Ferrari F40

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Ferrari F40
Ferrari F40 with tinted glass.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1987 al 1992
Sostituisce la Ferrari 288 GTO
Sostituita da Ferrari F50
Esemplari prodotti 1.337[1]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.358 mm
Larghezza 1.970 mm
Altezza 1.124 mm
Passo 2.450 mm
Massa (in ordine di marcia) 1.235 kg
Altro
Stile Nicola Materazzi
e Pietro Camardella
Auto simili Jaguar XJ220, Porsche 959, Lamborghini Diablo
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La Ferrari F40 è un'auto sportiva prodotta dalla Ferrari, virtuale erede della Ferrari 288 GTO Evoluzione, costruita tra il 1987 e il 1998 (per gli ultimi esemplari "F40 GTE"), la cui erede fu la F50. Il disegno della carrozzeria è stato realizzato dallo studio Pininfarina sotto la guida di Nicola Materazzi e Pietro Camardella.

Nata per celebrare i primi quarant'anni di vita della casa automobilistica modenese, tra le altre particolarità ha quelle di essere stata la prima auto stradale nella storia Ferrari ad essere costruita con svariati materiali compositi quali il kevlar per il telaio, le fibre di vetro per la carrozzeria, resine aeronautiche per i serbatoi ed il plexiglas per i finestrini laterali e di essere stata, al momento della sua presentazione l'auto stradale più veloce mai costruita con i suoi 324 km/h dichiarati (spesso sensibilmente superati in vari test), record poi battuto nel 1991 dalla Bugatti EB110.

È stata l'ultima Ferrari dotata di motore turbocompresso, fino all'introduzione nel 2014, ben 27 anni dopo, della Ferrari California T.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di festeggiare i 40 anni di vita della Ferrari con un'auto particolare si presenta subito complessa viste le prestazioni e le caratteristiche tecniche della 288 GTO. Pertanto viene realizzata un'auto che richiami una vettura da Formula 1 dell'epoca adattata all'uso stradale. Questa Ferrari inoltre doveva dare la supremazia prestazionale al cavallino nel mercato mondiale. Ci riuscirono ampiamente, sia per i primati velocistici noti, che per comportamento stradale. Non a caso tuttora viene ancora considerata come la miglior auto "cruda" di sempre ed è spesso termine di paragone anche per le supercar moderne dopo un quarto di secolo.
Al momento della presentazione l'unica rivale diretta era la Porsche 959, che era stata anch'essa concepita per le competizioni in pista riservate al Gruppo B e rimase in produzione fino al 1988, mentre negli anni novanta fu messa in commercio la Jaguar XJ220, prodotta tra il 1992 e il 1994[2].
La prima presentazione ufficiale alla stampa avvenne a Maranello il 21 luglio 1987, mentre al livello internazionale la vettura debuttò al Salone dell'automobile di Francoforte sempre dello stesso anno.
Venne utilizzato il kevlar per rinforzare la scocca e la fibra di vetro per la carrozzeria. Il cofano motore (posteriore) si apre a conchiglia come sulle vetture Sport Prototipo e presenta un'estesa superficie trasparente in plexiglas che lascia in mostra il motore. Antesignana della F40 fu la 288 GTO Evoluzione, dall'aspetto esterno simile al modello poi deliberato ma sperimentale in molte soluzioni tecniche. Mentre il telaio in acciaio e materiali compositi era già quello definitivo, il motore di 2885 cm³ era arrivato a sprigionare anche 650 cv. La Ferrari intendeva così esplorare la robustezza del propulsore con tali potenze in gioco e la possibilità di evoluzioni per l'impiego agonistico. La F40 infatti rispondeva al cliché tecnico del Gruppo B, mai abolito ufficialmente negli allegati tecnici[3], ma che all'epoca non era più ammesso in nessuna competizione sanzionata dalla Federazione Internazionale dell'Automobile.
Dopo approfondite prove in pista si omologò per la produzione un V8 con qualche cm³ in più (2936, per la precisione) e parecchi cavalli in meno, per soddisfare le esigenze di trattabilità nell'uso quotidiano e soprattutto per rispettare le stringenti norme sulle emissioni. Come per la Ferrari 288 GTO, anche l'F40 fu subito oggetto di speculazioni: all'inizio il prezzo di listino venne fissato intorno a 374 milioni lire, ma sul mercato non ufficiale le vetture vennero vendute a cifre vicine ai 1,5/2 miliardi di lire[1].

Il numero di esemplari prodotti, pianificati inizialmente in 400, venne aumentato fino al limite invalicabile di 1.000 esemplari. Proprio nel momento in cui il valore dell'auto era all'apice però, la vettura ottenne l'omologazione negli Stati Uniti, fino ad allora negata a causa delle caratteristiche estreme della macchina. La Ferrari dovette quindi rispettare il contratto con l'importatore statunitense che obbligava la casa di Maranello a destinare il 22% della produzione di ogni modello al mercato americano. La produzione venne quindi estesa fino a portare il numero totale di F40 prodotte a 1.337 esemplari[1].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Motore[modifica | modifica wikitesto]

Il motore è un 8 cilindri a V di 90 gradi, cilindrata pari a 2936,25 cm³, alesaggio 82,0 mm corsa 69,5 mm, sovralimentato con due turbocompressori IHI, distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole per cilindro con due iniettori per cilindro. La potenza massima erogata è di 478 CV (352 Kw) a 7000 giri/min, coppia massima 577 Nm a 4000 giri/min. Il rapporto di compressione è di 7,7:1. Il cambio è manuale a 5 marce, più retromarcia, con frizione bidisco a secco e montato longitudinalmente.

Corpo vettura[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari F40

Berlinetta 2 posti, telaio a traliccio tubolare in acciaio con vasca abitacolo con pannelli scatolati di rinforzo in materassino di kevlar e fibra di carbonio impregnati con resina epossidica.[4] Uguale materiale per la carrozzeria dal peso totale di 46 kg. Le sospensioni anteriori e posteriori sono indipendenti, con bracci trasversali molle elicoidali e barra stabilizzatrice. Esse inoltre, grazie ad ammortizzatori oleopneumatici che possono essere regolati dall'abitacolo, sono regolabili su tre settaggi differenti in altezza da terra e rigidità, a seconda dello stile di guida e delle condizioni di esercizio. Il passo è di 2.450 mm, la carreggiata anteriore di 1.594 mm e quella posteriore di 1.606 mm. Sterzo a cremagliera. Il peso totale è di 1155 kg.

Interni[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari F40 interno

L'interno della F40 è ridotto all'essenziale, in onore alla sua vocazione più corsaiola che stradale. Ad eccezione del climatizzatore, sono assenti l'impianto stereo, il portaoggetti, i tappettini, le rifiniture in pelle e i pannelli delle portiere. I primi 50 modelli utilizzavano dei finestrini scorrevoli lateralmente, mentre i successivi montavano vetri discendenti con comando a manovella; non sono mai stati prodotti modelli dotati di vetri a comando elettrico. Le maniglie interne delle portiere sono sostituite da cinghie di gomma.

La F40 è sprovvista di sterzo assistito e ABS.

Questa dotazione "spartana" la differenziava ulteriormente dalla rivale Porsche 959, che sfoggiava invece un ampio utilizzo di tecnologia elettronica.

Prestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto peso-potenza è di 2,58 kg/CV con una potenza specifica di 163 CV/litro.

Come da prova su strada della rivista Quattroruote[5].

  • Velocità massima: 326,193 Km/h.
  • Accelerazione da 0 a 60 km/h: 2,55 secondi.
  • Accelerazione da 0 a 80 km/h: 3,27 secondi.
  • Accelerazione da 0 a 100 km/h: 4,10 secondi.
  • Accelerazione da 0 a 120 km/h: 5,51 secondi
  • Accelerazione da 0 a 160 km/h: 8,03 secondi
  • Accelerazione da 0 a 200 km/h: 11,30 secondi.
  • Accelerazione da 0 a 220 km/h: 13,84 secondi.
  • Accelerazione da 0 a 240 km/h: 16,39 secondi.
  • Accelerazione da 0 a 260 km/h: 20,23 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 80 km/h: 2,93 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 100 km/h: 8,16 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 120 km/h: 12,64 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 140 km/h: 16,08 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 160 km/h: 18,45 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 180 km/h: 21,92 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 200 km/h: 23,41 secondi.
  • Ripresa in V da 70 a 220 km/h: 26,27 secondi.
  • 400 metri da fermo: 11,920 secondi.
  • Chilometro da fermo: 20,980 secondi.

La F40 LM[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari F40 LM

In seguito alle numerose richieste del Presidente di Ferrari France Daniel Marin ad Enzo Ferrari di preparare una versione della F40 per la 24 Ore di Le Mans, ad inizio 1989 vennero costruiti in collaborazione con Michelotto Automobili due esemplari da gara noti con il nome di F40 LM.

La vettura durante i primi test venne supervisionata dal collaudatore Dario Benuzzi e, prima di gareggiare a Le Mans, debuttò nel Campionato IMSA in classe GTO sul Circuito di Laguna Seca con alla guida Jean Alesi. Partita in seconda posizione la vettura terminò la gara al terzo posto[2]. La stagione seguente, nel 1990, Ferrari France schierò nuovamente una o due F40 LM in alcune prove del Campionato, conquistando in totale 4 podi, ma mancando l'auspicata vittoria.

Altre otto vetture sulla base della F40 LM furono costruite con la sigla F40 Competizione dal 1988 al 1994, per permettere ad altre squadre private di correre anche in altri Campionati GT al di fuori del contesto di Le Mans[6].

Oltre alle due F40 LM e otto F40 Competizione Michelotto Automobili preparò dal 1994 al 1996 anche sei dei sette esemplari di F40 GTE destinati al Campionato BPR Global GT Series[2].

La Ferrari F40 Competizione

Rispetto al modello stradale le F40 LM e F40 Competizione presentano turbocompressori ed intercooler maggiorati, una nuova centralina elettronica di gestione del motore (siglato F120B), il rapporto di compressione salito a 8,0:1 e la pressione di sovralimentazione portata a 2,6 bar. Tali modifiche portarono la potenza massima a circa 720 CV in gara, mentre in prova furono superati i 900 CV: questo per quanto riguarda le vetture che gareggiarono nell'IMSA in GTO dal 1989 al 1990. Quelle schierate nel BPR Global GT Series (le F40 GTE) erano invece limitate per regolamento nella potenza massima a 660 CV[2][7]. Il peso, in base alle differente series, si aggirava normalmente sui 1050 kg, anche se alcuni esemplari scendevano sotto la soglia della tonnellata[8]. Le prestazioni velocistiche erano impressionanti: la velocità massima era prossima ai 370 km/h e l'accelerazione da 0 a 100 km/h necessitava di circa 3 secondi[9].

Una delle F40 LM pilotate da Jean Alesi, con il codice di telaio 79890, è stata acquistata dal miliardario e pilota belga Jean Blaton, il quale ne ha disposto la conversione in vettura da competizione barchetta. La riprogettazione è stata affidata a Tony Gillet, creatore della Gillet Vertigo. Egli introdusse nuove sospensioni push-rod con un nuovo sistema di raffreddamento. Altre modifiche si riscontrano negli scarichi, modificati e direzionati di lato in corrispondenza delle ruote posteriori, nel nuovo roll-bar installato all'interno (inserito per motivi di rigidità e sicurezza) e nel parabrezza provvisorio, più piccolo rispetto all'originale. Questa vettura non è mai stata ufficialmente riconosciuta dalla Ferrari[10].

La F40 GTE[modifica | modifica wikitesto]

La Ferrari F40 venne preparata da Michelotto Automobili anche in ulteriori sei esemplari (in totale sono sette) noti con il nome di F40 GTE, l'ultima evoluzione da pista realizzata appositamente per gareggiare nel Campionato BPR Global GT Series. Sfruttando le conoscenze acquisite con la versione LM, venne prodotta tra il 1994 e il 1996. Aveva un motore con una cilindrata maggiorata a 3,5 litri dotato per regolamento di flange sui condotti di aspirazione erogava una potenza massima di 660 CV, montava un cambio sequenziale a 6 rapporti[2] e dischi freno in carboceramica (impiegati nella stagione 1996[7]). Inizialmente colse numerosi successi in campionato anche contro le più moderne McLaren F1 GTR soprattutto nelle gare sprint; mentre nelle gare endurance manifestava problemi di affidabilità che ne limitavano i risultati, nella stagione 1996 era ormai poco competitiva nei confronti di vetture frutto di progetti più recenti e schierate da squadre ufficiali come la Porsche 911 GT1[7].

F40 "Speciali"[modifica | modifica wikitesto]

Della F40 vennero realizzati 8 prototipi, con i seguenti numeri di telaio: 73015, 74045, 74047, 74049, 74327, 75034, 75052 e 76354; ognuno dei quali fu realizzato per testare specifici particolari della futura F40. Tutti i prototipi erano dotati di cinque feritoie su ogni lato posteriore della vettura (sotto l'ala posteriore), in luogo delle quattro feritoie delle vetture di produzione. I prototipi si differenziavano anche per differenti soluzioni degli specchietti (alcuni ne erano addirittura privi) e per il design della parte in Plexiglas trasparente coprimotore con ben 20 sfoghi di minore dimensione in luogo degli 11 dei modelli di serie.

La F40 telaio 73015 è di fatto la prima vera F40 venne presentata a Maranello il 21 luglio 1987, in occasione di una conferenza stampa, in cui Enzo Ferrari elogiando le doti della F40, fece un riferimento all'epoca in cui le vetture da strada potevano anche gareggiare su pista.

La F40 telaio 74045 dopo aver svolto il suo ruolo di prototipo venne trasformata in F40 LM e successivamente in una F40 GT/E, fu iscritta a Le Mans nel 1995 e nel 1996.

La F40 telaio 74047 dopo essere stata presentata al Salone dell'Automobile di Francoforte nel 1987, venne inviata a Michelotto dove venne trasformata in una F40 GT. Si affermò nel Campionato Italiano GT dal 1992 al 1994.

La F40 telaio 74049 è dotata di pannelli in fibra più sottili delle vetture di serie, privi di rinforzi laterali, oltre ad avere le caratteristiche 5 feritoie esclusive dei prototipi ed ha gli specchietti retrovisori con braccio allungato. In particolare inoltre questa "speciale" è dotata del motore siglato F120AB (da notare che le F40 di serie hanno il motore F120A e le F40 LM richiedendo una maggiore erogazione di potenza hanno il motore F120B).

La F40 telaio 76354 venne esposta al salone di Ginevra del 1988.

Anche nell'arco della produzione vennero realizzate alcune vetture che si differenziano dalle vetture standard, per soluzioni estetiche e funzionali.

Nel 1989, con telaio numero 79883 viene realizzata la Ferrari F40 Valeo, esemplare unico commissionato e realizzato per l'avvocato Gianni Agnelli. È l'unica F40 dotata di Frizione Elettronica Valeo, che consente l'attivazione della frizione in meno di 100 millisecondi con un dispositivo azionato dal movimento della leva del cambio. Questa vettura è l'unica F40 priva del pedale della frizione. Questo sistema di controllo elettronico della frizione fu inizialmente sviluppato sulle vetture da Rally Lancia Delta Integrale, e fu installato anche su alcuni esemplari di Ferrari Mondial coupé e cabrio, è dotato di numerosi sistemi di sicurezza che impediscono l'avviamento con marcia innestata e la scelta di marce troppo alte o troppo basse da parte del guidatore. Il pomello del cambio è in alluminio personalizzato con le iniziali GA in luogo dei classici numeri. Questa F40 ha anche la particolarità di essere una di soli 2 esemplari realizzati con interni in tessuto neri, anziché rossi[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Valerio Berruti e Aurelio Magistà
  2. ^ a b c d e Andrea Lemma e Francesco Pellizzari
  3. ^ (EN) Appendix J 1990 - Art. 251 - Classification & definitions, fia.com. URL consultato il 26 gennaio 2012.
  4. ^ FERRARI F40, L'EREDITÀ DEL DRAKE
  5. ^ Prova QUATTRORUOTE del Settembre 1989. URL consultato il 16 novembre 2008.
  6. ^ La "F40 Competizione", www.ferrari.com. URL consultato il 24 giugno 2011.
  7. ^ a b c (EN) Wouter Melissen, Ferrari F40 LM, www.ultimatecarpage.com. URL consultato l'8 settembre 2009.
  8. ^ Discussione sulle prestazioni della Ferrari F40 Le Mans. URL consultato il 13 settembre 2008.
  9. ^ Foto e scheda tecnica di una Ferrari F40 Le Mans, www.rmauctions.com. URL consultato il 13 settembre 2008.
  10. ^ http://supercarteam.com/classico-ferrari-f40-lm-barchetta-beurlys/ Super Car Team:http://supercarteam.com/classico-ferrari-f40-lm-barchetta-beurlys/
  11. ^ http://www.newswiki.it/index.php/auto-motori-moto/492-le-auto-dellavvocato Newswiki:Le auto dell'avvocato

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valerio Berruti e Aurelio Magistà, L'Automobile - Marche e modelli dalle origini a oggi, vol. 3, La biblioteca di Repubblica-L'Espresso, 2009, pp. 264 pagine.
  • Andrea Lemma e Francesco Pellizzari, Ferrari F40 - Vecchia scuola in Automobilismo d'Epoca, Anno 10, vol.2, 02/2012, Pero (MI), Edisport Editoriale S.p.A., febbraio 2012, pp. da pag.34-43.

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