Il cacciatore

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Il cacciatore
Il cacciatore.JPG
Una scena del film
Titolo originale The Deer Hunter
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno 1978
Durata 182 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere guerra, drammatico
Regia Michael Cimino
Soggetto Michael Cimino, Deric Washburn, Louis Garfinkle, Quinn Redeker
Sceneggiatura Deric Washburn
Produttore Barry Spikings, Michael Deeley, Michael Cimino, John Peverall
Fotografia Vilmos Zsigmond
Montaggio Peter Zinner
Musiche Stanley Myers
Scenografia Ron Hobbs, Kim Swados
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il cacciatore (The Deer Hunter) è un film del 1978 diretto da Michael Cimino.

Sebbene non sia propriamente un film di guerra, è ritenuto uno dei più celebri in tale genere. È entrato nella storia del cinema per il suo contrasto tra le inquietanti immagini della guerra e la vita quotidiana dei protagonisti.[senza fonte]

Il film ha ricevuto 9 nominations ai premi Oscar del 1979, vincendone 5 tra cui quello per il miglior film. È considerato uno dei massimi capolavori del cinema mondiale.

Nel 1996 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Cinque amici appartenenti ad una comunità di immigrati russi di Clairton, in Pennsylvania (Michael, Nick, Steven, Stanley e Axel) conducono un'esistenza tranquilla tra il lavoro da operai in un'acciaieria e la caccia al cervo, di cui condividono la passione. I primi tre sono in procinto di partire per il Vietnam e uno di loro, Steven, il più timido e impacciato, sta per convolare a nozze con l'amata Angela, la quale è segretamente incinta di un altro uomo. Nella versione del film diffusa in Italia, incomprensibilmente tagliata di circa 30 minuti, la gravidanza di Angela è intuibile solamente in due punti: quando in camera, appena vestita da sposa si osserva allo specchio temendo di far vedere i primi segni della gravidanza, e da poche parole sussurrate da Stanley a Michael, all'uscita del gruppo con gli sposi dalla festa di matrimonio. Michael e Nick amano la stessa donna, Linda, che, a causa di un padre violento e alcolizzato, si trasferirà nella loro abitazione dopo la loro partenza.

Alla fine della lunga festa per il matrimonio di Steven e Angela - durante la quale Nick chiede la mano di Linda, che accetta - quando Angela e Steven si allontanano in macchina, Nick chiede a Michael di fargli una promessa: in nessun caso lui dovrà abbandonarlo.

Il giorno dopo i quattro, senza Steven, partono per la caccia e, dopo scherzi e discussioni, Michael abbatte un cervo, uccidendolo con "un colpo solo" come egli suole cacciare, ovvero con un solo proiettile in modo da dare al cervo la possibilità di sopravvivere.

Vietnam: In seguito ad un'azione militare, i tre amici vengono catturati da i viet cong insieme ad altri soldati. Vengono costretti a partecipare alla tortura della roulette russa mentre i carcerieri scommettono su di loro. Steven è il primo a cedere e, dopo avere sparato in aria in modo che il colpo riesca solo a sfiorarlo, viene buttato nel "pozzo": una gabbia immersa nel fiume. Michael convince Nick a tentare la fuga facendo inserire tre pallottole nel tamburo in modo da uccidere i loro aguzzini, aumentando però il rischio di restare uccisi nel corso della partita.

L'azione disperata riesce e, dopo avere liberato Steven, i tre fuggono lasciandosi trasportare dalla corrente attaccati ad un tronco d'albero; giunti ad un ponte sospeso vengono soccorsi da un elicottero americano ma Steven non riesce a rimanere appeso al pattino e cade in acqua, seguito immediatamente da Michael che si butta per salvarlo, mentre Nick viene trattenuto dall'equipaggio del velivolo. Nella caduta Steven si frattura entrambe le gambe e Michael lo carica sulle sue spalle fino a che non incontra una colonna di militari e di profughi in fuga verso Saigon e riesce a fare caricare Steven sul cofano di una Jeep.

Nick viene ricoverato in un ospedale militare per i traumi fisici e psicologici subiti, e, una volta dimesso, si avventura per Saigon: nel suo vagabondare arriva di fronte ad un locale dove sente dei colpi di pistola ed intuisce cosa si sta svolgendo all'interno. Vorrebbe allontanarsi, ma Julien, un faccendiere francese, lo persuade ad entrare e, una volta usciti, a giocare per lui. Nel locale è presente anche Michael che riconosce Nick e tenta di raggiungerlo, ma senza successo.

Michael viene rimpatriato, presentando seri problemi di reinserimento nella vita civile. L'ex combattente si porta dietro profondi traumi emotivi, se non psichici: non si presenta alla festa organizzata dagli amici per lui e, dopo aver incontrato la mattina dopo Linda, dalla quale viene a sapere che Nick ha disertato, incontra gli amici che, sconvolgendolo, gli rivelano le condizioni di Angela, ora madre di un bambino, scivolata nella catatonia dopo il rientro di Steven, ormai irreparabilmente invalido. Nella cittadina mineraria della Pennsylvania gli amici rimasti a casa sembrano non capire nulla della guerra. I giorni successivi sembrano confermare il suo spaesamento e i cambiamenti avvenuti in lui: durante una battuta di caccia non riesce a colpire un cervo pur avendolo sotto mira, e capisce che la sua esperienza in Vietnam lo ha profondamente segnato. Alla sera, vedendo Stanley che minaccia per scherzo Axel con la sua pistola egli, gliela sfila violentemente di mano e, lasciando un solo proiettile nel tamburo, la punta alla fronte dell'amico premendo il grilletto a vuoto, facendo comprendere a Stanley la gravità del suo gesto.

Il giorno dopo Michael torna con Linda al motel dove alcune sere prima avevano passato la notte insieme; incontra poi Steven che si trova in una struttura per reduci dopo avere subito l'amputazione delle gambe e la perdita dell'uso di un braccio, rifiutandosi di tornare a casa, anche per il fatto di aver scoperto la verità sul tradimento di Angela. Steven mette al corrente Michael del fatto che periodicamente riceve grandi quantità di denaro dal Vietnam. Michael intuisce che si tratta di Nick; Steven non comprende dove il ragazzo possa trovare tanto denaro, ma Michael ha capito e, dopo avere convinto, quasi costretto, Steven a lasciare la struttura e a tornare dalla moglie, fa ritorno in Vietnam allo scopo di trovare l'amico perduto.

Vagando per Saigon ormai in preda al caos, Michael trova Julien e lo persuade a condurlo nel luogo dove si pratica la roulette russa, dicendogli di voler partecipare; una volta di fronte a Nick, divenuto ormai un professionista del macabro gioco, non viene tuttavia riconosciuto e, per compiere un estremo tentativo di ricondurlo alla ragione, si siede di fronte a lui ricreando la situazione già vissuta durante la breve prigionia. Nick, accecato dalla sua profonda sofferenza, sembra indifferente alla vista dell'amico. Durante la partita Michael cerca di parlargli evocando ricordi di prima della partenza, ma inutilmente: Nick preme il grilletto e muore di fronte agli occhi dell'amico.

Tutti gli amici partecipano al funerale di Nick e, durante il ricevimento nel bar di John, l'atmosfera è dimessa e silenziosa: ognuno porta con sé il proprio fardello di sofferenze. Mossi dalla commozione, John e i suoi amici intonano "God bless America", in onore di Nick.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Michael Cimino dovette dar battaglia ai produttori per realizzare Il cacciatore così come desiderava. Il regista ha dichiarato: "Tagliavo quello che volevano e di notte, come Penelope, ce lo rimettevo"[2]. Nella fase di preproduzione, gli scout che scovarono le location ricoprirono oltre centomila miglia tra viaggi in aereo, in autobus e in automobile. Le riprese in Thailandia furono molto avventurose: durante le piogge torrenziali, gli attori dovevano salire sui tavoli per evitare i ratti giganti che nuotavano intorno a loro. Inoltre vi fu un colpo di stato proprio durante la lavorazione, ma il Comitato Rivoluzionario garantì protezione alla troupe, assegnandole una guardia armata ogni tre persone.

John Cazale non avrebbe potuto prendere parte alle riprese del film perché gravemente malato, e quindi non poteva essere assicurato (basti pensare al danno che avrebbe provocato alla produzione se fosse morto prima di terminare le riprese), ma Robert De Niro pagò di tasca sua il necessario affinché Cazale prendesse parte al film.[senza fonte] Nonostante la sua malattia, un tumore alle ossa, Cazale non rinunciò a terminare il film, ma non ne vide mai l'uscita.

Dettagli[modifica | modifica sorgente]

  • Robert De Niro e John Savage non furono sostituiti da stuntmen per la scena della caduta nel fiume: dovettero ripetere per quindici volte in due giorni la caduta da quasi dieci metri.
  • Durante la scena del salvataggio in elicottero, John Savage e Robert De Niro rimasero feriti: le urla contro gli stuntmen alla guida del velivolo erano autentiche.
  • Christopher Walken ottenne lo stralunato e inquietante aspetto di Nick ne Il cacciatore grazie ad una dieta costituita esclusivamente di riso e banane.
  • Lo sputo di Nick in faccia a Michael durante la roulette russa nel finale del film è un'improvvisazione di Christopher Walken, dietro istigazione di Michael Cimino. De Niro non la prese bene.
  • Robert De Niro dichiarò che, tra tutti i film da lui interpretati, nessuno l'aveva esaurito emotivamente e spossato fisicamente come Il cacciatore.
  • Per prepararsi al ruolo di Michael, De Niro volle conoscere gli operai di un'acciaieria. Michael Cimino lo presentò come suo agente, Harry Ufland, e nessuno lo riconobbe.
  • Gli schiaffi nella scena della prima roulette erano reali, per rendere più convincenti le reazioni degli attori.
  • Molte delle battute di Meryl Streep sono improvvisate. Per l'attrice è stata la prima nomination all'Oscar.
  • Esiste un romanzo de Il Cacciatore scritto da E.M. Corder, ma non si sa se il film sia stato tratto da esso o il contrario. Lo scrittore italiano Domenico Esposito ha scritto un articolo a riguardo, intitolato Il Cacciatore di E.M. Corder, un romanzo e un autore dimenticati. Uno strano caso editoriale e cinematografico, pubblicato sulla rivista online L'altra Faccia.

Accoglienza in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il film, uscito nell'Aprile del 1979 in Italia e nel Giugno a Roma, fu da molti giudicato "reazionario" per l'immagine negativa data ai Vietcong con tanto di ritratto del leader nord vietnamita Ho Chi Min, in contrasto con la connotazione eroica ricorrente, per motivi ideologici, in parte dell'opinione pubblica italiana del tempo.[senza fonte]

Reduce dal recente successo della miniserie televisiva Olocausto, Meryl Streep ebbe grazie alla pellicola di Cimino la sua consacrazione presso il pubblico italiano.

Alla televisione italiana il film è spesso trasmesso con alcuni tagli relativi alle scene della roulette russa.[senza fonte]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films To National Film Registry, Library of Congress, 3 dicembre 1996. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ L’angolo Amarcord: Il Cacciatore | Viva Cinema

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]