La casa dei 1000 corpi

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La casa dei 1000 corpi
Casa1000corpi gip.jpg
Bill Moseley in una scena del film
Titolo originale House of 1000 Corpses
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2003
Durata 89 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere Horror
Regia Rob Zombie
Soggetto Rob Zombie
Sceneggiatura Rob Zombie
Produttore Andy Gould
Produttore esecutivo Andrew D. Given, Guy Oseary
Casa di produzione Lions Gate Films
Fotografia Alex Poppas, Tom Richmond
Montaggio Kathryn Himoff, Robert K. Lambert, Sean K. Lambert
Effetti speciali Michael O'Brien, Wayne Toth
Musiche Rob Zombie
Scenografia George Gibbs
Costumi Amanda Friedland
Trucco Mustaque Ashrafi, Gilbert Romero, Leslie Ann
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
  • International Fantasy Film Award (Fantasporto) 2004 nella categoria Migliori effetti speciali (Wayne Toth e Michael O’Brien). Nomination nella categoria Miglior film.

La casa dei 1000 corpi (House of 1000 Corpses) è un film horror scritto e diretto da Rob Zombie nel 2003. In Italia è uscito nel 2004 mentre nel 2005 è uscito il sequel, La casa del diavolo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Texas 1977, vigilia di Halloween. Due giovani coppie, Bill, Jerry e le rispettive fidanzate Mary e Denise sono in viaggio nella sperduta provincia americana alla ricerca di storie bizzarre e miti locali da usare per un libro che stanno scrivendo e che racconterà le loro esperienze. Durante una breve sosta fanno la conoscenza di Capitano Spaulding e del suo "Museum of Monsters and Madmen": un distributore di benzina con annesso museo degli orrori dove vengono narrate le gesta di alcuni serial killer. Essi fanno un breve viaggio nel "Tunnel degli assassini", un tunnel in cui il Capitano Spaulding illustra gli abominevoli atti di molti assassini. I ragazzi sono particolarmente interessati alla storia di Doctor Satan, uno scienziato pazzo che in passato si era dedicato a bizzarre e orribili pratiche chirurgiche con la speranza di creare una razza di superuomini. Spaulding indirizza quindi i ragazzi all’albero dove Doctor Satan è stato impiccato. Durante il tragitto i quattro danno un passaggio ad una autostoppista, Baby Firefly. Durante il tragitto l’auto viene raggiunta da un colpo d’arma da fuoco che colpisce una gomma. Baby e Bill si incamminano a piedi verso la casa della ragazza dove il giovane fa la conoscenza del resto della famiglia: la madre di Baby (Mother Firefly), i suoi fratelli Tiny e Rufus, Otis B. Driftwood ed il nonno Hugo.

Nel frattempo anche gli altri ragazzi raggiungono casa Firefly dove vengono sottoposti ad una serie di bizzarri rituali in linea con Halloween. Baby comincia a flirtare con Bill, irritando Mary che comincia a litigare quindi con Baby, la quale però mostra il suo vero carattere, sfoderando un coltello e puntandolo contro Mary. Mother Firefly però blocca la figlia e, nel mentre, arriva Rufus, dicendo che l'auto è pronta. Purtroppo per loro però, mentre cercano di uscire con l'auto dal parco della casa, trovano il cancello bloccato e così vengono tutti catturati. I quattro giovani sono ormai ostaggio della famiglia Firefly. Nel frattempo Don Willis, il padre di Denise, preoccupato per il ritardo della figlia, chiama la polizia. Il tenente George Wydell e l’agente Steve Nash giungono quindi al museo di Spaulding che indirizza anche i poliziotti all’albero dell’esecuzione di Doctor Satan.

Intanto, in casa Firefly, Otis uccide Bill facendolo a pezzi. Infierisce quindi sul cadavere e mostra il corpo "trasformato" in una scultura da uomo-pesce ad una terrorizzata Mary, mentre Jerry viene scalpato.

Don Willis e i due poliziotti giungono alla dimora della famiglia assassina dove cominciano ad interrogare Mother Firefly prima di venire tutti uccisi da Otis, che spara al padre di Denise e al poliziotto Nash, mentre mamma Firefly spara in casa al tenente Wydell. Mary, Jerry e Denise vengono poi sottoposti a svariati tipi di umiliazioni (tra l’altro Denise viene obbligata a baciare la testa "scalpata" del ragazzo) e poi portati al cimitero di famiglia. Qui Jerry e Denise, dopo essere stati vestiti da conigli, vengono legati e gettati in un pozzo dove sono assaliti da altre sventurate vittime dei Firefly, mentre Mary cerca di scappare ma viene accoltellata a morte da Baby. Denise riesce comunque a trovare un passaggio che la conduce in un sepolcro sotterraneo pieno di scheletri e che la porta infine alla stanza delle torture di Doctor Satan, tutt'altro che morto, ma anzi ancora in attività. La ragazza scopre che Jerry è stato sottoposto ad orribili esperimenti che lo portano alla morte, e si trova costretta a scappare da Earl, l’assistente sfregiato e "mutato" dagli esperimenti di Doctor Satan, che la insegue con un’ascia. Dopo svariati colpi di fortuna, tra cui l'apertura della porta della stanza grazie ad un tentativo andato a vuoto dell'assistente di colpirla con l'ascia e grazie anche al crollo del sepolcro, sempre causato da Earl che colpisce una colonna di sostegno, Denise raggiunge la superficie. Qui viene apparentemente soccorsa da Capitano Spaulding. Inizialmente infatti non viene mostrato che nascosto nell'auto del Capitano c'è Otis.

La ragazza si risveglia nel covo di Doctor Satan, proprio mentre questi sta cominciando il suo esperimento, con accanto l'assistente, sopravvissuto al crollo del sepolcro.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Sebbene le riprese del film siano terminate nel 2000, per vederlo nelle sale Rob Zombie ha dovuto attendere ben tre anni. Inizialmente infatti, La casa dei 1000 corpi doveva essere prodotto dalla Universal che in ultimo si è però tirata indietro temendo l’imposizione del divieto ai minori di 17 anni da parte della MPAA.[1] Il divieto alla fine è stato posto effettivamente ed il regista, in cerca di un altro distributore, ha dovuto aspettare fino al 2003 quando si è fatta avanti la Lions Gate.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il cast è in sintonia con l’intero progetto dal momento che Rob Zombie ha scelto diverse icone del cinema horror per interpretare alcuni dei componenti principali della famiglia Firefly: Karen Black (Ballata macabra, Killer Fish – Agguato sul fondo, Trilogia del terrore), Bill Moseley, divenuto celebre per la parte del fratello di Leatherface in Non aprite quella porta - Parte II, e Sid Haig (Spider Baby, Blood Bath), senza dimenticare Sheri Moon, moglie del regista, al suo debutto in un ruolo cinematografico.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti, La casa dei 1000 corpi è uscito l’11 aprile 2003 senza essere stato pre-visionato dalla critica. Dal punto di vista degli incassi si può ritenere tutto sommato un successo, dati i circa 17 milioni di dollari guadagnati contro un budget di 7 milioni.[2] Il successo è stato bissato nel 2005 con il sequel, La casa del diavolo, che ha superato il primo sia in termini di incassi sia, soprattutto, di giudizi positivi da parte della critica.

Critica statunitense[modifica | modifica sorgente]

Le recensioni del film sono state subito piuttosto negative. Frank Scheck ha scritto su The Hollywood Reporter che il film «conserva lo spirito ma non la qualità delle sue ispirazioni. Davvero, la sola vera cosa spaventosa lungo i quasi novanta minuti di torture sanguinarie e delirio è la scritta sullo schermo “un film di Rob Zombie”»[3] Inoltre, «sebbene lo scorrere delle vicende sia abbellito con vari effetti stilistici e trucchi fotografici, gli unici momenti efficaci sono i rapidi clip di diversi film horror vintage, la visione di uno dei quali sarebbe preferibile a questo.»[3]

Secondo la recensione di Clint Morris su Film Threat «se un’ora e mezzo di trama indecifrabile e disgustosa, e neanche originale, e se l’orrore solletica la vostra fantasia, allora La casa dei 1000 corpi dovrebbe far palpitare il vostro cuore.»[4]

Critica italiana[modifica | modifica sorgente]

In Italia il film ha trovato anche qualche critica incoraggiante. Dal Morandini 2007: «Scritto, diretto e co-musicato dall'ex leader del gruppo musicale White Zombie, è una notevole, benché almeno in Italia poco notata, opera prima che miscela con accorta disinvoltura prestiti e rimandi al cinema horror degli ultimi 30 anni, specialmente a Non aprite quella porta e Suspiria, nel raccontare le spaventevoli vicissitudini di quattro ragazzi che capitano nelle grinfie di una famiglia di maniaci satanisti e antropofagi, governata da una demente “madre di famiglia”, una Karen Black che più dark di così non potrebbe essere. Abile nell'evitare le trappole di un naturalismo fuori senso, grazie anche a una sceneggiatura adeguatamente delirante. Per alcuni cultori e amanti del genere horror "La casa dei 1000 corpi" è da considerarsi un collage di scene di vecchi capolavori del cinema del genere. Film privo di ogni sorta di originalità. »[5]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Uscita il 25 marzo 2003, la colonna sonora comprende sei brani di Rob Zombie, cinque scritti e interpretati appositamente per il film e uno, House of 1000 Corpses, già presente nel secondo album da solista del rocker/regista statunitense (The sinister urge, 2001). Troviamo inoltre brani di Ramones e Commodores (rivisitati) fino a mostri sacri del country come Buck Owens e Slim Whitman.

  1. Everybody Scream! (Rob Zombie)
  2. Little Piggy (Rob Zombie)
  3. Halloween Stomp (Rob Zombie)
  4. House of 1000 Corpses (Rob Zombie)
  5. Run, Rabbit, Run (Rob Zombie)
  6. Brick House (The Commodores)
  7. Pussy Liquor (Rob Zombie)
  8. I Wanna Be Loved By You (Helen Kane)
  9. I Remember You (Slim Whitman)
  10. Now I Wanna Sniff Some Glue (Ramones)
  11. Who’s Gonna Mow Your Grass (Buck Owens)

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • I nomi di alcuni dei "cattivi", Capitano Spaulding, Otis B. Driftwood e Rufus T. Firefly, sono presi da quelli dei personaggi interpretati da Groucho Marx in altrettanti film, rispettivamente Animal Crackers, Una notte all'opera e La guerra lampo dei Fratelli Marx.[1]
  • Inizialmente, La casa dei 1000 corpi doveva essere prodotto dalla Universal che si è poi tirata indietro temendo l’imposizione del divieto ai minori di 17 anni da parte della MPAA. Il film, girato nel 2000, ha dovuto quindi attendere tre anni per venire distribuito.[1]
  • Rob Zombie ha girato due versioni delle scene più cruente per pacificarsi con la Universal. Ad esempio, una scena all’inizio del film nella quale il rapinatore colpito con un’ascia da Spaulding cade a terra è stata girata in due versioni differenti: con e senza sangue.[1]
  • Rob Zombie aveva inizialmente preso in considerazione l’idea di un cameo nel ruolo del Dr. Wolfenstein, ma ha rinunciato all’idea di apparire con un aspetto “normale”. Il regista si vede comunque per 2 secondi nel ruolo dell’assistente del Dr. Wolfenstein e può essere intravisto sullo sfondo mentre sfascia una zucca con un martello.[1]
  • La casa dei Firefly è la stessa usata nel film del 1982 Il più bel casino del Texas con Burt Reynolds e Dolly Parton.[1]
  • Nel "covo" di Capitano Spaulding, su una parete si possono vedere le riproduzioni di alcune delle figure demoniache dipinte dal mistico inglese Aleister Crowley e scoperte sotto l’intonaco della famosa Abbazia di Thélema a Cefalù.[1] Inoltre, quando Denise è spinta verso il covo di Doctor Satan, viene calato anche un registratore che riproduce a ripetizione una versione rallentata del poema di Aleister Crowley "The Poet", letto dall’autore stesso. Il frammento che si sente, nella versione originale, è: "Bury me in a nameless grave" ("seppellitemi in una tomba senza nome").[1]
  • In più di un’occasione, durante il film si vede un manifesto che riporta le foto di due giovani scomparsi. In realtà si tratta di una foto di Rob Zombie e suo fratello (cantante dei Powerman 5000) da piccoli.[1]
  • Quello di nonno Hugo è l’ultimo ruolo interpretato da Dennis Fimple, scomparso il 23 agosto 2002, al quale il film è dedicato.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j IMDBs. URL consultato il 17 settembre 2007.
  2. ^ Box Office, (IMDBs). URL consultato il 22 settembre 2007.
  3. ^ a b The Hollywood Reporter. URL consultato il 21 settembre 2007.
  4. ^ Film Threat - House of 1000 Corpses, Film Threat. URL consultato il 21 settembre 2007.
  5. ^ il Morandini. URL consultato il 24 settembre 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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