Il ponte sul fiume Kwai (film)

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Il ponte sul fiume Kwai
Il ponte sul fiume Kway.png
Alec Guinness in una scena del film
Titolo originale The Bridge on the River Kwai
Paese di produzione Gran Bretagna, Stati Uniti d'America
Anno 1957
Durata 155 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, drammatico, guerra
Regia David Lean
Soggetto Pierre Boulle
Sceneggiatura Carl Foreman, Michael Wilson
Produttore Sam Spiegel
Fotografia Jack Hildyard
Musiche Kenneth Alford, Malcolm Arnold, Nat Ayer, Henry Carey
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il ponte sul fiume Kwai (The Bridge on the River Kwai) è un film del 1957 diretto da David Lean. Tratto dall'omonimo romanzo di Pierre Boulle, è un film epico che si propone di dimostrare la follia della guerra e l'assurdità dell'etica militare.

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al tredicesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[1] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al trentaseiesimo posto.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Birmania, seconda guerra mondiale: in un campo di prigionia giapponese il colonnello inglese Nicholson (Alec Guinness), dopo aver subìto lunghe torture inflittegli dal comandante Saito (Sessue Hayakawa) per il suo rifiuto di far lavorare gli ufficiali, in violazione delle norme della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, accetta di dirigere i propri uomini nella costruzione di un ponte sul fiume Kwai, dopo che i giapponesi, nonostante le continue punizioni ai prigionieri, non sono riusciti a progredire in alcun modo nei lavori.

Durante le torture i suoi uomini erano tutti con lui, e per questo accettano di lavorare al meglio delle possibilità quando Nicholson decide di collaborare. Solo l'ufficiale medico inglese del campo gli prospetta la possibilità che la sua opera venga vista «...come collaborazionismo o addirittura tradimento...», mentre Nicholson vede nella realizzazione di quest'opera una dimostrazione della superiorità della bravura tecnica inglese rispetto a quella dei giapponesi e quasi una rivincita morale nei riguardi del nemico. Nel frattempo un prigioniero americano, Shears (William Holden), soldato semplice, che al momento della cattura, si era spacciato per ufficiale per avere un trattamento migliore in prigionia, riesce ad evadere con una rocambolesca fuga e ad informare il comando alleato dei lavori.

Mentre i lavori avanzano, un commando alleato, guidato suo malgrado dall'ex-prigioniero americano Shears, che è costretto a partecipare dopo che si è scoperto che egli non è un ufficiale (egli aveva goduto del trattamento migliore riservato agli ufficiali anche durante la degenza in ospedale, immediatamente successiva al suo ritrovamento in mare dopo la fuga dal campo giapponese), e comandato dal maggiore Warden (Jack Hawkins), viene paracadutato in una zona ad alcuni giorni di marcia dal ponte, con il compito di raggiungerlo e farlo saltare in aria a costruzione ultimata, e se possibile con esso il treno giapponese carico di truppe, che dovrebbe inaugurarlo. Attraverso una marcia forzata nella giungla, nonostante un morto ed un ferito (il comandante), il commando raggiunge il ponte in tempo utile, ma non conoscendo l'ora di arrivo del treno, non può utilizzare le spolette a tempo: con il favore delle tenebre quindi le cariche vengono piazzate e collegate ad un detonatore che verrà azionato da uno dei componenti del commando al momento del passaggio del treno. La mattina successiva i prigionieri transitano marciando sul ponte per raggiungere il nuovo campo di prigionia, mentre Nicholson rimane per assistere al passaggio del treno. Mentre passeggia sul ponte, egli scopre il filo di collegamento delle cariche al detonatore ed allerta il suo collega giapponese. Mentre i due stanno arrivando al detonatore, un membro dei commando uccide il giapponese, ma Nicholson dà l'allarme. Immediatamente inizia il fuoco incrociato fra i giapponesi ed i commando. Infine Nicholson rimane ucciso dallo scoppio di una bomba sparata da un mortaio e cade morto proprio sul detonatore, il quale fa saltare le cariche facendo esplodere il ponte col treno sopra. Purtroppo nell'azione finale, concitata, perdono la vita diverse persone, tra cui Shears.

Veridicità storica[modifica | modifica wikitesto]

La trama è liberamente ispirata alla costruzione di un ponte ferroviario sul fiume Mae Klong nel 1943. Secondo la Commonwealth War Graves Commission:

« La famosa ferrovia Birmania-Thailandia, costruita da prigionieri di guerra del Commonwealth, olandesi e americani fu un progetto giapponese guidato dalla necessità di migliorare le comunicazioni per sostenere il grande esercito nipponico in Birmania. Durante la sua costruzione, morirono circa 13'000 prigionieri di guerra e i loro corpi furono sepolti lungo la ferrovia. Si stima che da 80'000 a 100'000 civili sono morti nel corso del progetto, erano principalmente manodopera forzata deportata dalla Malesia e dalle Indie orientali olandesi, o arruolati in Thailandia e in Birmania. Due forze lavoro, una con base in Thailandia e l'altra in Birmania, lavorarono partendo dalle estremità opposte della linea verso il centro[3] »

Gli incidenti mostrati nel film sono per la maggior parte opera di fantasia, le condizioni erano peggiori di come sono state raffigurate e sarebbero state troppo spaventose per gli spettatori.[4] Il vero ufficiale superiore alleato in servizio presso il ponte era il tenente colonnello inglese Philip Toosey. Nel programma della BBC Timewatch, un ex-prigioniero del campo afferma che è improbabile che un uomo come l'immaginario Nicholson potesse essere salito al grado di tenente colonnello, e se l'avesse fatto, sarebbe stato "tranquillamente eliminato" da parte degli altri prigionieri.[5]

Il ponte sul fiume Kwai nel giugno 2004

Julie Summers, nel suo libro The Colonel of Tamarkan, scrive che Pierre Boulle, che era stato prigioniero di guerra in Thailandia, ha creato il personaggio di Nicholson basandosi sui suoi ricordi di ufficiali francesi. Toosey era molto diverso da Nicholson e certamente non si sentiva obbligato a lavorare con i giapponesi. Tentò di ritardare la costruzione del ponte il più possibile facendo persino raccogliere un gran numero di termiti per danneggiare le strutture in legno e in cemento. Nel film Nicholson disapprova gli atti di sabotaggio.[5]

Alcuni dei personaggi del film hanno i nomi di persone reali che sono state coinvolte nella costruzione della ferrovia birmana. Per esempio, nel film, il colonnello Saito è comandante del campo e, in realtà, un sergente maggiore Risaburo Saito era vice-comandante. Risaburo Saito era rispettato dai suoi prigionieri perché era relativamente misericordioso e giusto nei loro confronti. Toosey lo difese nel processo contro i suoi crimini di guerra e i due divennero persino amici.

La distruzione del ponte, come descritta nel film è completamente inventata. Effettivamente sono stati costruiti due ponti: uno provvisorio in legno e uno permanente in acciaio e cemento pochi mesi più tardi. Entrambi i ponti sono stati utilizzati per due anni, fino a quando non sono stati distrutti dai bombardamenti aerei alleati. Il ponte in acciaio è stato riparato ed è ancora in uso oggi.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Una caratteristica memorabile del film è il motivo che viene fischiettato dai prigionieri di guerra (Colonel Bogey March) mentre entrano nel campo: divenne subito famoso. Il pezzo fu originariamente scritto nel 1914 da Kenneth Alford. Era accompagnato da una contromelodia (nota come The River Kway March) scritta dal compositore del film, Malcolm Arnold, e suonata dall'orchestra fuori dallo schermo che sostituisce quelli che fischiettano. Mitch Miller ebbe un successo con una registrazione di entrambe le marce.

Oltre a servire come un esempio del coraggio e della dignità britannica di fronte alla privazione, la Colonel Bogey March suggeriva uno specifico simbolo di sfida per gli spettatori di cinema britannici, perché la sua melodia era legata a versi volgari su Hitler (Hitler Has Only Got One Ball), il leader della Germania nazista e il principale alleato del Giappone durante la guerra. Benché il testo beffardo non venga usato nel film, gli spettatori britannici del tempo lo conoscevano bene abbastanza da cantarlo mentalmente mentre ascoltavano il motivo musicale. Gli spettatori del nord Italia e della Svizzera italiana invece potevano ben sorridere al motivetto poiché nel testo dialettale locale era molto conosciuto con il titolo di "sciura".

Il ponte[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte non è stato ricreato in studio, ma dal vero, nell'Isola di Ceylon. Difatti secondo il produttore Spiegel "L'autenticità è necessaria per trasmettere l'intera esperienza emotiva di una storia. La ricostruzione in uno studio cinematografico non provocherebbe, nel pubblico, la stessa reazione emotiva".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[6]

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito all'11º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  2. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  3. ^ Commonwealth War Graves Commission: Kanchanaburi War Cemetery
  4. ^ links for research, Allied POWs under the Japanese
  5. ^ a b Julie Summers, The Colonel of Tamarkan, Simon & Schuster Ltd, 2005
  6. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 New Films to National Film Registry, Library of Congress, 18 novembre 1997. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  7. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18 giugno 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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