Il figlio della Pantera Rosa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il figlio della Pantera Rosa
Titolo originale Son of the Pink Panther
Paese di produzione USA, Italia
Anno 1993
Durata 87 minuti circa
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Blake Edwards
Soggetto Blake Edwards
Sceneggiatura Blake Edwards, Madeline Sunshine, Steven Sunshine
Produttore Tony Adams, Luigi e Aurelio De Laurentiis
Casa di produzione MGM
Filmauro Home Video
Distribuzione (Italia) Filmauro Home Video
Fotografia Dick Bush
Montaggio Robert Pergament
Musiche Henry Mancini, Bobby McFerrin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il figlio della Pantera Rosa (Son of the Pink Panther) è un film del 1993 diretto da Blake Edwards, ultimo capitolo della saga originale della Pantera Rosa. Il film vede Roberto Benigni nel ruolo del figlio illegittimo del noto Ispettore Clouseau. Appaiono inoltre gli attori Herbert Lom, Burt Kwouk, Graham Stark e la star del film originale del 1963, Claudia Cardinale. Fu l'ultimo film al quale collaborarono Blake Edwards e il compositore Henry Mancini; Edwards si ritirò come regista, e Mancini morì l'anno successivo.

Il film ottenne scarsi risultati di botteghino e pessime recensioni dai critici, quest'ultimi convinti che la serie della Pantera Rosa avesse ormai fatto il suo tempo. Il film doveva inoltre rappresentare la consacrazione di Roberto Benigni a livello internazionale, e invece costò all'attore una nomination ai Razzie Awards come Peggior esordiente.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sulla Costa Azzurra viene rapita la figlia di un re arabo: la principessa Yasmine. Il caso è affidato al figlio illegittimo dell'ispettore Clouseau: Gendarme Jacques Gambrelli (interpretato da Roberto Benigni), che si rivela identico al padre, un disastro della natura. I terroristi hanno intenzione di usare l'ostaggio come esca per tentare un colpo di Stato in Arabia e la polizia europea della Francia, comandata ancora dallo storico Commissario Charles Dreyfus, appena ripresosi dall'ultimo quasi fatale esaurimento nervoso con Jacques Clouseau, sta facendo di tutto per risolvere il caso. L'ispettore Gambrelli ha molte somiglianze con il lontano genitore: è assai pasticcione ma anche molto amante della cultura cinese, tanto che come il genitore ha un compagno di karate che lo assalta ogni volta che torna a casa. Una sera in cui Gambrelli non è intento a svolgere le sue indagini, sebbene sia stato numerose volte attaccato da ignoti uscendone illeso grazie alla sua sbadataggine, Gambrelli torna a casa sua dalla madre Maria, corteggiata segretamente da Dreyfus. Sfortunatamente una bomba viene piazzata nel salone e il malcapitato che subirà l'esplosione sarà proprio Dreyfus il quale comincia a insospettirsi della strana e maldestra condotta di Gabrelli, tornando vittima delle sue manie di persecuzione che aveva durante gli anni di servizio con Clouseau. Finalmente arrivata a sapere sul covo dei terroristi con la principessa, Gambrelli pare essere arrivato al capolinea del caso, tuttavia viene catturato e si salverà solo con un colpo di fortuna, dato che è stato drogato. All'ospedale Gambrelli viene nuovamente a sapere notizie riguardo al nuovo nascondiglio dei rapitori e si reca all'aeroporto, non senza aver creato scompiglio nei reparti e soprattutto nuovi esaurimenti e crisi nervose al povero Dreyfus. Entrato nell'aereo dei terroristi diretto per l'Arabia, Gambrelli viene fatto prigioniero di nuovo ma riesce a salvarsi facendo appello alla sua sbadataggine. Questa volta però Jacques Gambrelli non è intenzionato a perdere le sue prede una seconda volta e così insegue l'elicottero fino ad arrivare ad un palazzo bunker. Qui si scatenerà una violenta battaglia, ma con l'abilità di Gambrelli e del suo amico giapponese i terroristi verranno tutti uccisi o catturati. Tornata in libertà Yasmine fa premiare l'ispettore Gambrelli con la medaglia d'onore, mentre Charles Dreyfus, appena uscito dall'ospedale scoprirà, sposandosi con Maria, che Jacques ha una sorella gemella (Nicoletta Braschi), identica pure lei al padre.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Questo fu il primo film Pantera Rosa realizzato dopo un decennio, e fu il secondo di due tentativi senza successo di continuare la serie dopo la morte di Peter Sellers, il primo interprete dell'ispettore Clouseau. Pensato come un rilancio della serie originale, il piano iniziale era quello di continuare con Roberto Benigni ciò che era stato lasciato con Sellers. Il figlio della Pantera Rosa fu un fallimento sia di critica che di botteghino, dimostrando ancora una volta come l'eredità lasciata da Sellers fosse troppo grande. Benigni non fu la prima scelta per il ruolo di protagonista. Kevin Kline, Rowan Atkinson, Gérard Depardieu e Tim Curry vennero tutti considerati prima che Benigni ottenesse la parte.

Il budget di 28 milioni di dollari del film venne diviso tra la MGM e la Filmauro di Aurelio De Laurentiis. Le riprese partirono l'8 giugno del 1992 e si conclusero 14 mesi dopo, e vennero effettuate ai Pinewood Studios e nella contea di Jordan. La sequenza animata con la Pantera Rosa che apre il film costò una somma stimata di 1 milione di dollari.[1] La sequenza venne realizzata dalla Desert Music Pictures. Alla fine l'incasso del film non riuscì a coprire le spese di realizzazione, per cui venne considerato un fallimento finanziario.

Seguiti[modifica | modifica wikitesto]

Questo fu l'ultimo film della Pantera Rosa a venire diretto da Blake Edwards; fu inoltre l'ultimo film della carriera di Edwards. La serie venne ripresa nel 2006 con un reboot che ottenne maggiori successi al botteghino, La Pantera Rosa, con Steve Martin nel ruolo dell'ispettore Clouseau. Venne realizzato anche un seguito nel 2009, La Pantera Rosa 2, sempre con Steve Martin nei panni di Clouseau.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nat Segaloff, Final Cuts: The Last Films of 50 Great Directors, Bear Manor Media 2013 p 93-94

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema

,