Blake Edwards

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Statuetta dell'Oscar Oscar alla carriera 2004

Blake Edwards, pseudonimo di William Blake McEdwards (Tulsa, 26 luglio 1922), è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense.

Nononstante si sia cimentato con i generi più disparati, dal dramma al musical e dal poliziesco al Western, il suo nome è legato soprattutto alla commedia della quale è considerato uno dei grandi maestri, avendo realizzato opere dal tocco personale ed inconfondibile.

Indice

[modifica] Gli anni '50 e '60

Figlio di un regista teatrale, Edwards inizia la carriera come attore e sceneggiatore. Dopo aver creato diversi progetti di successo per la televisione (scrivendo e dirigendo, negli anni '50, le celebri serie di Mr. Lucky e Peter Gunn, per esempio), Edwards comincia a scrivere sceneggiature cinematografiche per registi come Richard Quine per, successivamente, dirigere delle commedie di routine per la Columbia. Il suo primo film è il musical Quando una ragazza è bella del 1955 e il suo primo successo è la comedia Operazione sottoveste, del 1959, nel quale i marinai Cary Grant (col quale Edwards non istaura un buon rapporto) e Tony Curtis (col quale invece lavora in diverse occasioni) si ritrovano al timone di un sottomarino rosa.

Il mega-successo arriva due anni dopo con quello che viene considerato uno dei grandi classici della commedia sofisticata: Colazione da Tiffany, con Audrey Hepburn e George Peppard. A questo seguono i drammi Operazione terrore, con Glenn Ford, e I giorni del vino e delle rose in cui Jack Lemmon e Lee Remick combattono con il problema dell'alcolismo.

Nel 1963 Edwards scrive e dirige una commedia rivoluzionaria che inaugura un nuovo filone di cinema comico: La Pantera Rosa, con il memorabile Peter Sellers nei panni dell'imbranato ispettore Clouseau. Il film ottiene un tale successo che Edwards adatta il sua pellicola seguente facendola diventare un sequel. Il risultato, Uno sparo nel buio, nel quale per la prima volta appaiono i celebri personaggi dell'ispettore capo Dreyfuss e il maggiordomo Kato, rimane un classico citato da comici e registi come punto di riferimento fondamentale della loro formazione (Jim Carrey e i fratelli Farrelly, fra i tanti).

I film dei prossimi dieci anni si rivelano essere delle delusioni al botteghino, nonostante fra questi ci siano classici del calibro de La grande corsa, con Jack Lemmon, Tony Curtis e Natalie Wood, e Hollywood Party: una vera lezione di comicità con un ispirato Peter Sellers. Edwards attribuisce l'insuccesso commerciale di questi film all'invadenza degli studi cinematografici le cui imposizioni e veti finiscono per amareggiare il regista a tal punto da volergli fare abbandonare Hollywood.

[modifica] Gli anni '70

Con Operazione crépes suzette del 1970 la goccia fa traboccare il vaso. Edwards scrive la sceneggiatura del film (con William Peter Blatty) per esaltare le qualità della sua seconda moglie: l'attrice e cantante Julie Andrews, famosa per musical per famiglie come Mary Poppins. Con l'intenzione di ribaltare la sua immagine zuccherosa, Edwards intende creare un film di spionaggio, affidando alla Andrews il ruolo di una Mata Hari senza scrupoli che, nel tentativo di carpire segreti militari a Rock Hudson, si esibisce in spogliarelli e scene di seduzione. Il produttore della Paramount Robert Evans, volendo sfruttare il successo dei grandi musical interpretati fino a quel momento dalla signora Edwards, impone al regista di inserire nel film sequenze musicali con bambini che corrono su prati fioriti. L'assurdità dell'imposizione (un tentativo di Evans di voler emulare il successo di Julie Andrews in Tutti insieme appassionatamente) causa attriti fra produttore e regista che degenereranno fino alla rottura. Edwards si rende conto di non avere scelta e tenta allora di trovare un compromesso che gli permetta di mantenere la propria integrità all'interno della commedia musicale voluta dalla produzione. Il risualtato finale è una pellicola che non sa decidere a che genere appartenere: Un pò film di guerra, un pò farsa, un pò dramma, un pò commedia, un pò musical, e il suo tonfo al botteghino è colossale (nel 1992 Blake Edwards presenta al Festival di Cannes il suo director's cut del film, una versione più snella e meno musicale che, dopo più di 20 anni dalla sua lavorazione, riceve il consenso di una platea di intellettuali e celebrità).

Le sue due pellicole successive, il western Uomini selvaggi e il poliziesco Il caso Carey, hanno un destino simile a quello di Operazione crépes suzette e vengono addirittura rimontate dagli studios. Edwards, con consorte al fianco, abbandona Hollywood.

Dopo un periodo in Gran Bretagna, dove dirige film e programmi televisivi per Julie Andrews, il regista torna in vetta al botteghino, realizzando tre ulteriori sequel della sua Pantera Rosa, sempre con Sellers come protagonista.

Lo straordinario successo della serie gli permette di portare sullo schermo la sceneggiatura che fino a poco tempo prima i produttori rifiutavano perché trovavano troppo audace: 10. Il film è uno dei più grossi successi degli anni '70, lancia Bo Derek come pin up della sua epoca e inaugura la carriera hollywoodiana di Dudley Moore ma, ancora più importante, spinge in avanti i confini della commedia sexy, aprendo, ancora una volta, nuove vie a questo genere del quale oramai Edwards è maestro indiscusso.

[modifica] Gli anni '80 e '90

Il film successivo costituisce una sorta di vendetta nei confronti degli studi cinematografici che negli anni passati hanno osteggiato la sua carriera. Con S.O.B. Edwards realizza il suo film più personale fino a questo punto, un'opera dalle forti tinte autobiografiche su una Hollywood cinica e spietata.

Nel 1982 il regista confeziona quello che i più considerano il suo capolavoro assoluto e per il quale riceve la sua unica nomination Oscar, quella come sceneggiatore di Victor/Victoria.

A questo seguono le opere crepuscolari di Edwards, la maggior parte delle quali non incontra i favori del grande pubblico ma che contribuiscono ad aumentare il suo status di auteur. Fra queste le più degne di nota sono Così è la vita! e Appuntamento al buio (film 1987). La prima è una commedia agrodolce, la più personale del regista, in cui, attraverso un Jack Lemmon da manuale ed un cast interamente composto da amici e familiari, mette a nudo le sue paure più recondite; la seconda costituisce il suo più grosso successo al botteghino dai tempi di Victor/Victoria, lancia Bruce Willis al cinema e mostra Kim Basinger in una veste insolita.

L'ultimo film del regista purtroppo risulta essere il suo peggiore: Il figlio della Pantera Rosa con Roberto Benigni è un grosso fiasco di critica e commerciale ma il regista a questo punto è talmente debole e malato che si ritira dal cinema per dedicarsi alla sua prima (e ultima) regia teatrale (Victor/Victoria a Broadway) e al suo secondo grande amore: La scultura.

[modifica] Curiosità

  • Con la seconda moglie Julie Andrews, sua musa e attrice preferita, ha adottato due bambine vietnamite, Amy e Joanna, in più Edwards ha tre figli da un precedente matrimonio. Oggi i coniugi, dopo 40 anni di matrimonio e nonni di sette nipoti, vivono fra le loro case di Malibu, New York e Gstaad in Svizzera.
  • Nei due film biografici, Tu chiamami Peter su Peter Sellers e Not Only but Always su Dudley Moore, il personaggio di Blake Edwards è interpretato da John Lithgow e Alistair Browning, rispettivamente.
  • Edwards ha pubblicamente espresso la sua avversione per i nuovi film de La Pantera Rosa con Steve Martin, distribuiti nel 2006 e nel 2009. Il suo nome appare nei titoli come creatore dei personaggi ma egli non ha nulla a che vedere con questa nuova edizione.
  • Nel 1992 a Edwards vengono consegnate la Légion d'honneur in Francia ed il cavalierato della Repubblica in Italia per l'ordine delle arti e lettere.

[modifica] Filmografia

[modifica] Regista

[modifica] Sceneggiatore

[modifica] Bibliografia selezionata

[modifica] Libri

  • Roberto Vaccino, Blake Edwards, (il castoro cinema) La Nuova Italia, Firenze, 1979
  • William Luhr and Peter Lehman, Blake Edwards, Athens, Ohio University Press, 1981
  • William Luhr and Peter Lehman, Returning to the Scene: Blake Edwards Vol.2., Athens, Ohio University Press, 1989
  • Edoardo Bruno (a cura di), Blake Edwards, l'occhio composto, Le Mani, Genova, 1997
  • Marco Massara e Giancarlo Zappoli (a cura di), Una pantera da Tiffany: Il cinema di Blake Edwards, Il castoro, Milano, 1997
  • Santiago & Andrés Rubìn de Celis, Blake Edwards... o atrapar un rayo en una botella, T&B Editores, Madrid, 2004
  • Matteo Poletti, Il tocco della Pantera Rosa: Il cinema di Blake Edwards, Il Principe Costante, Milano, 2008

[modifica] Articoli

  • Stuart Byron, “Blake Edwards” in Stuart Byron and Elisabeth Weis (eds.), The National Society of Film Critics on Movie Comedy, New York, Viking Press, 1977, pp. 92-95
  • Serge Daney “Strange Bodies”, Cahiers du Cinema in English No.3, Trans. Jane Pease, Rose Kaplin, Nell Cox, 1966, pp. 26-27
  • Jean-Francois Hauduroy, “Sophisticated Naturalism, interview with Blake Edwards by Jean-Francois Hauduroy”, Cahiers du Cinema in English No.3, Trans. Jane Pease, Rose Kaplin, Nell Cox, 1966, pp. 20-26
  • Dave Kehr, “Blake Edwards”, International Dictionary of Films and Filmmakers, 2nd Edition, Chicago, St James Press, 1991, pp. 257-259
  • Harlan Kennedy, “Blake Edwards: Life After '10'”, American Film, July-August 1981, pp. 24-28
  • Adrian Martin, “'10'”, Cinema Papers, June-July 1980, pp. 201-203
  • Adrian Martin, “Blake Edwards' Sad Songs of Love”, Freeze Frame, July 1987, pp. 10-13
  • Alain Masson, “Allegro Vivace (L'amour est une grande aventure ”, Positif, #321, June 1989, pp. 60-61
  • Myron Meisel, “Blake Edwards” in Jean-Pierre Coursodon with Pierre Sauvage (eds.), American Directors Vol.2., New York, McGraw Hill, 1983, pp. 117-132
  • Andrew Sarris, “Blake Edwards”, The American Cinema: Directors and Directions 1929-1968, New York, Dutton, 1968, pp. 91-93

[modifica] Collegamenti esterni

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