Gli spietati

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Gli spietati
Gli spietati.png
Una scena del film
Titolo originale Unforgiven
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1992
Durata 131 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere western
Regia Clint Eastwood
Soggetto David Webb Peoples
Sceneggiatura David Webb Peoples
Produttore Clint Eastwood
Fotografia Jack N. Green
Montaggio Joel Cox
Musiche Lennie Niehaus, Clint Eastwood, Kyle Eastwood
Scenografia Henry Bumstead e Janice Blackie-Goodine
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli spietati (Unforgiven) è un film western del 1992 diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Western realistico e cinico in cui Eastwood ritaglia per sé la parte di un vecchio ex-pistolero, molti anni dopo i suoi primi ruoli di questo genere. Il film ricevette nove nominations agli Oscar, inclusa quella di Miglior attore per lo stesso Eastwood, e ne vinse quattro, tra i quali Miglior film e Miglior regia. Il film di Eastwood è il terzo western della storia del cinema ad aver vinto l'Oscar di miglior film, dopo I pionieri del West (1931) e Balla coi lupi (1990) di Kevin Costner.

Nei titoli di coda Eastwood inserisce una dedica particolare, "a Sergio e Don", per ricordare i due maestri che lanciarono la sua carriera e che gli insegnarono ad amare il cinema: Sergio Leone e Donald Siegel.

Nel 2004 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Big Whiskey, Wyoming, anno 1880. Una prostituta viene sfregiata al volto da un cowboy perché, a detta del cowboy, ha tentato di derubarlo, mentre secondo una collega della donna per via del fatto che questa lo avrebbe deriso nel vederlo spogliato.

Lo sceriffo del posto, Little Bill Daggett ( Gene Hackman ), tanto apparentemente irreprensibile e ligio alla Legge, quanto duro e prevaricatore, dai metodi spesso alquanto spicci e violenti, impone al cowboy di risarcire il titolare del bordello con 5 cavalli, in quanto quest'ultimo lamenta una futura mancanza di introiti a causa del fatto che la sua prostituta, ormai sfregiata, non sarà più appetibile per i clienti.

Le altre prostitute del bordello però, non soddisfatte di tale punizione, decidono di mettere una taglia di 1.000 dollari, per assoldare dei killer professionisti e poter fare "giustizia". All’appello risponde una vecchia conoscenza dello sceriffo, English Bob, un ormai anziano bounty killer inglese, interpretato da Richard Harris, e che viaggia insieme a un curioso biografo personale, di nome Beauchamp (Saul Rubinek); l'inglese però viene presto scoraggiato e scacciato dal paese da Little Bill Daggett, che gli infligge un brutale, pubblico pestaggio e una notte passata in cella. Dopo di lui giunge in paese un trio formato dal giovane e inesperto Kid Schofield, aspirante pistolero, e da due anziani e un po' arrugginiti ex-fuorilegge e assassini, da lui contattati: William Munny ( Clint Eastwood ), particolarmente famigerato per i delitti efferati compiuti durante le sue rapine, in cui avevano perso la vita anche vecchi, donne e bambini; e il suo amico e compare afro-americano, Ned Logan ( Morgan Freeman ).

Entrambi hanno ormai completamente cambiato vita da almeno una decina d'anni e sembrano convivere con profonda amarezza e rimorso con il loro atroce passato (da qui, probabilmente, il titolo originale unforgiven che significa non perdonati, come gli stessi giovani sfregiatori che dovranno uccidere). In particolare Munny si è sposato, si è messo a fare l'allevatore di bestiame in un ranch nel Kansas e ha due piccoli bambini che deve crescere da solo dopo che la moglie - il cui amore lo ha portato a rinnegare l'uomo senza scrupoli che era stato prima e a redimersi - è da poco morta a causa del vaiolo. I gravi problemi economici, però, nonostante l'iniziale riluttanza, li spingono ad accettare questo incarico da bounty killer.

Essi riescono a soddisfare la sete di vendetta delle prostitute, ma con tragiche conseguenze: Ned Logan, nauseato dall’esecuzione del primo giovane cowboy, morto agonizzando, decide di rinunciare alla missione e di andarsene verso casa ma, catturato sulla strada del ritorno dagli uomini di Little Bill Daggett, viene barbaramente picchiato e torturato, affinché riveli l'identità dei suoi complici e dove essi si trovino, fino a morirne; quindi il suo cadavere viene esposto in una bara aperta, sulla strada principale del paese, come monito a ogni fuorilegge e assassino. Nel contempo Kid, istruito da Munny, uccide in un agguato il secondo giovane (quello che aveva sfregiato la donna) e quindi scopre che la propria ambizione di diventare un famoso pistolero è completamente scomparsa con il suo primo omicidio, che lo ha lasciato con un profondo e insopportabile rimorso.

Scioccato dall'esecuzione che ha appena compiuto, decide di andarsene dopo aver ricevuto insieme a Munny, da una delle prostitute, la ricompensa pattuita; ma Munny decide di tornare in paese e incarica Kid di consegnare le parti spettanti a lui e a Ned alle rispettive famiglie poiché ha saputo dalla stessa ragazza della terribile sorte subita da Ned e intende vendicarlo. È questo il momento in cui il killer spietato e infallibile che era stato rinasce; entrato nel saloon, solo contro tutti, in un'oscura notte di pioggia incessante, uccide lo sceriffo Little Bill Daggett e molti dei suoi numerosi aiutanti, con quella freddezza e quella determinazione che gli era in parte mancata nei due omicidi a pagamento per i quali era stato assoldato.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Remake[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Yurusarezaru mono.

Nel 2013 viene distribuito il remake giapponese del film, Yurusarezaru mono, scritto e diretto da Lee Sang-il con protagonista l'attore Ken Watanabe, proiettato in anteprima mondiale, fuori concorso, durante la 70ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry, Library of Congress, 28 dicembre 2004. URL consultato il 19 luglio 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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