Frankenstein Junior

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Frankenstein Junior
Frankenstein Junior scena 4.jpg
Teri Garr, Gene Wilder, Marty Feldman e Peter Boyle
Titolo originale Young Frankenstein
Paese di produzione USA
Anno 1974
Durata 106 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere comico, Parodia
Regia Mel Brooks
Soggetto Gene Wilder, Mel Brooks (dal romanzo Frankenstein di Mary Shelley)
Sceneggiatura Mel Brooks, Gene Wilder
Produttore Michael Gruskoff
Fotografia Gerald Hirschfeld
Montaggio John C. Howard
Effetti speciali Hal Millar, Henry Miller Jr.
Musiche John Morris, Mel Brooks
Scenografia Robert de Vestel
Trucco William Tuttle
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)

« It – could – work! »

(IT)

« Si – può – fare! »

(Dottor Frankenstein)

Frankenstein Junior (Young Frankenstein) è un film del 1974, il quarto diretto da Mel Brooks, a partire da un'idea di Gene Wilder che è anche autore della sceneggiatura, revisionata poi con la collaborazione del regista.

Campione d'incassi nel 1975, la pellicola è ispirata al racconto di Mary Shelley e ai celebri film dell'epoca in bianco e nero; Frankenstein di James Whale del 1931, del suo seguito La moglie di Frankenstein e (anche se qualcuno usa la definizione "parodia") in generale a tutte le altre pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley. Il film è interamente girato in bianco e nero, adottando una fotografia e uno stile anni trenta, giocando anche sulle transizioni tra una scena e l'altra proprio per riprendere anche esteticamente i toni del film di Whale. Questo intento viene raggiunto utilizzando perfino gli attrezzi di scena del film originale, ricollocati nelle stesse posizioni e negli identici studi di ripresa.

Nel 2003 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 2000 l'AFI l'ha inserito al tredicesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.[2] In Italia risulta essere, con 500.000 copie vendute, il DVD classico di maggior successo della storia dell'home video[3].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, anni trenta. Il giovane medico e celebre professore universitario Frederick Frankenstein è il nipote del tristemente famoso Barone Viktor von Frankenstein. Frederick ha modificato la pronuncia del proprio cognome in Frankenstin per distinguersi dal nonno, del quale rigetta le teorie mediche considerandole assurde. Al termine d'una lezione di neurologia all'università dove insegna, nella quale ribadisce l'impossibilità di ricostruire parti del sistema nervoso umano (cit. «C'è più probabilità di rianimare questo bisturi che riparare un sistema nervoso spezzato»), Frederick riceve una visita. Una volta che Herr Rosenthal ha consegnato il lascito del Barone, nonostante un forte scetticismo e il disprezzo per gli esperimenti del nonno, Frederick va in Romania, dove incontra l'imprevedibile aiutante gobbo Igor, nipote del vecchio assistente del nonno, che insiste nell'essere chiamato con la pronuncia "eye-gore" (sanguinolenza degli occhi), la procace assistente Inga e la sinistra e misteriosa Frau Blücher: quest'ultima, un tempo amante del Barone, tramite un sotterfugio, fa ritrovare a Frederick le cose del nonno. Frederick, ricredendosi sulle proprie idee, cerca a propria volta di dare vita a una creatura.

Per un errore di Igor, alla creatura viene impiantato un cervello sbagliato. La situazione sfugge al controllo di Frederick.

In seguito a varie peripezie il mostro fugge dal castello, incontrando dapprima una bambina e poi un eremita cieco che gli dice di chiamarsi Abelardo (interpretato da Gene Hackman) e che, credendo d'avere a che fare con un muto, tenta maldestramente di offrirgli la cena e d'accendergli un sigaro; il mostro, spaventato dal fuoco, fugge. Alla fine Frederick riesce a recuperarlo e lo convince d'essere una creatura buona. Per dimostrarlo anche alle altre persone organizza un'esibizione teatrale in cui lui e la creatura s'esibiscono in un numero di tip tap davanti a un pubblico di scienziati scettici. Lo spettacolo inizia perfettamente ma la creatura, spaventata da un principio d'incendio sul palcoscenico, fugge di nuovo, viene catturata dalla polizia e incatenata in carcere.

Dopo essere stato tormentato da un secondino sadico che lo terrorizza col fuoco, il Mostro s'infuria e fugge nuovamente; quindi rapisce la fidanzata di Frederick, Elizabeth, che era arrivata in Transilvania per un'inaspettata visita al fidanzato, e la possiede. Questa non se ne dispiace affatto: Elizabeth s'innamora della creatura per la sua disumana resistenza sessuale e per il suo enorme pene (citato come Schwanstucker o Schwanzstück - un gioco di parole yiddish da Schwanz, "coda", che è anche il termine gergale tedesco per pene, e Stück, "pezzo").

Frederick, nel disperato tentativo di riavere la creatura e correggere i suoi errori, suona la magica musica dei Frankenstein, che ammalia il Mostro e lo fa tornare al castello. Proprio nel momento in cui la turba, guidata da Kemp, irrompe nel laboratorio, il dottor Frankenstein fa a scambio di cervelli. Il film ha un lieto fine, con la cessata minaccia (per gli abitanti della zona) da parte della creatura e con due felici storie d'amore: Elizabeth è sposata con il Mostro, divenuto erudito e dai gusti sofisticati, mentre Inga scopre con gioia ciò che il suo nuovo marito Frederick ha avuto in cambio dal Mostro durante la procedura di trasferimento: proprio lo Schwanzstück.

Scene tagliate[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la realizzazione del film, alcune scene vennero eliminate dal montaggio finale (per scelta del regista e dell'autore), ma sono state conservate e recentemente distribuite come extra della versione DVD a 2 dischi "italian fans edition":

  • Il testamento: alla lettura del testamento del Barone Frankenstein sono presenti, oltre al notaio, diversi famigliari. Il testamento prevede che i beni del Barone (che nella versione originale è il padre di Victor, e quindi il bisnonno di Frederick) siano divisi fra i famigliari presenti solo nel caso non vi sia alcun nipote medico che si sia distinto nel campo. Con gran dispiacere dei possibili eredi, l'improbabile clausola s'avvera e il notaio certifica che il nipote è l'unico erede.
  • Il mendicante: Frederick Frankenstein passeggia assieme al notaio che cerca di persuaderlo ad accettare il testamento. Passando a fianco di un mendicante che suona al violino il motivetto dei Frankenstein, Frederick prende il violino in prestito e lo rompe in due (ma nega di averlo fatto), quindi accetta d'andare in Transilvania. In tutto ciò il notaio riconosce con gioia il "vero spirito dei Frankenstein".
  • L'arrivo dell'ispettore Kemp: l'ispettore di polizia si presenta al castello del Barone Frankenstein e viene accolto da un'innervosita Inga e dall'apparentemente calmo, ma maldestro, Frederick. Il Barone invita l'ispettore Kemp ad accomodarsi nello studio.
  • L'incontro col bandito Jack Sprat: un bandito cerca inutilmente di rapinare il mostro. La scena, quasi demenziale, si discosta dalla comicità della pellicola.
  • Discussione intellettuale: breve discussione fra Frederick e la sua assistente Inga, che segna l'inizio della loro relazione. In questa scena si pone l'accento su come Frederick metta la scienza davanti ai propri sentimenti.
  • Visita a tarda notte: nel cuore della notte Frederick bussa alla porta di Inga, dicendole che passava di lì e ha pensato di fermarsi per fare una discussione filosofica. Per tutta la scena Frederick sta in ginocchio.
  • La parata degli attori: gli attori e le comparse del film scendono una scalinata e sfilano davanti alla cinepresa. Per ultimi Gene Wilder e Mel Brooks.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La critica ha intravisto le somiglianze con i film di James Whale, da cui il regista prese alcune delle attrezzature utilizzate,[4] affermando che non si tratta di una reale parodia, bensì di una rivisitazione critica della storia scritta da Mary Shelley.[5] In realtà gli spunti più significativi adottati da Mel Brooks per il suo film vengono da Il figlio di Frankenstein di Rowland V. Lee del 1939, soprattutto la scena della partita a freccette con l'ispettore Kemp, dove quest'ultimo ricalca in maniera sorprendente la figura dell'ispettore Krogh nel film del '39.[6]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il cervello che Igor viene incaricato di rubare è indicato essere quello di un tale "Hans Delbrück, scienziato e santo". Nella vita reale, è esistito un vero Hans Delbrück, politico e storico militare vissuto nel diciannovesimo secolo, il cui figlio, Max Delbrück, fu un biochimico premio Nobel nel ventesimo secolo.
  • Ogni volta che viene menzionato il nome di Frau Blücher, i cavalli nitriscono come se fossero spaventati da esso. Molti spettatori di lingua inglese erroneamente credettero che "blücher" fosse la traduzione di "glue" ("colla") in tedesco; tuttavia, Blücher è invece un cognome abbastanza comune in Germania.[7] Il termine in lingua tedesca per indicare la colla è der Kleber, o tierischer Leim se si intende la "colla animale". Nel corso di un'intervista del 2000, Brooks suggerì che il gioco di parole sul quale si fonda la gag fosse basato proprio su questo errore di traduzione, che aveva sentito da qualcuno.[8] Cloris Leachman, l'attrice che impersonò Frau Blücher nel film, confermò questa versione dei fatti affermando come Mel Brooks le avesse svelato la ragione per la quale il suo personaggio venne chiamato Blücher.[9] Nel commento audio dell'edizione in DVD, Mel Brooks spiega che i cavalli nitriscono terrorizzati al solo sentir nominare Frau Blücher perché ella è un personaggio crudele: «Sono terrorizzati da lei; Dio solo sa cosa fa loro quando non c'è nessuno in giro».
  • Quando il film uscì nei cinema, il gruppo rock Aerosmith stava lavorando al proprio terzo album di studio, Toys in the Attic. I membri della band avevano composto la musica di un pezzo ma non riuscivano a trovare un testo che si adattasse alla melodia. Dopo un po', decisero di fare una pausa per assistere ad una proiezione serale di Frankenstein Junior, dove la battuta di Igor «segua i miei passi» (in originale "walk this way") fornì l'ispirazione per il testo della canzone Walk This Way.[10]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella serie animata Johnny Bravo la puntata FrankenBravo è la parodia dell'intero film, con tanto di Pops nei panni di Abelardo, l'eremita cieco
  • Nel finale della puntata Un week-end bagnato della serie tv Camera Cafè c'è una parodia dello scambio di battute tra Igor e Frederick mentre dissotterrano il cadavere, reinterpretata da Luca e Paolo e in bianco e nero
  • La puntata Riflessi condizionati, sempre di Camera Cafè, è una chiara parodia del film: Luca Nervi vuole fare un esperimento basato sui riflessi condizionati (riferimento alle scene iniziali del film, dove Frankenstein mostra un esempio di riflessi condizionati): Luca per tutto l'episodio si comporta esattamente come Frankenstein nel film, addirittura si infilza la gamba con una penna (riferimento alla scena dove Frankenstein si infilza con un bisturi sopra il ginocchio); quando Luca fallisce il suo esperimento con Silvano, reagisce come Frankenstein, citando la sua frase famosa "Se la scienza ci insegna qualcosa, ci insegna ad accettare i nostri fallimenti, come i nostri successi, con calma, dignità e classe..."; poi, quando scopre che i riflessi hanno funzionato su Paolo anziché su Silvano, grida "SI - PUÒ - FARE!!!"
  • Una puntata di Cocco Bill è ispirata proprio a questo Film (Cocco Bill e il Fratello di Frankenstein)[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry, Library of Congress, 16 dicembre 2003. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  2. ^ (EN) AFI's 100 YEARS...100 Laughs - AFI's 100 Funniest American Movies Of All Time, afi.com. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  3. ^ Frankenstein Junior in Blu-Ray Disc, supereva.it. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  4. ^ Pino Farinotti, Rossella Farinotti, Giancarlo Zappoli, Bartolomeo Corsini, Il Farinotti 2010, Newton Compton, 2009, p. 814, ISBN 978-88-541-1555-2.
  5. ^ Il Morandini 2010, Zanichelli, 2010, p. 566, ISBN 978-88-08-30176-5.
  6. ^ Robert Alan Crick, The Big Screen Comedies of Mel Brooks, McFarland, 2002, p. 72, ISBN 978-0-7864-4326-0.
  7. ^ (EN) Elmer's Gantry, snopes.com, 12 agosto 2007. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  8. ^ (EN) That's Fronkensteen, amazon.com. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  9. ^ The O'Reilly Factor, April 3, 2009
  10. ^ (EN) Readers' Poll: The 10 Best Aerosmith Songs of All Time, rollingstone.com. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  11. ^  Cocco Bill e il fratello di Frankenstein. youtube.com, 25 giugno 2013. URL consultato in data 20 dicembre 2014.

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