La guerra lampo dei Fratelli Marx

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La guerra lampo dei fratelli Marx
Chico e Groucho Marx
Chicolini e Rufus T. Firefly (Chico e Groucho)
Titolo originale: Duck Soup
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1933
Durata: 70'
Colore: B/N
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: comico
Regia: Leo McCarey
Soggetto: Bert Kalmar, Harry Ruby, (dialoghi addizionali: Arthur Sheekman, Nat Perrin)
Sceneggiatura: Bert Kalmar, Harry Ruby, (dialoghi addizionali: Arthur Sheekman, Nat Perrin)
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
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Episodi:
Fotografia: Henry Sharp
Montaggio: Le Roy Stone
Effetti speciali:
Musiche: Bert Kalmar, Harry Ruby
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Scenografia: Hans Dreier, Wiard B. Ihnem
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
(EN)
« The last man nearly ruined this place,
He didn't know what to do with it;
If you think this country's bad off now,
Just wait till I get through with it! »
(IT)
« L'ultimo politico ha rovinato questa nazione
non sapeva come gestirla,
se pensate che vada male
aspettate che me ne occupi io! »
(Rufus T. Firefly, These Are the Laws of My Administration)

La guerra lampo dei fratelli Marx (conosciuto anche come Zuppa d'anatra o Zuppa d'anitra) è un film comico statunitense del 1933, con protagonisti - per l'appunto - i fratelli Marx. Nel 1990 è stato scelto per la preservazione dal National Film Registry presso la biblioteca del congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l'American Film Institute lo ha inserito all'ottantacinquesimo posto posto nella classifica dei migliori cento film americani di tutti i tempi e nel 2007 è salito al sessantesimo. Nel 2000 lo ha inserito al quinto posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.

Indice

[modifica] Trama

La storia è ambientata a Freedonia, immaginario Stato dell'Europa centrale. In una grave situazione economica, il governo si rivolge nuovamente alla ricca signora Teasdale (Margaret Dumont) in cerca di un prestito. Ma lei è decisa a concederlo solo se come nuovo capo dello Stato sarà eletto Rufus T. Firefly (Groucho), i cui metodi hanno l'arroganza del dittatore e la follia dell'anarchico. Questi non appena sale al potere mette scompiglio, promuove leggi bizzarre e arriva a far scoppiare una guerra col vicino Stato di Sylvania. Al suo fianco ci sono due strampalati buontemponi, Chicolini e Pinky (Chico e Harpo Marx), inizialmente spie che erano state messe alle costole di Firefly dall'ambasciatore di Sylvania. Al termine di questo conflitto singolare e stravagante Freedonia avrà la meglio.

[modifica] Critica e riscontro commerciale

Alla sua uscita il film registrò uno scarso successo commerciale, la comicità e l'ironia dei fratelli Marx erano in avanti rispetto all'epoca, e quindi sorpresero il pubblico.[1]

Il film è un sottile apologo sulla tragicomicità della guerra e quanto siano ipocriti i suoi ispiratori: i tanti primi ministri e capi di stato. Bastò l'uso del linguaggio e delle gag che ironizzavano sulla retorica del patriottismo a far proibire il film in Germania e in Italia.[1].

[modifica] Curiosità

  • Nei film La casa dei 1000 corpi (2003) e La casa del diavolo (2005) di Rob Zombie, la famiglia Firefly si chiama con questo cognome in omaggio al personaggio interpretato da Groucho Marx in questo film, mentre il personaggio interpretato dall'attore Sid Haig si chiama Capitano Spaulding come un altro personaggio di Groucho nel film Animal Crackers (1930).
  • La gag dello specchio venne ripresa in seguito da moltissimi film e sketch comici, e da notare quella dello scambio di cappelli tra Harpo, Chico ed il venditore di limonate, da cui, probabilmente, ha preso spunto Roberto Benigni ne La vita è bella.
  • Leo McCarey fu costretto a sopportare i capricci e le pretese autoritarie di tutto lo staff Marx (famiglia più gagman) riguardanti la gestione delle riprese e la scrittura della sceneggiatura.[1]

[modifica] Note

  1. ^ a b c "Dizionario del cinema americano", di Fernaldo Di Giammatteo, Editori Riuniti, Roma, 1996, pag.132

[modifica] Voci correlate

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