Colazione da Tiffany (film)

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Colazione da Tiffany
Audrey Hepburn esmorza al Tiffany's.bmp.jpg
Una scena del film
Titolo originale Breakfast at Tiffany's
Paese di produzione USA
Anno 1961
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia romantica
Regia Blake Edwards
Soggetto Truman Capote (romanzo)
Sceneggiatura George Axelrod
Fotografia Franz F. Planer
Montaggio Howard A. Smith
Musiche Henry Mancini
Scenografia Roland Anderson, Hal Pereira
Costumi Edith Head, Hubert de Givenchy, Pauline Trigere
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany's) è un film del 1961 diretto da Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, tratto dall'omonimo romanzo di Truman Capote.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Holly (alias Holiday Golightly) è una giovanissima ragazza di grande fascino e spontaneità che per vivere fa la modella ma anche la escort d'alto bordo e chiama le sue prestazioni "fare la toletta". Questa sua attività le permette una vita mondana e la frequentazione dell'alta società e per risolvere definitivamente i suoi numerosi problemi economici è decisa a rinunciare all'amore (o almeno a viverne uno fittizio) sposando un uomo ricco, che la renda soprattutto felice materialmente regalandole gioielli dell'amato negozio Tiffany.

Un giorno giunge in città un giovane uomo di nome Paul, promettente ma svogliato scrittore in cerca d'ispirazione. Anch'egli non naviga nell'oro, cercando lavoretti per vivere, aspettando che i genitori gli mandino qualche soldo per il suo compleanno e facendosi nel frattempo mantenere da una ricca e matura signora di nome Liz.

Le personalità di Paul e Holly inevitabilmente si scontreranno: lui cercherà di sgretolare il mondo etereo e artificiale nel quale Holly ama rifugiarsi per sfuggire alla sua realtà di persona estremamente pratica e lei saprà fargli abbandonare il suo cinismo, dandogli oltretutto l'ispirazione per il suo nuovo libro.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Audrey Hepburn nei panni di Holly Golightly.
George Peppard nei panni di Paul.

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura di George Axelrod, nominata all'Oscar, segue poco Il romanzo di Capote.

Capote, una volta venduti i diritti del libro alla Paramount Pictures, avrebbe preferito Marilyn Monroe nel ruolo di Holly Golightly. Barry Paris ricorda di aver sentito dire Capote, una volta: «Marilyn è sempre stata la mia prima scelta per interpretare la ragazza, Holly Golightly».[1] Quando la Hepburn venne scelta nel cast, Capote accusò la Paramount di aver fatto il doppio gioco con lui.[1] Comunque, la scelta della Hepburn si rivelò felice, dato il successo del film e del personaggio da lei interpretato.

Il romanzo fu ampiamente modificato per dar spazio alle convenzioni cinematografiche della commedia e ciò non piacque a Capote.[2][3] Il libro conteneva, ad esempio, parole che per il film vennero smorzate e il personaggio di Liz fu completamente inventato. Mag Wildwood, la modella, verso metà del libro si trasferisce nell'appartamento di Holly, mentre nel film compare brevemente solo come ospite al party di Holly.

L'allusione alla bisessualità di Holly, che nel libro è un elemento fondamentale, nel film viene rimossa per rendere il personaggio più adatto alla Hepburn.

Uno dei cambiamenti più radicali riguardò il finale. Il libro, infatti, non ha un lieto fine: il bacio che si vede alla fine del film, che fa presagire una romantica vita di Holly e Paul insieme, non c'è, e Holly di fatto prende quell'aereo per il Sud America. Nell'incipit del romanzo, infatti, vi è Paul, a parecchi anni di distanza, che si chiede dove sia finita Holly e se mai la rivedrà.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

La gioielleria Tiffany aprì di domenica per la prima volta nella sua storia, per permettere le riprese del film la mattina del 2 ottobre del 1960, per non creare problemi a causa del corteo di Nikita Sergeevič Chruščёv che sarebbe passato poco dopo le riprese.[4][5][6] Audrey Hepburn odiava i danesi, dolcetti che il suo personaggio mangia a colazione, il che rese le riprese della scena iniziale piuttosto ardue per lei, visto che avrebbe preferito un gelato ma il regista rispose negativamente.[4][7]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora di Colazione da Tiffany, vincitrice dell'Oscar alla migliore colonna sonora nel 1962, venne interamente composta e selezionata da Henry Mancini, celeberrimo compositore vincitore di quattro premi Oscar e raggiunse la prima posizione nella Billboard 200 per 12 settimane. La canzone Moon River fu composta da Mancini (musica) e Johnny Mercer (testo), e vinse anch'essa un Oscar, quello alla migliore canzone.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Barry Paris, Audrey Hepburn, Berkley Publishing Group, 2001.
  2. ^ (EN) Teatro: «Colazione da Tiffany» dal 13 marzo all'Eliseo in RomaSette.it, 12 marzo 2012. URL consultato il 21 aprile 2012.
  3. ^ Cinquant’anni di segreti e ripicche a “Colazione da Tiffany”, L'AltraPagina.it, 8 novembre 2011. URL consultato il 21 aprile 2012.
  4. ^ a b (EN) Breakfast at Tiffany's (1961) Did You Know?, Internet Movie Database. URL consultato il 21 aprile 2012.
  5. ^ Angelo Aquaro, Colazione con Audrey Così nacque la donna moderna in la Repubblica.it, 25 luglio 2010. URL consultato il 21 aprile 2012.
  6. ^ (EN) Sarah Gristwood, Breakfast at Tiffany's: 50 years on in The Telegraph.co.uk, 30 settembre 2010. URL consultato il 21 aprile 2012.
  7. ^ (EN) Mary Kaye Schilling, Safe Sex in NYMag.com, 6 giugno 2010. URL consultato il 21 aprile 2012.
  8. ^ (EN) 2012 National Film Registry Picks in A League of Their Own, Library of Congress, 19 dicembre 2012. URL consultato il 23 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sam Wasson, Colazione con Audrey: la diva, lo scrittore e il film che crearono la donna moderna, Milano, Rizzoli, 2011, ISBN 978-88-17-04913-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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