Femmine folli

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Femmine folli
Foolish Wives ad.jpg
Titolo originale Foolish Wives
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1922
Durata 117 min
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1.33:1
Genere drammatico
Regia Erich von Stroheim

assistente alla regia Gustav Machaty (non accreditato)

Soggetto Erich von Stroheim
Sceneggiatura Marian Ainslee
Walter Anthony
Produttore Irving Thalberg
Carl Laemmle
Casa di produzione Universal Film Manufacturing Company
Fotografia William H. Daniels
Ben F. Reynolds
Montaggio Arthur Ripley
Musiche Sigmund Romberg
Scenografia Richard Day, Elmer Sheeley
Interpreti e personaggi

Femmine folli (Foolish Wives) è un film del 1922 scritto e diretto da Erich von Stroheim. Sebbene non accreditato nei titoli della pellicola, il film fu prodotto da Irving Thalberg che sarebbe presto diventato uno dei produttori più importanti della Metro Goldwyn Mayer.

Le riprese vennero effettuate agli studios Universal di Backlot. Il film uscì nelle sale l'11 gennaio 1922.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Montecarlo, anno 1920. Qui vivono l'aristocratico russo in esilio Wladislaw Sergius Karamzin, le sue due cugine e la cameriera. Quest'ultima è innamorata di Wladislaw, ma egli sfrutta la sua devozione con la promessa di sposarla. Con l'arrivo di un diplomatico americano il nobile cerca di sedurne la moglie, per estorcerle una grande somma di denaro, mentre ha una relazione pure con la figlia minorata di un falsario.

Alla fine si scoprirà che il conte e le "cugine" sono tutti dei ladri, le due donne vengono arrestate, il conte sarà ucciso dal falsario.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Le scenografie ricostruite di Montecarlo

Il film era il terzo lungometraggio di Stroheim ed aveva richiesto uno sforzo colossale in sede delle riprese per le richieste del regista che, nel suo tipico gigantismo, aveva preteso la ricostruzione fedele negli studi della Universal a Hollywood di scenografie che rappresentassero nei minimi dettagli la città di Montecarlo, che risultarono più costose di quelle fino ad allora imbattute della città di Babilonia per il film Intolerance (1916).

Le riprese durarono un anno per 80.000 metri di pellicola, che vennero ridotti nella prima versione di solo un decimo (per otto ore e mezzo di proiezione). In seguito però il materiale venne drasticamente ridotto dal produttore per arrivare ai cento minuti più canonici.

Il successo di pubblico però ripagò l'investimento e questo film fu il primo di Stroheim a riscuotere un successo mondiale: altre opere di Stroheim successive non saranno altrettanto fortunate, per quanto in seguito rivalutate dalla critica come capolavori.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il film è basato sul tema caro a Stroheim della descrizione decadente della nobiltà postbellica, con un occhio crudele e senza scrupoli che non indulge su nessun personaggio: non esistono figure positive, tutti sono cattivi e le vittime spesso non sono migliori dei carnefici.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Cinematic Classics, Legendary Stars, Comedic Legends and Novice Filmmakers Showcase the 2008 Film Registry, Library of Congress, 30 dicembre 2008. URL consultato il 2 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Clive Hirschhorn, The Universal Story, Octopus Books - London, 1983 (Pagg. 14, 38, 41, 42) ISBN 0-7064-1873-5
  • (EN) Jerry Vermilye, The Films of the Twenties, Citadel Press, 1985 (pag. 74) ISBN 0-8065-0960-0
  • Mereghetti, Dizionario dei film, Baldini e Castoldi, 2007.

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