Frankenstein (film 1931)

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Frankenstein
Henry frankenstein gip.jpg
L'attimo in cui il dott. Frankenstein (Colin Clive) esclama la famosa frase «It's alive!» (È vivo!), in seguito ripresa nel film parodia Frankenstein Junior (1974)
Titolo originale Frankenstein
Lingua originale inglese, latino
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1931
Durata 71 min
Colore B/N
Audio Sonoro Mono (Western Electric Sound System)
Rapporto 1,37 : 1
Genere orrore, fantascienza
Regia James Whale
Soggetto Mary Shelley (romanzo), Peggy Webling (opera teatrale), John L. Balderston (adattamento)
Sceneggiatura Francis Edward Faragoh, Garrett Fort, Robert Florey e John Russell (non accreditati)
Produttore Carl Laemmle Jr.

E.M. Asher (associato)

Casa di produzione Universal Studios
Distribuzione (Italia) I.C.I.
Fotografia Arthur Edeson

Paul Ivano (non accreditato)

Montaggio Clarence Kolster
Effetti speciali John P. Fulton
Musiche Bernhard Kaun
Scenografia Charles D. Hall

Herman Rosse (non accreditato)

Costumi Mae Bruce (non accreditata)
Trucco Jack Pierce
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Frankenstein è un film horror fantascientifico del 1931 diretto da James Whale, tratto dall'omonimo romanzo di Mary Shelley e dal suo adattamento teatrale Frankenstein: an Adventure in the Macabre di Peggy Webling del 1927. Frankenstein è considerato il capolavoro del regista James Whale assieme a L'uomo invisibile del 1933.

Nel 1991 la pellicola è stata scelta per essere preservata nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserita all'ottantasettesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'ambizioso dottor Frankenstein, aiutato dal fedele servo gobbo Fritz, inizia a recuperare resti di cadaveri umani da cimiteri, per cimentarsi nel folle progetto di ricreare la vita in un corpo di sua creazione.

La fidanzata Elizabeth, preoccupata per lo stato mentale dell'amato, chiede aiuto al migliore amico Harry Clerval e all'ex insegnante di Frankenstein, il dott. Waldman, per farlo tornare alla ragione. Ma ormai è tardi: Frankenstein, usando l'elettricità dei fulmini di una tempesta, porta in vita la Creatura fatta da parti di cadaveri.

Presto Waldman e Frankenstein scopriranno con orrore che il cervello, rubato da Fritz e inserito nella Creatura, è in realtà quello di un criminale omicida. La creatura si presenta così ai due e diventa subito aggressiva non appena vede il fuoco della torcia di Fritz, costringendo Frankenstein a rinchiuderla in una stanza. Fritz però continua a stuzzicare il Mostro, finché questo si ribella e lo uccide. Waldman e Frankenstein addormentano il mostro drogandolo con un siero. Elizabeth e il padre di Frankenstein decidono di tenerlo lontano dal suo laboratorio, mentre Waldman si sarebbe occupato di distruggere il mostro e le creazioni di Frankenstein.

Il Mostro però si riprende e uccide Waldman strangolandolo, per poi fuggire dal laboratorio e a seminare il panico nel villaggio, dopo aver annegato per sbaglio una bambina. Il Mostro poi si reca al matrimonio tra Frankenstein ed Elizabeth, mandando in stato di shock quest'ultima. Frankenstein si prende la responsabilità e decide di distruggere il Mostro aizzando una folla di abitanti infuriati. Durante la caccia il Mostro cattura Frankenstein e lo porta in un mulino a vento abbandonato, la folla li raggiunge ma non riescono a entrare all'interno. Frankenstein si confronta con il Mostro, che lo butta giù dal mulino, ma incredibilmente sopravvive. La folla inferocita allora dà fuoco al mulino, dove il mostro viene apparentemente inghiottito dalle fiamme.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Collaboratore alla prima stesura del soggetto e primo candidato regista fu il francoamericano Robert Florey, a cui si deve il permanere, nell'edizione finale, di un evidente debito nei confronti dell'espressionismo tedesco. Fu poi scelto il regista di origini inglesi James Whale. A lui si devono le scelte di Boris Karloff, del tormentato Colin Clive, che aveva diretto nel lavoro teatrale Journey's End e di Mae Clarke, che aveva interpretato la parte di una prostituta nel suo film Waterloo Bridge.

Alla Universal Pictures poi, il naturale candidato al ruolo del mostro, dopo il successo in Dracula, era Bela Lugosi. Pur avendo effettuato dei provini, l'attore di origini magiare ritenne che un personaggio muto - nonostante gli effetti comici prodotti dal suo inglese - e che avrebbe reso irriconoscibile il suo volto, non rendesse sufficiente giustizia alla sua recente fama.

Il trucco del mostro, anche se i meriti vanno divisi con James Whale, si deve a Jack Pierce, mago del trucco Universal, poi creatore anche dei make-up per L'uomo lupo e La mummia. A lui si debbono la testa piatta (troncata alla sommità), l'osso frontale e le sopracciglia del mostro, ottenute con la sovrapposizione di strati di mastice, cotone e collodio. Per esaltare le fosse sulle guance, Boris Karloff doveva anche sottoporsi all'estrazione di un ponte dentale. Le operazioni di trucco e strucco richiedevano quotidianamente quasi quattro ore. Le due appendici metalliche ai lati del collo, comunemente ritenute chiodi, sono in realtà elettrodi da cui il mostro doveva ricavare l'energia vitale.

Oltre all'introduzione iniziale, voluta espressamente dal produttore Carl Laemmle Jr., per vincere la resistenza canadese alla diffusione del film sul proprio territorio (ma divieti si ebbero anche per la Svezia, la Cecoslovacchia, l'Australia), altri elementi aiutano ad illustrare l'audacia del film, per i propri tempi. Dal 1937, improvvisamente, le scene in cui il mostro lancia in acqua, provocandone la morte, la bambina e in cui il barone Frankenstein, dopo aver dato la vita alla creatura, esclama "Ora so cosa significa essere Dio" scomparvero dalle pellicole proiettate nelle sale e, successivamente, da quelle trasmesse in televisione.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì nei cinema statunitensi il 21 novembre 1931 distribuito dalla stessa Universal.

In Italia fu presentato alla 1ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nell'agosto del 1932, mentre la distribuzione nelle sale iniziò il 16 settembre dello stesso anno.

Differenze tra il film e il romanzo[modifica | modifica sorgente]

Nel romanzo originale di Mary Shelley la crudeltà della creatura è il risultato dei maltrattamenti subiti; il film aggiunge come motivazione il fatto che l'assistente del dott. Frankenstein, Fritz, ha fornito al dottore un cervello imperfetto.

Nel romanzo il creatore del mostro si chiama Victor Frankenstein (non Henry) e il suo migliore amico Henry Clerval; una donna che si chiama Justine Moritz lavora per la famiglia Frankenstein.

Precedenti[modifica | modifica sorgente]

La prima versione cinematografica della storia di Mary Wollstonecraft Shelley fu Frankenstein, un cortometraggio muto del 1910 di J. Searle Dawley.

Seguiti e parodie[modifica | modifica sorgente]

Frankenstein fu seguito da una serie di film a cominciare da La moglie di Frankenstein del 1935, che è considerato da alcuni il miglior film della serie (in parte per il fatto che in tale pellicola il mostro si esprime a parole). In esso Elsa Lanchester interpreta la sposa di Frankenstein.

Nel 1939 fu prodotto il secondo sequel, Il figlio di Frankenstein. In questo film Karloff interpretò per l'ultima volta il Mostro. Basil Rathbone interpretò il barone Wolf von Frankenstein e Lionel Atwill l'ispettore Krogh. Nel film recitò anche Donnie Dunagan interpretando il nipote di Frankenstein, Peter.

La serie continuò e si concluse nel 1948 con Il cervello di Frankenstein.

Il film di Mel Brooks Frankenstein Junior costituisce la parodia dei primi tre film della serie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 4 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]