I magnifici sette

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I magnifici sette
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Titolo originale: The Magnificent Seven
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1960
Durata: 126’
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: western
Regia: John Sturges
Soggetto: John Sturges
Sceneggiatura: William Roberts
Produttore:
Produttore esecutivo: Walter Mirisch
Casa di produzione: United Artists
Distribuzione (Italia):
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Charles Lang Jr.
Montaggio: Ferris Webster
Effetti speciali:
Musiche: Elmer Bernstein
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Rafael Suàrez
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Erano sette, ma lottarono come settecento »

I magnifici sette (The Magnificent Seven) è un film del 1960, diretto da John Sturges e interpretato, tra gli altri, da Yul Brynner, Robert Vaughn e Steve McQueen.

Liberamente ispirato al film di Akira Kurosawa I sette samurai, cui Sturges paga tributo, il film ripropone, nella chiave di lettura della frontiera americana del XIX secolo, i temi dell’onore, dell’amicizia virile e del rifiuto di fronte all’ingiustizia che già Kurosawa aveva affrontato nel suo film di sei anni prima, ambientato nel Giappone dell’età feudale.

[modifica] Trama

L’azione si svolge intorno al 1880, in un paese alla frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico. Chris Adams (Yul Brynner), un pistolero professionista, viene ingaggiato dal capo del villaggio messicano di Ixcatlan perché ne protegga i contadini dalle scorrerie della banda di Calvera (Eli Wallach). Assolda così sei compagni (Steve McQueen, Charles Bronson, Brad Dexter, Robert Vaughn, James Coburn e il giovane Horst Buchholz) per difendere il villaggio.

I sette si installano a Ixcatlan e, quando arriva Calvera con i suoi bandidos, lo mettono in fuga. Il villaggio festeggia l'avvenimento, ma ben presto tra i peones si manifesta un sentimento di disagio per la presenza dei pistoleri. Appurato che i contadini sono troppo poveri per poterli pagare, i sette decidono di lasciare il villaggio ma, una volta messisi in marcia, Calvera torna ad attaccare i contadini.

A questo punto i sette prendono il compito loro assegnato come una questione d’onore e tornano indietro a difendere il villaggio. Riusciranno nel loro intento, anche se a caro prezzo, perché quattro di essi moriranno. Dei tre superstiti, due riprenderanno il loro cammino (Brynner e McQueen), e il più giovane di loro, Chico (Buchholz), mezzosangue messicano, rimarrà nel villaggio per amore di una ragazza lì conosciuta.

[modifica] Elementi e stile

Apparentemente nichilista (i sette combattono per una causa non loro), in realtà il film evidenzia di volta in volta le personalità dei protagonisti: il professionista che si compiace del lavoro ben fatto, il giustiziere, il giovane idealista, l’individualista, in un mix che indubbiamente, pur non avendo la forza evocativa dei Sette Samurai, mantiene ancora oggi una certa forza epica, grazie anche alla trascinante colonna sonora di Elmer Bernstein, nominata al premio Oscar e divenuta famosissima. Memorabile l’ultima frase del film, con la quale Chris Adams fa capire che gente come lui è destinata solo a un ruolo di passaggio: «Ancora una volta hanno vinto i contadini. Noi abbiamo perso. Noi perdiamo sempre».

Il film ebbe tre sequel:

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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