I tre porcellini (film)

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I tre porcellini
Big-bad-wolf.jpg
Ezechiele Lupo in una scena del film
Titolo originale Three Little Pigs
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1933
Durata 8 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione musicale
Regia Burt Gillett
Casa di produzione Walt Disney Productions
Distribuzione (Italia) United Artists
Animatori Fred Moore, Norman Ferguson, Art Babbitt, Dick Lundy
Musiche Frank Churchill
Doppiatori originali
Premi

Trama[modifica | modifica sorgente]

La vicenda narrata dal cartone segue la trama della fiaba originale: i tre fratelli porcellini, che più di recente hanno preso i nomi di Timmy (Fifer Pig), Tommy (Fiddler Pig) e Jimmi (Practical Pig), stanno costruendo ciascuno la propria casa; i primi due, impazienti di andare a divertirsi suonando l'uno il flauto e l'altro il violino, costruiscono delle fragili casette rispettivamente di paglia e di legno. Il terzo, invece, sacrifica il suo tempo libero per costruire una casa di mattoni e cemento, molto più solida. Finito il loro lavoro, i primi due porcellini vanno a canzonare il loro fratellino che sta ancora sudando mentre loro si possono divertire. Ma lui li ignora, ammonendoli che quando il Lupo Cattivo sarà alla loro porta non avranno scampo.

Mentre i due ridono a crepapelle di questa raccomandazione, il Lupo Ezechiele (Big Bad Wolf) compare e sferra loro un primo attentato, che però non ha esito quando i due porcellini si rifugiano nelle rispettive case. Ma la casa di paglia viene presto rasa al suolo dal Lupo, che soffia potentemente su di essa; il primo porcellino è dunque costretto a rifugiarsi in quella di legno di suo fratello, che a sua volta viene rasa al suolo dopo un fallimentare tentativo da parte del Lupo di entrare in casa sotto le spoglie di un innocuo agnellino.

I due porcellini scappano allora a casa del loro fratellino più saggio, che ha avuto ragione sin dall'inizio di questa storia. Infatti, dopo un secondo travestimento da rappresentante di spazzole (ovviamente subito scoperto), il Lupo tenta di soffiare via anche la terza casa, ma ovviamente non ci riesce. Tenta quindi di introdursi passando dal camino, ma qui trova un pentolone ribollente di trementina, che lo rigetta fuori violentemente. Il Lupo è quindi sconfitto definitivamente, e i Tre Porcellini possono danzare tutti assieme.

Reazioni del pubblico[modifica | modifica sorgente]

Questo cartone animato viene considerato da molti il più grande successo della storia dell'animazione: dopo il suo rilascio, infatti, riscosse talmente tanto pubblico che rimase in programmazione per molti mesi. Grazie ai proventi ottenuti, Walt Disney poté rilanciare il suo Topolino, acquisendo nuove tecniche d'animazione che lo porteranno, tre anni dopo, alla realizzazione di Biancaneve e i sette nani.

Le ragioni di questo successo sono multiple: innanzitutto, secondo gli storici dell'animazione si tratta del primo caso in cui dei personaggi dei cartoni animati hanno una propria personalità (dovuta alla necessità di differenziare il più possibile i tre porcellini); la grafica semplice ma curata e i teneri colori del film avrebbero poi fatto il resto.

La canzone portante del film, Chi ha paura del lupo cattivo (Who's afraid of the Big Bad Wolf), composta da Frank Churchill, ebbe un successo galvanizzante che la fa annoverare ancora oggi nel linguaggio corrente. In America venne rilasciata come singolo, e balzò in cima a molte classifiche. Si dice che ciò sia dovuto al fatto che gli americani si sentissero rappresentati dai tre Porcellini del film in quanto, così come loro con il Lupo, essi stavano combattendo contro la Grande depressione, dalla quale lentamente gli USA si stavano rialzando. Anni dopo, la stessa canzone fu usata per ritrarre Adolf Hitler come Lupo Cattivo.

In Italia, al momento dell'uscita della pellicola nel 1953, venne scritto per la canzone un testo da Misselvia, con i celebri versi "Siam tre piccoli porcellin, / siamo tre fratellin"; il brano, inciso in coppia da Gino Latilla e Carla Boni, riscosse molto successo. Negli anni seguenti venne incisa da moltissime cantanti, tra cui Rita Pavone, Gigliola Cinquetti, il Piccolo Coro dell'Antoniano e Cristina D'Avena.

Censure[modifica | modifica sorgente]

In origine la scena in cui il Lupo si traveste da venditore di spazzole era diversa, in quanto questi indossava una maschera da mercante ebreo, secondo uno stereotipo ricorrente nella cultura americana. Ma subito dopo il suo rilascio, Disney la fece tagliare e sostituire da quella attuale, animata ad hoc ricalcando quella originale, ma sostituendo la maschera di ebreo con la faccia del Lupo. Solo nel 2004, quando il cartone fu pubblicato nel DVD europeo Walt Disney Treasures: Silly Simphonies, la scena originale fu reintegrata.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

I Tre Porcellini vinse il premio Oscar nel 1934 come miglior cortometraggio d'animazione. Nel 1994 venne nominato undicesimo miglior cartone animato di tutti i tempi da vari membri del campo dell'animazione.

Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Seguiti[modifica | modifica sorgente]

Il successo del cartoon fu tale che Disney produsse ben tre sequel della storia originale, più uno esterno alla serie Silly Simphonies.

Il primo si chiama I tre porcellini e Cappuccetto Rosso (The Big Bad Wolf), è del 1934 e vi appaiono anche Cappuccetto Rosso e la sua nonnina. Riprende molte delle gag del cartone originale, come i travestimenti del Lupo e la cacciata dal tetto della casa, e anche l'insegnamento morale alla base è molto simile.

Il secondo, del 1936, è I tre porcellini e i tre lupetti (Three Little Wolves), e presenta una trama molto più moderna e meno fiabesca, oltre ad annoverare tra i suoi personaggi i tre figlioletti di Ezechiele, i Lupetti, cattivi come il padre.

L'ultimo sequel ufficiale fu rilasciato nel 1939, quasi alla fine della serie Silly Simphonies. Si chiama Jimmy porcellino inventore (Practical Pig), e abbandona definitivamente l'intreccio originale risultando più complesso. Anche qui appaiono i Tre Lupetti.

Esiste poi un ultimo film, utilizzato come propaganda in Canada per ottenere finanziamenti di guerra. Si chiama The Thrifty Pig, è del 1941 e vede come protagonista Jimmy, che costruisce una casa grazie ai fondi donati alla causa, e il Lupo, col cappello adornato da una svastica, che rappresenta il nazismo. In realtà questo cortometraggio fu realizzato montando in maniera diversa alcune scene del film originale ricolorate e con alcuni dettagli aggiunti, e poi doppiandole nuovamente.

È importante dire che nessuno dei tre sequel eguagliò mai il successo commerciale e di critica che ebbe il primo.

Nel 2002 i personaggi tornano in un episodio di House of Mouse intitolato in originale L'il Bad Wolf. Qui compare un solo lupacchiotto, che però è buono, al quale Ezechiele cerca di insegnare a catturare i porcellini come aveva fatto con gli altri tre, ma senza fortuna.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Il cartoon ebbe in italia varie (ri)edizioni e in ciascuna Ezechiele Lupo era doppiato da attori differenti; per esempio, ne esiste una con il lupo doppiato da Arnoldo Foà e una con lo stesso personaggio che ha la voce di Silvio Noto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Announces National Film Registry Selections for 2007, Library of Congress, 27 dicembre 2007. URL consultato il 2 gennaio 2012.


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