Pantera Rosa (personaggio)

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Pantera Rosa
La Pantera Rosa nel corto Pickled Pink
La Pantera Rosa nel corto Pickled Pink
Nome orig. Pink Panther
Lingua orig. Inglese
Autore Blake Edwards
Editore MGM
1ª app. in La Pantera Rosa (film 1963)
Ultima app. in La Pantera Rosa & Co (serie 2010)
Voci orig.
Voce italiana Pietro Ubaldi serie anni '90
Parenti
  • Pinky e Panky (figli)

La Pantera Rosa (The Pink Panther) è un celebre personaggio del mondo dell'animazione, protagonista di diverse serie televisive d'animazione e di numerosi cortometraggi. Il personaggio venne ideato per i titoli della serie di film del regista americano Blake Edwards, il cui primo si intitola proprio La Pantera Rosa.

La nascita della Pantera Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963, Edwards nel dare gli ultimi ritocchi alla sua commedia, che vedeva protagonista Peter Sellers, pensò di aprire il film con una sequenza animata che avrebbe fatto da sfondo allo scorrere dei titoli di testa.

Chiese così al team di animazione di David DePatie e Friz Freleng di inventare qualcosa di appropriato. Durante la fase di creazione, gli animatori vollero creare un personaggio con l'eleganza di Cary Grant e l'impertinenza di James Dean; non essendo previsto nessun dialogo per la scena di apertura, venne dato al personaggio anche la mimica di Buster Keaton, facendo muovere il felino sulle note del motivo scritto da Henry Mancini che diventerà un vero e proprio cult.

Ammette Freleng: "Non credo che saremmo riusciti ad avere il successo che abbiamo avuto senza la colonna sonora". Il personaggio e la musica insieme hanno funzionato, ed hanno dato ai film di Edwards un importante tocco in più.

Quando i titoli di apertura cominciarono a scorrere, il pubblico balzò dalla sedia: la sigla raggiunse un successo tale che la rivista Time nel suo numero del 27 aprile 1964 si espresse con queste parole: "Le animazioni dei titoli sono meglio del film".

Le caratteristiche del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Gli ideatori del cartoon realizzarono una serie di cortometraggi con un personaggio dalle spiccate caratteristiche: aristocratico, elegante, sofisticato. Ma soprattutto viene utilizzato un umorismo surreale.

Fisicamente la Pantera Rosa è filiforme, con un lungo muso e piccoli occhi, possiede lunghi baffi e un naso rosso e, nella sigla di apertura della serie televisiva, fuma una sigaretta usando un lungo bocchino.

Serie animate[modifica | modifica wikitesto]

Le storie si articolano in un mondo stilizzato, dove il reale è rappresentato con poche ed essenziali linee. Compie azioni fuori dalle logiche comuni, che creano nello spettatore adulto un sorrisino divertito mentre anche i piccini ne apprezzano le situazioni buffe. La vittima ricorrente nelle sue storie è un ometto buffo e basso, la cui metà del corpo è costituita da un enorme naso e piccoli baffi: nei film l'ometto era la caricatura dell'ispettore Clouseau.

Il cartone animato, grazie ancora al tema musicale, diventa subito popolare e apprezzato: già il primo corto, The Pink Phink, si aggiudica un Academy Award. Seguiranno nel tempo ben altri 123 cortometraggi di successo. Spesso il titolo dei cortometraggi si ispira al nome di personaggi celebri, o al titolo di famose opere letterarie o cinematografiche, con l'immancabile introduzione della parola "Pink" (Sherlock Pink, Star Pink, etc.)

Nel 1968, negli Stati Uniti d’America, la rete televisiva NBC inizia a trasmettere le serie animate, poi replicate in tutto il mondo.

Con il procedere dei cortometraggi, il carattere della Pantera Rosa (dapprima semplicemente snob e tendenzialmente dispettosa) si arricchisce di nuove sfaccettature: la tenacia nel perseguire uno scopo o nel cercare un oggetto (per la qual cosa dispiega energie e mezzi assolutamente sproporzionati rispetto all'importanza - talvolta minima - del fine che si propone); la tendenza a sognare ad occhi aperti e a immaginare se stessa in qualche ruolo eroico o prestigioso (con successivo - e spesso maldestro - tentativo di mettere in atto il suo sogno); l'abitudine di intrufolarsi in ambienti che non le sono propri oppure in alloggi che non le appartengono, con la conseguente serie di inconvenienti e incidenti; un sentimento di tenerezza protettiva e paterna nei confronti delle creature piccole e indifese. In alcuni episodi il personaggio rivela anche una bella sensibilità ecologica, vissuta però senza alcun aggancio polemico ma con la sua consueta serenità un po' snob e un po' surreale.

Nel 1985, col passaggio dei diritti del personaggio alla Hanna-Barbera Production, venne prodotta la serie Pink Panther & Sons (I figli della Pantera rosa), dove i protagonisti sono i figli della Pantera Rosa (ora appurato essere un maschio) Pinky e Panky, più il loro gruppo di amici (le pantere arcobaleno).

Vi è poi una serie Tv degli anni novanta co-prodotta da Metro-Goldwyn-Mayer Animation, Mirisch-Geoffrey DePatie-Freleng e United Artists. In questa serie (a differenza delle precedenti) la Pantera Rosa parla e in Italia il suo doppiatore è Pietro Ubaldi.

Le serie televisive d'animazione in cui è protagonista la Pantera Rosa sono:

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cortometraggi della Pantera Rosa.

L'evoluzione nei gadget[modifica | modifica wikitesto]

La Metro Goldwyn Mayer (proprietaria del marchio) di recente ha donato una nuova immagine al celebre cartoon. In occasione dell'uscita dell'ultima pellicola ha posto sul mercato una serie di nuovi gadget. Si tratta di una pantera elegantissima, con doppiopetto fucsia e un bel papillon. È presente in capi di abbigliamento, accessori e prodotti di lusso.

La casa discografica EMI, inoltre, presenta Pink Panther’s Penthouse Party, serie di musiche pop e lounge, con nuove versioni del classico tema di Henry Mancini, riprese da St Germain e Fischerspooner, e brani originali di Fatboy Slim, Nicola Conte, Peggy Lee, Pizzicato Five e altri.