Bobby McFerrin

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Robert "Bobby" McFerrin
Fotografia di Robert "Bobby" McFerrin
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Periodo di attività 1978 – in attività
Album pubblicati 12
Sito web

Robert "Bobby" McFerrin (New York, 11 marzo 1950) è un cantante jazz statunitense.

Interprete stimatissimo nell'ambito della musica jazz, McFerrin ha visto la sua fama varcare i confini degli appassionati del genere grazie al successo internazionale della sua canzone Don't Worry, Be Happy (1988). Improvvisatore vocale, direttore d'orchestra, appassionato portavoce della cultura musicale, Bobby McFerrin non può essere definito un semplice cantante: possiede infatti l'orecchio assoluto e un'estensione vocale di 4 ottave.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a New York negli anni cinquanta da una famiglia di cantanti lirici, a sei anni cominciò a studiare pianoforte, e già al liceo fondò il Bobby Mack Quartet. Nel 1978 iniziò a cantare nel gruppo Astral project di New Orleans.

Scoperto dal cantante Jon Hendricks, con il quale ha duettato più volte, lasciò un forte segno di sé nel 1981 al Kool Jazz Festival di New York. Grazie a questo successo entrò prima nella band del chitarrista George Benson e poi si aggregò in tournée a Herbie Hancock.

Nel 1984 incise il disco The Voice, il primo[1] album, nella storia del jazz, per sola voce. Durante il suo percorso non convenzionale egli perseguì fedelmente il suo obiettivo di esibirsi in concerti dal vivo totalmente improvvisati, senza alcun materiale preparato. I suoi spettacoli sono difficilmente definibili come semplici concerti, perché vi è sempre una reale e costante interazione con il pubblico.

Nel 1986 vince con Cheryl Bentyne il Grammy Award for Best Vocal Arrangement for Two or More Voices e con Jon Hendricks il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per "Another Night in Tunisia" eseguita in Vocalese (album) dei The Manhattan Transfer.

Nel 1987 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano 'Round Midnight della colonna sonora del film Round Midnight - A mezzanotte circa.

Nel 1988 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano What Is This Thing Called Love? dell'album The Other Side of Round Midnight di Dexter Gordon e con Herbie Hancock al pianoforte.

Nel 1988, con il brano Don't Worry Be Happy, canzone improvvisata nello studio di registrazione sovrapponendo due volte la propria voce, Bobby McFerrin raggiunse il vertice in quasi tutte le classifiche pop del mondo, (prima posizione nella Billboard Hot 100, in Australia ed Austria, la seconda in Svezia, Svizzera e Nuova Zelanda, la terza in Olanda e la quinta in Norvegia). La canzone fu usata da George Bush come sfondo ai suoi comizi della campagna presidenziale del 1988 sino a quando McFerrin, convinto sostenitore del Partito Democratico, non gli impose il suo stop.

Nel 1989 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano Brothers dell'album Duets di Rob Wasserman.

Dieci volte vincitore del Grammy Award e all'apice della popolarità, McFerrin decise di studiare direzione d'orchestra, prendendo lezioni da Bernstein, Meier e Ozawa.

Grazie all'entusiasmo e alla gioia che hanno sempre caratterizzato le sue esibizioni da solista, McFerrin ottenne successo anche nell'ambito della musica classica; nel 1990 diresse l'Orchestra Sinfonica di San Francisco, nel 1994 fu direttore creativo dell'Orchestra da Camera St. Paul e, nello stesso anno pubblicò Paper Music, una collezione di classici che rappresenta la sua prima registrazione come direttore d'orchestra.

Da allora collabora frequentemente con le più grandi orchestre del mondo, tra cui la New York Philharmonic e i Wiener Philharmoniker, che nel 2003 ha diretto nel tour europeo. L'8 maggio 2007 e il 17 maggio 2010 si è esibito al Teatro alla Scala di Milano dirigendo la Filarmonica della Scala.

Le registrazioni di Bobby McFerrin hanno venduto venti milioni di copie, e le sue collaborazioni con Yo-Yo Ma, Chick Corea ed Herbie Hancock lo hanno reso ambasciatore nel mondo del jazz e della musica classica.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bobby McFerrin » Bobby Records

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