Tak Fujimoto

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Tak Fujimoto (San Diego, 12 luglio 1939) è un direttore della fotografia statunitense.

Di origine giapponese, è collaboratore abituale di Jonathan Demme, per il quale ha curato la fotografia di una decina di film in vent'anni, da Femmine in gabbia del 1974 a The Manchurian Candidate del 2004, fra cui Il silenzio degli innocenti e Philadelphia. Tra gli altri suoi lavori più importanti, quelli per M. Night Shyamalan, in particolare Il sesto senso (1999).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver compiuto i propri studi all'Università di Berkeley, Tak Fujimoto si trasferisce in Inghilterra per frequentare la London Film School.[1]

Inizia la propria carriera nella troupe di Haskell Wexler, lavorando soprattutto in campo pubblicitario.[1] Nel 1973 esordisce come direttore della fotografia di un lungometraggio cinematografico, con l'opera prima di Terrence Malick, il road movie La rabbia giovane, mentre l'anno successivo con il carcerario Femmine in gabbia collabora per la prima volta con Jonathan Demme, dando inizio ad un fortunato sodalizio professionale di lunga durata, che passa dalle piccole produzioni per la New World Pictures di Roger Corman alle commedie degli anni ottanta e alle grandi produzioni hollywoodiane dei novanta, contribuendo in modo decisivo alle trasformazioni stilistiche del cinema dell'autore, culminate negli espressionisti Il silenzio degli innocenti e Beloved.[1]

Negli anni settanta lavora nell'ambito dei film di genere a basso costo, ma anche in una produzione importante come Guerre stellari (1977), in veste di direttore della fotografia della seconda unità. Negli anni ottanta lavora soprattutto nella commedia, firmando le immagini di due piccoli classici adolescenziali di quel periodo, Bella in rosa (Pretty in Pink) e Una pazza giornata di vacanza.

Nel 1999 collabora per la prima volta con M. Night Shyamalan per Il sesto senso, nel quale dimostra la propria capacità di rappresentare l'invisibile mescolando effetti realizzati nelle riprese e interventi di post-produzione, già sperimentata l'anno prima in Beloved.[2] Con Shyamalan lavora poi in altri due film fantastici ma visivamente più realistici, Signs (2002) ed E venne il giorno (2008).

Nel 2008 cura la fotografia della celebrata miniserie televisiva della HBO John Adams, vincitrice di quattro Premi Golden Globe e di tredici Premi Emmy (uno dei quali premia appunto il suo lavoro).

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, p. 318
  2. ^ Stefano Masi, op. cit., p. 319

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 pp. 318-319

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 85843178 LCCN: no99088165