ad opera della polizia e degli agenti federali, oltre che di Candy e Joey. Candy tenta di sedurre Skip, ma lui la rifiuta. Quando Skip scopre il contenuto del microfilm, respinge le proposte dei poliziotti e offre la pellicola a chiunque gli consegni 25.000 dollari. Nel frattempo Candy riesce a capire di essere stata raggirata da Joey, così salta il fosso e confessa il suo amore per Skip.

Joey interroga con durezza Moe (la Ritter, nominata per un Oscar), l'unica amica di Skip, che si rifiuta di tradirlo. Alla fine la uccide a sangue freddo, provocando un desiderio di vendetta in Skip. L'agente comunista rintraccia Candy nel suo appartamento. Nel frattempo la donna è riuscita a ottenere quattro dei cinque fotogrammi da Skip, ma si rifiuta di dire a Joey dove sia l'ultimo, per questo lui le spara. I poliziotti arrivano sul posto cercando di arrestare Joey, che però riesce a fuggire, mettendosi sulle tracce di Skip. Riesce a scovarlo nella metropolitana, dove i due si affrontano in una sfida tesa, che vede Skip picchiare fino alla morte Joey. Dopo averlo ringraziato per l'aiuto, la polizia ripulisce la fedina penale di Skip, che ritrova Candy in salute e con lei spera di iniziare una nuova vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Darryl F. Zanuck aveva mostrato a Fuller, allora sotto contratto per la 20th Century Fox, una sceneggiatura di Dwight Taylor intitolata Blaze of Glory. Narrava di un'avvocatessa innamoratasi di un criminale da lei difeso in un processo per omicidio. A Fuller l'idea piaceva, ma secondo la sua esperienza di giornalista di cronaca nera era meglio evitare la narrazione di un processo. Fuller chiese così a Zanuck se poteva scrivere una sceneggiatura su un piccolo criminale e la sua ragazza, con il titolo Pickpocket ("Borseggiatore"), che però Zanuck trovò di gusti troppo europei. Fuller trovò così un nuovo titolo e iniziò a documentarsi per aggiungere realismo alla sua storia. Si incontrò con il detective Dan Campion del New York Police Department, che era stato sospeso per sei mesi senza stipendio per aver maltrattato un sospetto, che gli ispirò la figura di Tiger.[1]

Fuller rifiutò diverse proposte degli studios per il ruolo femminile principale: Marilyn Monroe, Shelley Winters, Ava Gardner e Betty Grable, che voleva veder inserito per sé un numero di ballo nel film. Inizialmente aveva bocciato anche Jean Peters, non avendo gradito la sua interpretazione in Il capitano di Castiglia . Ad una sola settimana dall'inizio delle riprese, Fuller vide la Peters negli studios a ora di pranzo e notò la sua camminata, che gli sembrò assomigliare a quella di una prostituta. Fu anche colpito dalla sua intelligenza e dalla spigliatezza informale. Le fece così dei provini per diversi ruoli. Arrivato ai ferri corti con la Grable e minacciando di uscire dalla produzione, si decise alla fine a scegliere proprio la Peters per il ruolo principale.[2]

Nell'agosto del 1952 la sceneggiatura fu giudicata inaccettabile secondo il codice Hays, a causa dell'"eccessiva brutalità e dei pestaggi sadici, sia di uomini che di donne". Una versione rivista della sceneggiatura venne poi accettata, ma anche in corso d'opera delle scene vennero rigirate diverse volte perché giudicate a rischio di censura, come quella in cui la Peters e Kiley si perquisiscono a vicenda.

Nell'edizione francese del film venne rimosso qualunque riferimento a spie e microfilm. Il titolo divenne addirittura Le Port de la Drogue (Il porto delle droghe), perché i dirigenti della 20th Century Fox pensavano che non fosse il caso di parlare di spie comuniste in un paese in cui i partiti di sinistra avevano ampio seguito.

Il famoso direttore dell'FBI, John Edgar Hoover, in un pranzo di lavoro con Fuller e Zanuck manifestò apertamente la sua disapprovazione per le opere di Fuller, citando in special modo questo film. In particolare detestava lo scarso patriottismo del personaggio di Widmark, esplicito in un paio di battute, e la scena in cui un agente dell'FBI corrompe un informatore. Zanuck sostenne Fuller, dicendo ad Hoover che non ne capiva niente di cinema, ma fece rimuovere i riferimenti all'FBI nella pubblicità del film.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fuller, Samuel. A Third Face, p.298. Alfred A Knopf, 2002.
  2. ^ Fuller, Samuel. p.303, op.cit.
  3. ^ Fuller, Samuel. p.308, op.cit.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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