Vincitori e vinti
| Vincitori e vinti | |
|---|---|
Montgomery Clift |
|
| Titolo originale | Judgment at Nuremberg |
| Paese di produzione | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1961 |
| Durata | 186 minuti |
| Colore | B/N |
| Audio | Sonoro |
| Genere | drammatico, storico |
| Regia | Stanley Kramer |
| Soggetto | Abby Mann |
| Sceneggiatura | Abby Mann |
| Produttore | Stanley Kramer per Roxolom Film |
| Distribuzione (Italia) | DEAR (1962) |
| Fotografia | Ernest Laszlo |
| Montaggio | Frederic Knudtson |
| Musiche | Ernest Gold, Ernest Gold, Norbert Schultze, Ludwig van Beethoven |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Vincitori e vinti (Judgment at Nuremberg) è un film del 1961 diretto da Stanley Kramer. Il film tratta del terzo Processo di Norimberga.
Indice |
Trama [modifica]
Norimberga, 1948, Dan Haywood, un anziano giudice americano, viene invitato a presiedere una corte penale militare in un processo intentato contro quattro giudici tedeschi, accusati di aver commesso crimini contro l'umanità durante il Terzo Reich; essi affrontano il processo ognuno a suo modo: chi non tradisce il suo antico ideale, chi invece, come Ernst Janning, si trincera dietro un assoluto silenzio, rifiutando così ogni difesa.
Nei momenti di libertà, al di fuori dell'attività giudiziaria, Haywood cerca in ogni modo di capire la realtà del paese e la mentalità dei suoi abitanti, incontrando diverse persone, come la signora Bertholt, nobile tedesca decaduta e vedova di un ufficiale della Wehrmacht giustiziato da un tribunale americano. Nello stesso periodo nel quale si svolge il processo inizia la guerra fredda, con il blocco sovietico su Berlino, cui gli americani rispondono con un ponte aereo. In questo clima, la sig.ra Bertholt suggerisce a Haywood di guardare al futuro e cerca di persuaderlo del fatto che tutti i tedeschi non sono come i nazisti.
Al processo, Janning decide di ammettere le sue colpe, nonostante la determinata e brillante difesa del giovane avvocato Hanhs Rolfe, che si è offerto di patrocinarlo. Ciò accade durante una delle ultime udienze, in cui viene raccolta la deposizione della testimone Irene Hoffmann, protagonista del caso di Lehman Feldenstein[1].
Alla lettura della sentenza, votata da due giudici su tre, il presidente Haywood dichiara che la vera parte lesa del processo è la civiltà; afferma che il collegio giudicante si è basato su tre valori: giustizia, verità e valore di ogni essere umano. Si rifiuta di riconoscere ai quattro imputati qualsiasi attenuante: essi sapevano quello che facevano e condanna ciascuno all'ergastolo.
Curiosità [modifica]
Nel giugno del 2008, l'American Film Institute, dopo un sondaggio che ha coinvolto oltre 1500 appartenenti alla comunità artistica, ha reso noto la sua classifica "Ten top Ten". In essa a Vincitori e vinti è stata assegnata la posizione di decimo miglior film nella categoria dramma giudiziario.[2]
Il film ha almeno due momenti indimenticabili: la testimonianza del garzone Rudolph Petersen (Montgomery Clift), sterilizzato poiché mentalmente incapace secondo la difesa, mentre la pubblica accusa ritiene che la causa fosse da attribuirsi all'adesione del padre al partito comunista. E la sconvolgente proiezione di autentici filmati dei campi di concentramento (resa ancora più struggente dal commento gelido del Colonnello Lawson).
Riconoscimenti [modifica]
- 1962 - Premio Oscar
- Miglior attore protagonista a Maximilian Schell
- Migliore sceneggiatura non originale a Abby Mann
- Nomination Miglior film a Stanley Kramer
- Nomination Migliore regia a Stanley Kramer
- Nomination Miglior attore protagonista a Spencer Tracy
- Nomination Miglior attore non protagonista a Montgomery Clift
- Nomination Miglior attrice non protagonista a Judy Garland
- Nomination Migliore fotografia a Ernest Laszlo
- Nomination Migliore scenografia a Rudolph Sternad e George Milo
- Nomination Migliori costumi a Jean Louis
- Nomination Miglior montaggio a Frederic Knudtson
- 1962 - Golden Globe
- Migliore regia a Stanley Kramer
- Miglior attore in un film drammatico a Maximilian Schell
- Nomination Miglior film drammatico
- Nomination Miglior film promotore di amicizia internazionale
- Nomination Miglior attore non protagonista a Montgomery Clift
- Nomination Miglior attrice non protagonista a Judy Garland
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Note [modifica]
- ^ Un anziano 65enne ebreo accusato ingiustamente di aver avuto rapporti sessuali con la sedicenne ariana Irene Hoffmann, e quindi condannato a morte per «avvelenamento della razza».
- ^ AFI's 10 Top 10, American Film Institute, 17 giugno 2008. URL consultato in data 18 giugno 2008.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Scheda su Vincitori e vinti della Rivista del Cinematografo
- (EN) Scheda su Vincitori e vinti dell'Internet Movie Database