I cancelli del cielo

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I cancelli del cielo
I Cancelli del Cielo.png
Una scena del film
Titolo originale Heaven's Gate
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1980
Durata 219 min (versione cinematografica)
149 min (versione tagliata)
216 min (director's cut 2012)
Colore colore
Audio sonoro
Genere western, drammatico, storico
Regia Michael Cimino
Soggetto Michael Cimino
Sceneggiatura Michael Cimino
Produttore Joann Carelli
Fotografia Vilmos Zsigmond
Montaggio Lisa Fruchtman, Gerald B. Greenberg, William Reynolds e Tom Rolf
Musiche David Mansfield
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I cancelli del cielo (Heaven's Gate) è un film del 1980 scritto e diretto da Michael Cimino, autore che l'anno precedente era stato premiato con l'Oscar al miglior regista per Il cacciatore. La pellicola fu stroncata dalla critica cinematografica statunitense sia a livello qualitativo, sia per motivi ideologici, in quanto dissacrava il mito del sogno americano. Gli scarsi incassi a fronte degli alti costi di produzione contribuirono al fallimento della celebre casa cinematografica United Artists.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Harvard, 1870. Cerimonia della consegna dei diplomi universitari: James Averill e Billy Irvine sono due amici, entrambi appartenenti all'alta borghesia statunitense, giunti alla conclusione del loro percorso di studenti e ormai avviati alla vita adulta.

Contea di Johnson (Wyoming), 1890. Sono trascorsi vent'anni: James, divenuto sceriffo della Contea, lotta ora al fianco dei contadini immigrati dall'Europa dell'Est accusati di continui furti di bestiame ai danni dei grandi allevatori della zona. Quest'ultimi hanno assoldato molti mercenari per eliminare fisicamente quelli che considerano come semplici invasori, legittimati nel loro progetto di sterminio dal governatore dello stato, che ufficialmente garantisce il suo appoggio. Tra i potenti, James ritrova Billy alcolizzato e depresso, che vive soprattutto di ricordi nostalgici per la giovinezza lontana, mentre fra i killer c'è un certo Nate D. Champion, deciso a sposare la prostituta Ella, proprietaria di un bordello locale, di cui lo stesso sceriffo è innamorato.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film passò alla storia poiché costò il fallimento alla United Artists a causa degli enormi costi di produzione e degli scarsi incassi: costò infatti 44 milioni di dollari, mentre il budget iniziale ne prevedeva solamente 7 e mezzo[1], ed incassò negli USA solamente 3 milioni[2]. Inoltre stroncò la carriera dell'allora promettente e visionario regista Cimino[3], autore appena due anni prima del pluripremiato Il cacciatore.

Mickey Rourke

La pellicola compare frequentemente nelle liste dei peggiori film della storia del cinema, anche se viene talora considerato un cult "maledetto", le cui principali colpe sarebbero state quelle di cercare di sgretolare le fondamenta culturali del sogno americano e di denigrare l'alba del moderno capitalismo americano[3]. A tal proposito in un'intervista concessa al New York Times nel 2012, Kris Kristofferson rivelò di aver udito all'epoca William French Smith, procuratore generale degli Stati Uniti durante l'amministrazione Reagan, dichiarare ai produttori del film che in futuro non si sarebbe dovuto più realizzare pellicole inerenti avvenimenti della storia americana ricostruiti da un'ottica negativa[3].

Il titolo della pellicola deriva dallo stanzone in cui un centinaio di slavi immigrati nel Wyoming si raccolgono per ballare e cantare nei giorni di festa. La sala è chiamata "Heaven's Gate", dove essi si riuniscono e agitano i fogli dei loro diritti e delle loro piccole proprietà. La trama è ispirata a un fatto storico realmente accaduto nella contea di Johnson e conosciuto con il nome di Battaglia di Johnson County. La contea di Johnson si trova nel Wyoming, uno stato all'avanguardia nei diritti civili essendo stato il primo al mondo a concedere il diritto di voto alle donne nel 1869.

Nel film si segnala la prima collaborazione tra Michael Cimino e l'attore Mickey Rourke, qui in una piccola parte. Il film ha ispirato la poesia di Raymond Carver Il giocoliere de I cancelli del cielo dedicata a Michael Cimino.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il 18 novembre 1980 I Cancelli del Cielo fu proiettato alla "prima" di New York[1], ricevendo un'accoglienza fortemente negativa da parte della critica: tra i vari commenti affossanti rimane celebre la recensione di Jack Canby, che sulle pagine del New York Times definì la pellicola "un disastro inqualificabile"[1]. L'indomani[4] il film uscì nei cinema Usa ottenendo scarsissimi riscontri commerciali, quindi fu presto ritirato[1]; tornò in distribuzione dopo aver subito un'ulteriore drastica riduzione al montaggio. Fu presentato ad una nuova anteprima a Los Angeles il 23 aprile 1981[4] per poi essere di nuovo proiettato nelle sale dal giorno successivo[1]; anche questa versione però non risollevò le sorti del film[1], destinato a diventare al tempo il più grande fiasco commerciale della storia del cinema[5] al punto di spingere le major hollywoodiane a non realizzare più western per diversi anni[6]. Oltre a ciò finì l'epoca in cui ai registi-autori cinematografici veniva concessa dai produttori totale libertà creativa nel realizzare film ambiziosi e costosi[6].

Nel maggio del 1981 il film partecipò in concorso al Festival di Cannes[4]. L'opera di Cimino ottenne il premio come peggior regia alla cerimonia dei Razzie Awards 1981.

Dal 1982 al 1988 la tv via cavo statunitense Z Channel cominciò a mandare in onda la director's cut, suscitando notevole consenso[1].

Nel luglio del 1985 fu pubblicato il libro Final Cut di Steven Bach[1], dirigente della United Artists al tempo dei noti fatti, nel quale venivano descritte le disastrose vicende della realizzazione de I cancelli del cielo. Questa rievocazione scritta contribuì a far risorgere interesse nei confronti dell'opera, al punto di salvarla dall'oblio rendendola «... come una specie di leggenda di un genere o di un altro», secondo le parole del critico cinematografico Bruce Goldstein[1], direttore della sala cinematografica Film Forum di New York[7].

Il 30 agosto 2012 il film è stato proiettato, in versione restaurata digitalmente al Festival di Venezia[8].

Il dizionario del cinema western della casa editrice Electa classifica I cancelli del cielo tra i dieci capolavori del genere.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Logo della United Artists

La prima edizione dell'opera, che fu mostrata da Cimino ai dirigenti della United Artists al termine delle riprese[9], aveva 325 minuti (5 ore e 25 min) di durata[10]. I produttori imposero allora una drastica riduzione della pellicola[9]: in particolare ne risentì la parte della battaglia, in origine molto più estesa[9], secondo Steven Bach pari da sola alla lunghezza della maggior parte dei film mai realizzati[9]. La durata fu quindi portata a 219 minuti (3 h e 39'); quest'ultima versione, denominata director's cut, fu presentata alla "prima" newyorkese[9].

A causa dell'accoglienza negativa, la United Artists decise di accorciare ulteriormente la pellicola fino a 149 minuti (2h e 29')[11]. L'edizione più volte trasmessa da Z Channel corrisponde alla director's cut, che poi fu pubblicata in DVD per il mercato anglosassone nel febbraio del 2000[1].

La director's cut restaurata presentata a Venezia è di 216 minuti (3h e 36min.)[11]. Questa versione è stata trasmessa su Rai Movie il 20 settembre 2014 (dopo che un problema tecnico ne aveva compromesso la trasmissione il 6 settembre) risincronizzando le battute doppiate all'epoca della distribuzione in sala della versione da 149 minuti e sottotitolando quelle rimaste in inglese.[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) Directions: Timeline; Heaven Can Wait, New York Times
  2. ^ The 15 Biggest Box Office Bombs - Heaven's Gate #8. CNBC. Retrieved 2010-10-12.
  3. ^ a b c Time Has Been Kind to ‘Heaven’s Gate’, New York Times, 21/9/2012, Dennis Lim
  4. ^ a b c scheda del film su IMDb
  5. ^ (EN) The biggest box office flops in movie history!, IMDb
  6. ^ a b (EN) The 10 Biggest Movie Flops Of All Time, Film4
  7. ^ (EN) sito ufficiale di Film Forum [1]
  8. ^ Attribuito al cineasta statunitense, Michael Cimino, il premio Persol 2012 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, URL consultato l'8 settembre 2012
  9. ^ a b c d e Final Cut - The Making and Unmaking of Heaven's Gate, 2004
  10. ^ Dizionario dei Film 1996, Paolo Mereghetti, Baldini&Castoldi, 1995, Milano, pag.248
  11. ^ a b (EN) Scheda del film su IMDb
  12. ^ I cancelli del cielo – la Director’s Cut in italiano

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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