Ferrari 312 PB

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Ferrari 312 PB
1973-05-27 Jacky Ickx, Ferrari 312P.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Ferrari
Categoria Campionato Mondiale Sportprototipi
Classe Sport Prototipo
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da Mauro Forghieri
Sostituisce Ferrari 312 P
Sostituita da Ferrari 333 SP
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio monoscocca in lega leggera
Motore Ferrari Tipo 001 - V12 180° da 3 litri
Trasmissione 5 rapporti
Dimensioni e pesi
Lunghezza 3.500 mm
Larghezza 1.880 mm
Altezza 956 mm
Passo 2.220 mm
Peso 585 kg
Altro
Pneumatici Firestone (1971/72), Goodyear (1973)
Avversarie Matra MS660, Matra MS670, Alfa Romeo Tipo 33, Porsche 908
Risultati sportivi
Debutto 1971
Palmares
Campionati costruttori 1 (1972)

La Ferrari 312 PB era una vettura da competizione costruita dalla Ferrari, classificata tra i prototipi di Gruppo 6 e destinata a competere nel Campionato Internazionale Marche del 1971.

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome originale di questa automobile era 312 P, mentre la denominazione 312 PB (dove la B sta per motore Boxer) le fu attribuita solo in un secondo momento per distinguerla dall'omonima vettura che la Casa di Maranello aveva realizzato nel 1969. Tuttavia, le analogie tra i due modelli si fermano al solo nome ufficiale; infatti, la 312PB presentava parecchi punti di contatto con la serie 312B, destinata alla F1, a partire dal motore: il Ferrari Tipo 001 12 cilindri piatto da 2991 cm³, depotenziato a circa 440 CV. Esteriormente simile a un motore boxer, il propulsore progettato da Forghieri era in realtà un motore a V piatto. La differenza tra un motore boxer e un motore V piatto è la forma delle manovelle dell'albero motore e la sequenza di accensione nei cilindri; nel motore boxer i pistoni si muovono l'uno verso l'altro in senso opposto mentre i pistoni di un motore piatto si muovono perfettamente all'unisono. Il grande vantaggio rispetto al motore V12 di 60 gradi utilizzato nelle precedenti 312 P è la ridotta altezza del motore a V di 180 gradi. Ciò contribuisce a diminuire l'altezza complessiva della vettura e abbassare il centro di gravità, il che migliora la maneggevolezza.

Fu costruita in undici esemplari[1] (ma altre fonti ne riportano 12[2]).

Contesto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970, mentre ancora infuriava in pista lo scontro agonistico tra la dominatrice Porsche 917 e la sfidante Ferrari 512S, la Commissione Sportiva Internazionale annunciò che per la stagione 1972 le vetture sport con cilindrata di 5 litri non avrebbero più potuto partecipare al Campionato Internazionale Marche, lasciando campo libero alle vetture "prototipo" con motore da 3 litri: le reazioni delle due case costruttrici furono diametralmente opposte e, mentre i tedeschi decisero di interrompere il loro impegno ufficiale alla fine della stagione 1971 (per poi concentrarsi nel Campionato CanAm in cui già gareggiavano), gli italiani decisero di abbandonare per il 1971 lo sviluppo della "512" e di realizzare una nuova vettura "prototipo" con tecnologia e motore da Formula 1, partendo da componenti comuni con la loro nuova monoposto Ferrari 312 B che aveva appena debuttato nella massima serie[3], per ritrovarsi tra le mani una vettura già collaudata all'entrata in vigore del nuovo regolamento.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il telaio in lega leggera della 312PB discendeva concettualmente dalla 312B di F1: come per molte Ferrari di quel periodo, il capo progettista optò per un telaio "misto" formato da una struttura tubolare rinforzata da pannelli di alluminio rivettati ad esso, creando così una leggera monoscocca caratterizzata dai serbatoi sui lati dell'abitacolo: quello principale da 80 litri sulla sinistra del posto guida e un altro da 40 litri sulla destra e in più altri due da 10 litri sotto al pilota, per una miglior ripartizione delle masse; vennero adottate le medesime sospensioni a quadrilateri deformabili, lo stesso retrotreno e il motore usati sulla Formula 1: quest'ultimo fu modificato dal progettista Franco Rocchi per le specifiche esigenze delle gare di durata, mentre la carrozzeria (disegnata da Giacomo Caliri) era di poliestere rinforzato con vetroresina e venne realizzata dalla ditta "Cigala & Bertinetti" di Torino[3]. Risultato di tutti questi accorgimenti fu il contenimento del peso in appena 585 kg, il tutto a vantaggio della maneggevolezza della barchetta[3].

Caratteristiche tecniche - Ferrari 312 PB 1971-'72
Ferrari 312PB Mallory Park.jpg
Configurazione
Carrozzeria: Barchetta Posizione motore: centrale longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 3.500 × 1.880 × 956 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2.220 mm Carreggiate: anteriore 1.425 - posteriore 1.440 mm Altezza minima da terra: 955 mm
Posti totali: 2 Bagagliaio: Serbatoio: 117 litri
Masse a vuoto: 585 kg
Meccanica
Tipo motore: Tipo 001: centrale longitudinale 12 cilindri a V (angolo tra le bancate: 180°) raffreddato a liquido Cilindrata: (Alesaggio x corsa: 78,5 x 51,5 mm); unitaria 249,25 cm³; totale 2991 cm³
Distribuzione: Bialbero a camme in testa, 4 valvole per cilindro Alimentazione: iniezione indiretta Lucas
Prestazioni motore Potenza: 440cv a 10800 giri; potenza specifica: 147 cv/litro; Rapporto peso/potenza: 1,33 kg/cv
Accensione: elettronica Magneti Marelli Dinoplex - candela singola Impianto elettrico:
Frizione: multidisco Cambio: A 5 rapporti, in blocco con il motore
Telaio
Corpo vettura semi-monoscocca in alluminio
Sterzo A cremagliera
Sospensioni anteriori: Quadrilaterali deformabili / posteriori: Quadrilaterali deformabili
Freni anteriori: a disco ventilati / posteriori: a disco ventilati
Pneumatici ant. 9-22-13, post. 13-26-15 - Firestone (1971/72), Goodyear (1973) / Cerchi: ant. 13, post. 15 - Campagnolo
Prestazioni dichiarate
Velocità: 320 km/h Accelerazione:
Altro
Rapporto di compressione 11,5:1
Fonte dei dati: Scheda sul sito ufficiale

Carriera agonistica[modifica | modifica sorgente]

Le Ferrari 312PB di Arturo Merzario e Jacky Ickx alla 1000 km del Nürburgring del 1972

I primi collaudi della nuova vettura furono condotti da Peter Schetty, vincitore del Campionato europeo della montagna 1969, all'aerautodromo di Modena e sul circuito di Kyalami: Schetty, che in quel periodo aveva annunciato il ritiro dalle competizioni, divenne il direttore delle attività Ferrari nelle gare di durata[3].

Dopo un'interlocutoria stagione di debutto (1971), dove comunque la berlinetta dimostrò un grande potenziale arrivando a competere con le ben più potenti Gruppo 5 (1000 km del Nürburgring) la versione evoluta della 312 PB dominò la stagione 1972, vincendo tutte le gare a cui fu iscritta[4][5]. Si ricorda in particolare la vittoria alla Targa Florio dove la vettura fu guidata da Arturo Merzario in coppia con Sandro Munari. La vettura non fu schierata alla 24 Ore di Le Mans 1972 per fermo volere di Enzo Ferrari[4].

Corse ancora nel 1973 partecipando quell'anno anche alla 24 Ore di Le Mans, ma non si riuscì a ripetere la stagione trionfale dell'anno precedente, anche a causa della carente affidabilità[2] e della massiccia concorrenza della francese Matra, che si aggiudicò il titolo con i modelli MS660 e MS670 vincendo 5 gare su dieci[6]; tuttavia, la 312PB riuscì a vincere due corse prestigiose, la 1000 km di Monza e la 1000 km del Nürburgring[6].

A partire dal 1974 Enzo Ferrari, pur avendo fatto predisporre e collaudare a Fiorano e al Circuito Paul Ricard nell'inverno precedente[7] un'evoluzione della vettura (la 312PB/74, con un'aerodinamica fortemente rivista e caratterizzata da un ampio alettone anteriore e un enorme airbox integrato nel roll-bar[8]), decise in seguito di ritirare la squadra ufficiale dal Mondiale Marche per concentrare gli sforzi e le risorse economiche sulla Formula 1.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 1972 Ferrari 312 PB Images, Information and History (312PB) | Conceptcarz.com
  2. ^ a b 1971 - 1973 Ferrari 312 PB - Images, Specifications and Information
  3. ^ a b c d (EN) Rainer Nyberg, Ferrari 312PB 7 FIA 3-litre Sports Prototype, www.motorsportsalmanac.com, 30 giugno 2003. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  4. ^ a b Blog di Francesco Parigi, autore del libro La sfida - Ferrari-Ford: i quattro anni che cambiarono la storia dell’automobile, 2009
  5. ^ Risultati Campionato mondiale Marche 1972
  6. ^ a b (EN) Risultati Campionato mondiale Marche 1973, wsrp.ic.cz. URL consultato il 24 dicembre 2010.
  7. ^ 1974-Fiorano-312 PB-Regazzoni-1, brunodaytona67.canalblog.com. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  8. ^ (EN) Antoine Prunet, FERRARI Sports Racing & Prototype Cars, 1ª ed., Haynes/Foulis, 1983, pag.422-423, ISBN 978-0-85429-338-4. URL consultato il 15 gennaio 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

(EN) Peter Collins, Ed McDonough, Ferrari 312P & 312PB, Veloce Publishing Ltd, 2009, pp. 128 pag. ISBN 9781845842598

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]