Una pazza giornata di vacanza

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Una pazza giornata di vacanza
Pazza giornata.png
Una scena del film
Titolo originale Ferris Bueller's Day Off
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA
Anno 1986
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia John Hughes
Soggetto John Hughes
Sceneggiatura John Hughes
Produttore John Hughes, Tom Jacobson
Produttore esecutivo Michael Chinich
Fotografia Tak Fujimoto
Montaggio Paul Hirsch
Musiche Arthur Baker, Ira Newbor, John Robie
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« La vita scappa via in fretta, se uno non si ferma e non si guarda intorno, rischia di sprecarla »
(Ferris Bueller / Matthew Broderick)

Una pazza giornata di vacanza (Ferris Bueller's Day Off) è un film del 1986 scritto e diretto da John Hughes. La pellicola, distribuita dalla Paramount Pictures a partire dal 13 giugno 1986, è una commedia giovanile interpretata da Matthew Broderick, Jeffrey Jones, Alan Ruck, Mia Sara e Jennifer Grey.

Nel 1990 NBC ha prodotto Ferris Bueller, serie televisiva basata sul film, con protagonista Charlie Shatter, Richard Riehle e Jennifer Aniston.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Ferris finge di stare male per poter saltare la scuola. Lo studente convince l'amico (depresso e succube dei genitori) Cameron a prendere l'auto del padre, una Ferrari 250 GT California Spider, con la quale passare a prendere la fidanzata Sloane a scuola (ordendo un elaborato tranello) e andare a spassarsela tutti e tre a Chicago.

Arrivati a destinazione, i tre passano una spensierata giornata in città: pranzano in un ristorante di lusso, guardano una partita dei Chicago Cubs al Wrigley Field, e visitano la Willis Tower, l'Art Institute of Chicago e il Chicago Mercantile Exchange. Ferris si esibisce poi ad una parata cantando in playback Danke Schoen di Wayne Newton e Twist and Shout nella versione dei Beatles, mentre la folla entusiasta si unisce a lui con canti e balli.

Alla fine della giornata, Ferris riesce in qualche modo a farla franca tornando a casa poco prima dell'arrivo dei suoi genitori.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

John Hughes scrisse la sceneggiatura del film nell'arco di una sola settimana.[1]

Molte delle scene riprendono il paesaggio e gli edifici di Chicago. Hughes dichiarò di volerne catturare, più che le immagini, «lo spirito».[2]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

John Hughes affermò di aver avuto in mente Matthew Broderick nel ruolo di protagonista già da quando scrisse la sceneggiatura. Per il ruolo di Sloane Peterson invece, Hughes aveva inizialmente preso in considerazione l'attrice Molly Ringwald, ma la scelta ricadde poi su Mia Sara dopo che questi lo aveva piacevolmente sorpreso durante il provino.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film include i seguenti brani:

  1. Love Missile F1-11 - Sigue Sigue Sputnik
  2. Beat City - The Flowerpot Men
  3. Please, Please, Please Let Me Get What I Want - The Dream Academy
  4. Danke Schoen - Wayne Newton
  5. Twist and Shout - Beatles
  6. Radio PeopleZapp
  7. I'm Afraid - Blue Room
  8. Taking the Day Off - General Public
  9. The Edge of Forever - The Dream Academy
  10. March of the Swivelheads - The Beat
  11. Oh Yeah - Yello

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato un grande successo al botteghino. Con un budget di quasi 6 milioni di dollari infatti, la pellicola ha incassato complessivamente circa 70 milioni di dollari,[3] diventando così uno dei migliori incassi cinematografici dell'anno entusiasmando critica e pubblico.

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sweet Bard of Youth, Vanity Fair
  2. ^ (EN) Ferris Bueller: John Hughes and Chicago, AMC
  3. ^ (EN) Ferris Bueller's Day Off (1986), Box Office Mojo
  4. ^ (EN) Zach Bowman, Matthew Broderick reprises Ferris Bueller for Honda CR-V Super Bowl ad in autoblog.com, 30 gennaio 2012. URL consultato il 13 febbraio 2012.
  5. ^ (EN) T.L. Stanley, Ferris Bueller drives a Honda CR-V in Super Bowl ad in latimesblogs.latimes.com, 5 febbraio 2012. URL consultato il 13 febbraio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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