Ferrari 250 GT California

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Ferrari 250 GT California
1961-ferrari-rc.jpg
Una 250 GT California spyder a passo corto del 1961
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Tipo principale Cabriolet
Produzione dal 1957 al 1963
Esemplari prodotti 106[1]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Passo 2400-2600[1] mm
Massa 1100[1] kg
Altro
Assemblaggio Maranello

La 250 GT California è stata una autovettura sportiva a due posti costruita dalla Ferrari dal 1957 al 1963[1]. Fu fabbricata in due serie, una prima denominata “passo lungo” e realizzata dal 1958 al 1960 (con un prototipo costruito nel 1957), ed una seconda, a “passo corto”, prodotta dal 1960 al 1963, con l’ultimo esemplare finito all’inizio di quest’ultimo anno[1].

Il contesto generale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stati Uniti d'America erano divenuti un mercato di grande interesse per la Ferrari, soprattutto grazie alla reputazione di affermate vetture sportive prodotte dalla Casa automobilistica di Maranello, ed al lavoro di Luigi Chinetti, importatore della stessa. L’idea di proporre un modello studiato per il mercato statunitense fu di John Von Neumann, fiduciario della West Coast, che propose a Chinetti una serie di vetture adeguate al mercato americano. Chinetti fece propria l’idea e persuase Enzo Ferrari. Il proposito ebbe dunque seguito, con la produzione di 106 esemplari, di cui nove interamente in alluminio[1].

La parola “spyder” nella denominazione che fu data originariamente alla vettura è improprio, infatti il modello è più una cabriolet con tettuccio ripiegabile. La “250 GT California” ebbe origine dalle berlinette di quegli anni, dove rappresentava la versione aperta. Il nome “spyder” gli fu dato per distinguerla dalle altre cabriolet, che erano in produzione in concomitanza con il modello, ma nascevano dalle 250 GT Coupé stradali[1].

La carrozzeria fu progettata da Scaglietti per entrambe le serie. Fu costruita in lamiere d’acciaio, tranne le portiere ed il cofano, che erano in alluminio. Nove esemplari furono però fabbricati totalmente in alluminio, sempre prodotti dalla Scaglietti[1].

La 250 GT California fu fabbricata sulle stesse linee produttive delle berlinette, e condivideva con queste ultime le sospensioni, i freni e lo sterzo. Gli esemplari fabbricati avevano la guida a sinistra. Sugli ultimi modelli prodotti della prima serie furono introdotti i freni a disco sulle ruote, in sostituzione dei freni a tamburo. Le vetture della serie a “passo corto” erano piuttosto somiglianti alle “passo lungo”, tranne che per il passo del telaio, che era lungo 2400 mm invece di 2600[1].

I primi esemplari della prima serie avevano in dotazione un motore V12 da 3 L di cilindrata, che fu sviluppato e migliorato durante gli anni. La distribuzione era a monoalbero per bancata di cilindri, con candele comprese nella “V” del propulsore. In un primo momento l’accensione era costituita da una bobina d'accensione e singolo distributore, successivamente cambiata in una doppia bobina e relativo distributore. I modelli di transizione tra le due serie avevano invece le candele esterne alla “V” del motore, con sistema di distribuzione doppio, ed un impianto d'alimentazione con carburatori potenziati. Le ultime vetture della seconda serie conservavano il sistema di alimentazione con questa ultima soluzione, e le candele esterne alla “V” del motore[1].

Le competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni esemplari della “250 California” parteciparono a competizioni, con il motore interessato ad un’evoluzione che portò ad importanti sviluppi tecnici. Il miglior risultato fu il quinto posto alla 24 Ore di Le Mans del 1959 con alla guida Bob Grossman e Fernand Tavano. Quest’ultimo esemplare partecipò anche ad altre gare negli Stati Uniti d'America ed ottenne buoni risultati[1].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Il motore era anteriore, longitudinale e a V 12 di 60°. L’alesaggio e la corsa erano rispettivamente di 73 e 58,8 mm, mentre la cilindrata era di 2953,21 cc. Il rapporto di compressione era di 8,5:1 nella prima serie a passo lungo del '57 e 9,2:1 nella seconda serie a passo corto del '60, con una potenza massima erogata di 240 CV nella serie a passo lungo e 280 CV nella serie a passo corto a 7000 giri al minuto. La distribuzione era a un monoalbero con due valvole per cilindro. L’alimentazione era fornita da tre carburatori di marca Weber modello 36 DCL. L’accensione poteva essere singola o doppia, a seconda dei modelli, e con due spinterogeni. La lubrificazione era a carter umido, mentre la frizione era bidisco[1].

Il telaio era tubolare in acciaio. Le sospensioni anteriori erano indipendenti, con quadrilateri trasversali e molle elicoidali; quelle posteriori a ponte rigido con balestre longitudinali. Entrambe montavano ammortizzatori idraulici. All’inizio furono installati freni a tamburo per poi essere sostituiti da freni a disco. Il cambio era a quattro rapporti più la retromarcia, mentre lo sterzo era a vite senza fine e settore dentato[1].

La carrozzeria era di Scaglietti e fu costruita in lamiere d’acciaio, tranne le portiere ed il cofano, che erano in alluminio. Nove esemplari furono però fabbricato totalmente in alluminio, sempre prodotti dalla Scaglietti[1].

La 250 GT California raggiungeva una velocità massima che andava da 225 a 250 km/h per la prima serie e da 250 a 270 km/h per la seconda serie a seconda del rapporto al ponte finale che veniva montato [1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Dal sito ufficiale Ferrari – Specifiche tecniche della 250 GT California. URL consultato il 18-06-2010.

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